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Scritto Venerdì 01 febbraio 2019 alle 16:11

Sirtori: in tanti hanno sfidato il freddo per assistere al falò

Il gruppo dei papà volontari

Come da tradizione e nonostante i primi fiocchi di neve caduti, anche quest'anno gli abitanti di Sirtori hanno festeggiato la ricorrenza dell'ultimo giovedì di gennaio col Falò della Giubiana, il rogo del fantoccio di una strega la quale, secondo la leggenda, in quel giorno va a caccia di bambini da mangiare.

"Ul falò de la Giubiana", questo il nome dell'iniziativa organizzata dal gruppo "Non c'è problema" in collaborazione con l'oratorio di Sirtori, il Comune di Sirtori e il Gruppo Alpini, ha radunato molte persone del piccolo paese brianzolo.

Il ritrovo era fissato per le ore 20 di giovedì sera in Piazza Brioschi, dove il corteo dei personaggi-contadini, seguito dai bambini e dal resto dei presenti, è partito alla ricerca della Giubiana che si nascondeva per il paese.

Una volta davanti al municipio, i contadini hanno individuato la strega e, dopo averla catturata, l'hanno messa sul loro carro e portata in corteo per le vie del paese. Il percorso, che è passato per via Leopardi per poi risalire verso l'oratorio in via della Chiesa, ha visto tutti i bambini presenti suonare a festa, come vuole la tradizione, picchiando con un bastone delle pentole, oltre alle canzoni suonate dalla banda del Corpo Musicale "G. Verdi" di Ronco Briantino, che come ogni anno ha partecipato alla manifestazione.

Una volta giunti sul campetto in asfalto dell'oratorio, dove era stata preparata la legna accatastata per il falò, i contadini, aiutati dai bambini, hanno rinchiuso la giubiana in una stanza dell'oratorio adibita a prigione, per poi accendere il rogo. Una volta che il falò ha preso fuoco per bene, da una fune, che passava per le fiamme, è stata lanciato il fantoccio della giubiana direttamente in mezzo alle fiamme, grazie alle quali il pupazzo di è trasformato in cenere.

Nel frattempo, la banda "G. Verdi" ha continuato a suonare brani della tradizione, mentre tutti i presenti erano radunati sul balcone della struttura oratoriale per assistere al rogo.

Una volta che il fuoco si è assestato, i volontari della cucina hanno aprito le porte del salone per permettere agli ospiti di entrare e prendere una porzione di "risott con luganiga" e un bicchiere di "vin brulè" che ha aiutato a riscaldarsi in una nevosa e fredda serata invernale.

La manifestazione ha quindi riscosso il solito successo e si è confermata superiore al freddo invernale, il quale non è bastato a fare chiudere in casa i cittadini sirtoresi.
A.V.
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