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Scritto Giovedì 28 marzo 2019 alle 16:38

Costa, Limonta: assemblea dei lavoratori fuori dai cancelli. ''L'azienda riapra le trattative''

Due euro e mezzo al posto del sacchetto mensa. E' lo scambio che avrebbe proposto la "Limonta", storica azienda di Costa Masnaga con utili nel 2018 di vari milioni di euro, che i lavoratori del gruppo hanno accolto con un riso amaro. E con la protesta.

Dopo lo sciopero di quattro ore indetto due settimane fa infatti, le tute blu si sono radunate oggi a mezzogiorno per un'assemblea pubblica, sulla strada di fronte ai cancelli dello stabilimento di via Battisti. "Il tavolo delle trattative su tempi e retribuzioni tra proprietà e rappresentanti dei lavoratori sembra un dialogo fra sordi" dice Giuseppe Citterio, delegato sindacale della CISL. "Le nostre richieste sono semplici e chiare. Innanzitutto, riaprire il dialogo: l'azienda però, si presenti con un atteggiamento diverso".

Per discutere di una serie di questioni, a partire dal corrispettivo monetario proposto dal gruppo in sostituzione del sacchetto pasto. "E' vergognosa la cifra che ci hanno offerto" lamenta il delegato, prima di elencare le altre richieste dei lavoratori: una maggiore attenzione ai carichi di lavoro e ai turni dei lavoratori e una ridiscussione degli incentivi che riconosciuti per lavorare al sabato. I dipendenti rivendicano infatti una giusta revisione dei valori del premio di risultato legato alla qualità che tenga conto dei cambi di mix produttivo e dei maggiori margini aziendali, spazi idonei per consumare il sacchetto mensa per i lavoratori del secondo e terzo turno o, in alternativa, una giusta compensazione economica.

All'assemblea pubblica di oggi si sono fatti vedere e hanno parlato i rappresentati di tutte e tre le sigle dei sindacati confederali: i segretari generali Nicola Cesana della FILCTEM CGIL, Massimo Ferni della FEMCA CISL, Celeste Sacchi della UILTEC UIL. Da tutti è arrivata la stessa richiesta di riaprire le trattative con l'azienda per trovare delle soluzioni giuste e condivise alle richieste dei lavoratori. "Non vogliamo tornare ai tempi del padrone delle ferriere" ha detto Ferni ai lavoratori radunatisi nella strada, di fronte ai cancelli della "Limonta".

Dopo lo sciopero di quattro ore di due settimane fa, l'assemblea pubblica di oggi aggiunge un nuovo tassello nella vertenza che oppone i lavoratori della "Limonta" di Costa Masnaga alla dirigenza aziendale: "siamo pronti anche a altre iniziative" annunciano i sindacalisti.
A.P.
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