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Scritto Giovedì 24 gennaio 2019 alle 16:14

Annone: chiuse le indagini per il crollo del ponte, 6 indagati. Ai 3 originari, aggiunti 2 funzionari orobici ed un progettista

Due dirigenti della Provincia di Bergamo e il professionista incaricato di progettare i lavori per la manutenzione del ponte nel 2013. A loro è stato notificato in queste ore - e inviato per conoscenza alle parti offese - l'avviso di conclusione delle indagini preliminari (secondo quanto previsto dall'articolo 415 bis del codice di procedura penale) nell'ambito dell'inchiesta per il crollo del ponte di Annone, avvenuto il 28 ottobre 2016, tragedia costata la vita al civatese Claudio Bertini in transito, al volante della propria Audi, sotto l'arcata dell'infrastruttura viaria, collassata sotto il peso di un trasporto eccezionale diretto presso la vicina sede di un'impresa di Cesana Brianza.

Un'immagine del crollo del ponte sulla SS36 ad Annone nell'ottobre 2016

Come era trapelato nelle scorse settimane dalla Procura, gli indagati sono effettivamente sei: dagli ingegneri Angelo Valsecchi e Andrea Sesana del settore viabilità della Provincia di Lecco (difesi di fiducia rispettivamente dagli avvocati Edoardo Fumagalli e Stefano Pelizzari) e dal capocompartimento di Anas Giovanni Salvatore - iscritti quasi nell'immediatezza dei fatti dal sostituto procuratore Nicola Preteroti, primo titolare del fascicolo d'indagine - la consulenza del professor Marco Di Prisco del Politecnico di Milano e la copiosa documentazione chiesta e ottenuta dalla Polstrada e da altri enti, ha consentito dapprima alla dottoressa Cinzia Citterio e poi al collega Andrea Figoni (che ha coordinato l'ultima fase delle indagini insieme al procuratore capo Antonio Chiappani) di allargare il cerchio a ulteriori tre soggetti. Si tratta Eugenio Ferraris e Silvia Garbelli - dirigenti del settore ''pianificazione territoriale e grandi infrastrutture'' della Provincia di Bergamo, ente che aveva rilasciato alla società di trasporti l'autorizzazione periodica alla circolazione del trasporto eccezionale - e di Roberto Torresan, professionista con studio a Busto Arsizio incaricato da Anas nel 2013 di progettare i lavori di manutenzione del ponte annonese a scavalco della SS36, e più in generale dei ponti, dei viadotti e delle strade in gestione all'ente.
Nessun profilo di eventuale responsabilità è stato individuato invece nei confronti della Nicoli, ovvero la società autotrasportatrice orobica organizzatrice del trasporto eccezionale di bobine di ferro il cui passaggio - con autorizzazioni rilasciate proprio dalla Provincia di Bergamo - aveva minato definitivamente la tenuta del ponte della sp 49 a scavalco della superstrada.

Il progetto per il nuovo cavalcavia a scavalco della SS36

Con il deposito del 415 bis gli indagati hanno ora la possibilità di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine, nonchè di presentarsi per rilasciare dichiarazioni o sottoporsi ad interrogatorio. E soprattutto di conoscere tutti gli atti di indagine sui quali si basa l'ipotesi accusatoria della Procura lecchese che, come ha voluto precisare in questi mesi il dottor Chiappani, non ha mai voluto fin dall'inizio ''sparare nel mucchio'', acquisendo e vagliando tutti gli atti e la documentazione relativa al crollo, prima di formalizzare nuove iscrizioni nel registro degli indagati, divenute definitive proprio quest'oggi.

Un'immagine del cantiere per la ricostruzione del ponte

Determinante la perizia tecnica affidata dal sostituto procuratore Preteroti all'ingegner Marco Di Prisco che sembrerebbe aver messo in ordine, uno dopo l'altra, una serie di problematiche riscontrate già a partire dal periodo di costruzione del manufatto in calcestruzzo, e ai successivi interventi di manutenzione effettuati.
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