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Scritto Giovedì 28 marzo 2019 alle 15:19

Castello: percepì indebitamente dall'INPS 21.000 euro. Condannato dovrà restituirli

La pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Paolo Del Grosso, aveva chiesto la condanna a 8 mesi di reclusione. Il collegio giudicante - presidente Enrico Manzi, a latere Nora Lisa Passoni e Martina Beggio - ha inasprito ulteriormente la pena (pur concedendo la sospensione condizionale e la non menzione) portandola a un anno secco. Si è chiuso così il procedimento penale intentato nei confronti di un cittadino marocchino, assistito dall'avvocato Rosanna Pontieri, chiamato a rispondere del reato di "Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato" secondo i dettami dell'articolo 317 ter del Codice penale che punisce chi "mediante l'utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero mediante l'omissione di informazioni dovute, consegue indebitamente, per sé o per altri, contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati dallo Stato, da altri enti pubblici o dalle Comunità europee". Nel dettaglio, l'anziano, con casa a Castello Brianza, avrebbe intascato 21.129 euro - rispetto ai quali quest'oggi il Tribunale ha disposto la confisca per equivalente - dall'INPS, pur essendo rimasto per un lungo periodo nel proprio Paese natio, facendo decadere dunque uno dei requisiti necessari per ottenere lecitamente l'assegno sociale riconosciuto alle persone indigenti, anche straniere, purché stabilmente residenti sul suolo Italiano. A nulla sono valse le argomentazioni del difensore che ha cercato di riportare entro i confini del "permesso" la condotta del proprio assistito che ora dovrà metter mano al portafogli restituendo la cifra indebitamente percepita.
A.M.
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