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Scritto Martedì 12 febbraio 2019 alle 08:40

Viganò: gli alunni dedicano una mostra a Gino Bartali, ricordando Alessandra Casiraghi

Gli alunni di classe quarta della scuola primaria "Don Carlo A. De Capitani" di Viganò in occasione della festa di Sant'Apollonia, hanno esposto nella biblioteca comunale i loro lavori sulla straordinaria storia del celebre corridore Gino Bartali. Si tratta del risultato di un percorso educativo-didattico di "Cittadinanza attiva" portato avanti dagli studenti sotto la guida delle insegnanti Carolina Ciliberto e Rosita Panzeri, in collaborazione con il Gruppo cultura, il Comune e la biblioteca.

Alcune immagini della mostra con i disegni realizzati dagli alunni di classe quarta della scuola di Viganò

Gli studenti, dopo aver ascoltato la storia del campione, sono stati divisi in gruppi per poi realizzare dei disegni e delle vignette sulla vita dello sportivo. Dopo grande dedizione e impegno, ma soprattutto collaborazione fra i compagni, gli alunni viganesi hanno presentato un progetto innovativo e simpatico sul grande corridore, ormai diventato loro beniamino.
Nato a Firenze nel 1914, Bartali è passato dall'essere un semplice meccanico a diventare uno dei più apprezzati ciclisti della storia. Ha vinto il Giro d'Italia nel 1936, nel 1937 e nel 1946, e trionfato al Tour de France nel 1938 e nel 1948 ed è anche stato un personaggio importante per la storia italiana e un "Giusto tra le Nazioni"

Purtroppo la seconda guerra mondiale lo ha bloccato all'apice della sua carriera: ma, per quanto suoni strano, è stato quello il momento in cui ha affrontato la gara più importante della sua vita.
Non era un segreto che Bartali non fosse entusiasta dell'ascesa del Partito Fascista in Italia. Rifiutò infatti, di dedicare a Mussolini la sua vittoria al Tour del 1938, nonostante l'insistenza dei fascisti. Scelse invece, di portare i fiori destinati al vincitore del Tour in una chiesa. Aveva tutto da perdere, ma non esitò nemmeno un secondo alla richiesta del cardinale di Firenze, l'arcivescovo Elia Dalla Costa, di unirsi a una rete segreta che offriva un passaggio sicuro agli ebrei e alle altre persone in pericolo.

Il movimento di resistenza trovò per lui un ruolo perfetto. Fingendo di allenarsi, diventò un corriere: Bartali trasportava fotografie e documenti d'identità contraffatti dentro e fuori da una stamperia segreta. Quando fu fermato dalle autorità collaborò, ma chiese ai soldati di non toccare la sua bicicletta perché era stata "creata per raggiungere la massima velocità possibile". Raccontò, successivamente, che i documenti erano nascosti all'interno del telaio e del manubrio della bicicletta.

Si stima che con le sue azioni abbia salvato la vita di centinaia di persone, ma fino a poco tempo fa nessuno ne era al corrente. Non è una sorpresa, visto che Bartali ha sempre esitato a raccontare questa storia anche a suo figlio Andrea, e che quando glielo rivelò gli ordinò prontamente di non condividerlo con altre persone.

Il pannello dedicato ad Alessandra Casiraghi

Accanto alla mostra allestita in biblioteca era presente anche un ricordo fotografico di Alessandra Casiraghi, cinquantenne appassionata di montagna e collaboratrice scolastica del plesso viganese, mancata due anni a seguito di un tragico incidente stradale.
È stato dunque fatto un parallelismo su quanto entrambi fossero delle persone sportive e piene di vita e voglia di aiutare gli altri, senza voler alcun tipo di riconoscimento per le loro buone azioni.
M.T.
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