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Scritto Lunedì 19 novembre 2018 alle 12:05

Bulciago: sversamento nella roggia Tabiago, ''indagini'' in corso

La schiuma nella roggia di Tabiago
Oltre al comitato Bevere, anche l'amministrazione comunale di Bulciago ha tenuto monitorato il torrente che sfocia nella roggia di Tabiago dopo essere passato per la zona industriale di Berio a Bulciago. "Siamo stati avvertiti dal presidente Nicolodi che ci ha progressivamente aggiornato sulla situazione fino a escludere che il materiale inquinante provenisse da Bulciago" ha spiegato l'assessore Antonino Filippone. Nonostante l'area di Berio sia un'area industriale in divenire, al momento infatti, vi hanno sede solo una manciata di attività industriali e agricole mentre è stato annunciato ma non ancora completato il trasferimento della Lampass, "non abbiamo voluto escludere nulla e abbiamo accolto con soddisfazione le comunicazioni del dottor. Nicolodi". Le parole dell'amministratore sono state confermate dal vicepresidente del comitato Bevere che ha ammesso l'impossibilità, al momento, di riconoscere la causa e quindi l'origine della schiuma. "Dalle indagini fatte non si riesce a capire da dove provenisse" ha detto "abbiamo avvisato le autorità comunali, oltre agli enti e alle agenzie competenti".
E' probabile la presenza di sostanze che, anziché permettere l'ossigenazione dell'acqua in prossimità di dislivelli, generavano delle schiume a livello dell'acqua. "La permanenza delle bolle stava a significare che qualcosa non andava come al solto" ha spiegato il volontario della Protezione Civile che non ha voluto però sbilanciarsi in ipotesi di spiegazione del fenomeno. "Come gruppo Bevere, noi monitoriamo solo la situazione mentre sta alle autorità mettere in atto le analisi sulla composizione dell'acqua del torrente. Noi ci limitiamo a monitorare" ha puntualizzato. E dalle ultime perlustrazioni, pare che, lunedì mattina, il flusso di bolle e schiuma si sia ormai interrotto, facendo tornare il torrente alla solita situazione.
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A.P.
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