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Scritto Lunedì 12 novembre 2018 alle 19:01

Missaglia: i fondatori di Radio Montevecchia rievocano gli ''unici ed irripetibili'' anni '70

Erano gli anni '70, ancora in pieno periodo ribelle. L'ondata rivoluzionaria del '68 riecheggiava ancora. Suonava nei locali, attraverso i giradischi, dal vivo nei concerti dei leggendari protagonisti della musica rock oppure direttamente nelle camerette o nelle automobili dei giovani dell'epoca. Viaggiava sulla frequenza di Radio Montevecchia, ad esempio, per chi si sintonizzava sul 100.3.

Il nucleo storico di Radio Montevecchia, oltre a qualche ospite della presentazione di lunedì mattina

A mettercela, quella musica rock progressista, erano soprattutto giovani volontari mossi da una passione fervente per quell'ambiente e quei quel genere. Persone che oggi portano in testa ormai solo capelli bianchi e ricordano quei tempi emozionandosi, com'è stato il caso del giornalista missagliese Giordano Casiraghi che lunedì mattina, in occasione della presentazione della nuova edizione del suo libro ''Anni '70, generazione rock'' (pubblicato per la prima volta nel 2005 e rieditato quest'anno), non ha potuto trattenere le lacrime ricordando il giorno in cui si rivide, parecchi anni dopo, in un video girato nel '77 ad una conferenza stampa che John Cage tenne a Milano prima di un suo concerto.

Giordano Casiraghi

Più che la presentazione del suo libro, lunedì mattina, nella Pasticceria Comi di Missaglia, Casiraghi ha voluto incontrare dopo tanti anni gli amici che facevano parte con lui di Radio Montevecchia, andando a rievocare con loro gli aneddoti più interessanti di un periodo che il produttore ha definito ''straordinario e irripetibile''. La storica emittente brianzola ha due capitoli tutti suoi nel libro che Casiraghi ha riproposto anni dopo ampliato. ''Ci siamo dati veramente da fare in quegli anni'' ha commentato. ''Eravamo piccoli ma siamo riusciti comunque ad andare lontano''.

VIDEO



Casiraghi è passato quasi subito a presentare le persone che invitate per l'occasione, tra cui uno dei musicisti che ha citato nel capitolo in cui parla dei personaggi da salvare degli anni '70: Claudio Pascoli, sassofonista e flautista di una lunga serie di album parecchio influenti dell'epoca. Nel suo intervento ha ricordato i lavori svolti insieme a Lucio Battisti. ''Con lui ho seguito passo dopo passo la produzione del disco Anima Latina. Facevamo le prove al Mulino di Alzano Lombardo, poi ci trasferimmo in uno studio di Cologno Monzese. Oltre a suonare flauto e sax, dovevo impazzire per tenere a bada le improvvisazioni di Lucio. Quella che era la sua qualità migliore in fondo''.

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Per rievocare il primissimo periodo della Radio, attiva tra il '75 e l''89, Casiraghi ha poi chiesto un aiuto a Maurizio Brivio, tra i ragazzi che facevano parte del gruppo storico missagliese. ''Eravamo semplicemente degli amici che si ritrovavano al bar, frequentavamo quello che allora si chiamava Bar Lucia'' ha spiegato. ''L'arrivo di Radio Montevecchia comportò quasi da subito un interessamento da quelli che allora erano gli esponenti della sinistra di allora, in questa zona, come Walter Albisetti e Aldo Castelli, che non facevano esattamente parte del gruppo storico. Probabilmente la connotazione politica della Radio aumentò quando, nei primi mesi del '76, attività libere come la nostra furono in qualche modo liberalizzate''.

Claudio Pascoli, Silvano Valentini e Maurizio Brivio

In primo piano a sinistra don Marco Rapelli, vicario parrocchiale a Casatenovo e appassionato di musica

Secondo Sergio Perego, un altro tra i primi speaker della Radio, l'importanza di Radio Montevecchia fu nella sua capacità di raccogliere le istanze di un movimento che ancora non voleva arrestarsi, forse ''la coda del '68''. ''Ricordo che abitavo ancora a Milano e un giorno sintonizzai la mia radio sui 103 megahertz. Appena sentii quei programmi e quella musica dissi alla mia signora ''io devo andare lì''. E dopo cinque mesi ci andai. Al sabato prendevo il treno delle 7.20 e mi facevo venire a prendere in stazione per andare in onda''.

Sergio Perego, Domenico Corna e Tito Saffioti

Altra importante memoria storica dell'esperienza radiofonica brianzola di quegli anni è Domenico Corna, divenuto ormai uno scrittore. ''Non so come mi sono ritrovato a Montevecchia, probabilmente perché ascoltavo molto la radio'' ha spiegato. ''Sono passato dalla sede un pomeriggio, di domenica, e qualche settimana dopo ero lì a mettere dischi con 50 lire sulla testina, altrimenti non si sentivano. Abitavo a Cernusco sul Naviglio e dovevo attrezzarmi per arrivare in studio, in un modo o nell'altro''.
Lunedì mattina, durante la reunion di quei vecchi amici, autori di un'esperienza veramente unica in Brianza, sono intervenuti personaggi come Cesare Fumagalli, Ferruccio che si occupava tra le altre cose del notiziario e Lino Fiocco, divenuto poi un importantissimo organizzatore di eventi musicali, soprattutto nel campo della logistica.

Cesare Fumagalli, Ferruccio del notiziario e Lino Fiocco

La presentazione del libro dell'autore Giordano Casiraghi ha fornito così l'occasione per analizzare nel dettaglio i due capitoli dedicati alla storica Radio Montevecchia e di rievocarne i tantissimi ricordi.
Alberto Secci
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