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Scritto Giovedì 14 febbraio 2019 alle 16:57

La Nostra Famiglia: contratti bloccati da anni. Un centinaio i lavoratori in presidio

Un centinaio i dipendenti che hanno preso parte al presidio svoltosi all'ora di pranzo davanti alla sede dell'istituto ''La Nostra Famiglia'' di Bosisio Parini. Al centro della manifestazione di protesta il mancato rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori della sanità privata, scaduto da dodici anni.

Le immagini del presidio fuori da ''La Nostra Famiglia''

«Questo presidio - ha dichiarato Franca Bodega, segretaria Cisl Funzione Pubblica delle province di Lecco e Monza - si inserisce in un percorso di mobilitazione. Il 21 gennaio abbiamo manifestato davanti alla clinica Mangioni di Lecco, mentre il 30 abbiamo manifestato a Milano. I lavoratori sono esausti. Credo che in Italia sia l'unico comparto dove ci sia un mancato rinnovo contrattuale da così lungo tempo».
Le trattative per il rinnovo del contratto appaiono ancora in una situazione incerta. «C'è un tavolo di confronto - ha dichiarato Catello Tamparulo, segretario generale Cgil Pubblico Impiego - aperto a Roma da mesi. Siamo ancora distanti dalla chiusura».

Catello Tramparulo (FP Cgil Lecco)

Franca Bodega CISL FP Monza e Brianza-Lecco

Le difficoltà nel raggiungere un accordo sono state confermate anche dalla segretaria provinciale Bodega. «I datori di lavoro pretenderebbero che gli aumenti contrattuali vengano inglobati nelle rette che le regioni riconoscono loro per le attività che svolgono». Questo sarebbe uno degli aspetti principali e ancora irrisolti della vertenza. I rappresentati sindacali hanno anche posto l'accento sul trattamento economico, ritenuto inconciliabile con le professionalità offerte dai dipendenti. «Non è possibile - ha dichiarato la stessa Bodega - che mediamente un infermiere percepisca 1200 euro al mese».
Alle problematiche retributive si sono aggiunte, nel corso degli anni, le criticità legate alle professionalità non riconosciute ai lavoratori. «Non solo - ha dichiarato Tamparulo - le retribuzioni sono bloccate da dodici anni ma, con il mancato rinnovo del contratto nazionale, si sono bloccate le contrattazioni di secondo livello. Questo ha comportato un danno per la crescita professionale dei lavoratori».

Nei prossimi giorni si svolgeranno nuovi incontri a livello nazionale. Il tentativo sarà quello di giungere alla soluzione di una vertenza che sembra ormai aperta da troppi anni. In caso di mancato accordo l'intenzione dei rappresentati sindacali sarebbe quella di procedere ad uno sciopero nazionale del settore.
Prima del presidio esterno davanti ai cancelli si è svolta un'assemblea sindacale interna all'azienda. La partecipazione è stata decisamente elevata. Nella sala gremita erano presenti oltre 250 lavoratori, nonostante molti dipendenti siano dovuti restare sul proprio posto di lavoro per assicurare l'assistenza agli utenti.

«La mobilitazione di oggi è importante perché dimostra una bella arrabbiatura da parte delle persone che, con sacrificio e impegno, dedicano la propria professionalità alla cura. Non ci si ferma qui, proseguiremo fino alla stipula del contratto nazionale di lavoro» le parole di Marina Crippa, rappresentate della Rsu dell'istituto bosisiese.

Dello stesso avviso Flavio Concil. «Riteniamo - ha detto il rappresentate della Rsu aziendale e segretario Cgil Pubblico Impiego di Lecco - che Regione Lombardia, Aris - l'Associazione Religiosa Istituti Socio Sanitari - e Aiop - Associazione Italiana Ospedalità Privata - debbano farsi un esame di coscienza. Devono dire se è giusto che 50mila lavoratori del comparto, in tutta Italia, abbiano da 12 anni il loro stipendio bloccato».
L.A.
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