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Scritto Venerdì 29 marzo 2019 alle 09:42

Cassago: gita delle 3°medie al memoriale della Shoah

Una gita per tenere viva la Memoria. E' quella che ha portato a metà marzo gli studenti dell'istituto comprensivo di Cassago Brianza al Memoriale della Shoah a Milano per conoscere il dramma della deportazione nazista e per riflettere su quel periodo storico. Sotto pubblichiamo la testimonianza delle studentesse Lucrezia Marin e Chiara Fusco che hanno partecipato alla giornata:

Il giorno 12 marzo 2019 noi insieme alle altre classi terze dell'istituto comprensivo di Cassago Brianza ci siamo recati al binario 21 (memoriale Shoah) ; abbiamo preso il treno alla stazione di Cassago Brianza alle 8.07 e siamo arrivati alla Stazione di Milano centrale alle 9.13. In seguito ci siamo recati al memoriale. Siamo entrati e ci siamo seduti di fianco al muro dell'INDIFFERENZA voluto apposta da Liliana Segre.

Liliana Segre nata nel 1930 da genitori ebrei fu deportata ad Auschwitz ( una dei 25 bambini sopravvissuti). Fu espulsa dalla scuola a soli 8 anni. Volle far scrivere la parola INDIFFERENZA perché i suoi compagni di classe furono indifferenti alla sua espulsione. Il 19 gennaio 2018 fu nominata senatrice a vita. Poi abbiamo proseguito la visita guidata e abbiamo visto un installazione "i libri proibiti".

In seguito ci siamo seduti davanti alla mappa del memoriale e la guida ci ha illustrato le varie parti: dove erano situati i vari convogli, che percorso facevano i deportati per arrivare ai convogli...
Poi abbiamo visto il manifesto "la difesa della razza", credevano che gli ebrei avessero un proprio volto diverso dagli altri che li distinguessero. Poi abbiamo visto dietro al vagone dove venivano esportate le persone un Cartello che diceva: "vietato trasporto persone", questa cosa ci ha fatto riflettere molto.
Successivamente abbiamo provato l'ebbrezza di stare dentro un convoglio della deportazione degli ebrei . Siamo rimasti colpiti perché noi che siamo stati li solo 10 minuti non vedevamo l'ora di uscire... chissà loro che non sapevano nemmeno dove andavano! Il viaggio durava 7 giorni.
Nel vagone c'erano anche 100 persone.Venivano date 7 porzioni di acqua e gallette.
Abbiamo proseguito osservando il muro con i nomi delle persone deportate ( i nomi in rosso erano le persone salve).
Infine siamo entrati nella stanza della riflessione; Abbiamo riflettuto su tutti gli argomenti trattati dalla guida.

In questi giorni era anche presente una mostra storica riguardante Arpad Weisz. Weisz nasce a Solt, in Ungheria, figlio di Lazzaro e Sofia Weisz, entrambi ebrei. Dopo il diploma liceale inizia a frequentare l'Università di Budapest, dove si iscrive alla facoltà di giurisprudenza, che deve però lasciare prematuramente a causa della prima guerra mondiale. Combattendo sotto l'impero austro-ungarico contro il Regno d'Italia, Arpad viene fatto prigioniero nel 1915, per essere poi internato a Trapani. Per quanto riguarda la sua carriera da calciatore, invece, poco si sa dei suoi primi anni: nella stagione 1922-1923 milita nel Törekvés, una piccola squadra di Budapest, mentre l'anno successivo gioca nel Maccabi Brno, società ebrea della città di Brno, nell'allora Cecoslovacchia. La sua carriera da giocatore s'interrompe bruscamente nel 1926 a causa di un grave infortunio che lo costringe al ritiro. Vive, dunque, la sua carriera da calciatore semiprofessionista tra Ungheria, Cecoslovacchia, Italia e Uruguay. Dal maggio 1942 la Germania nazista ha conquistato i Paesi Bassi, gli ebrei sono costretti a portare una stella gialla sulle giacche, Weisz non può più lavorare. La famiglia, almeno inizialmente, riesce a sopravvivere nella piccola città olandese, grazie all'aiuto economico dei dirigenti della sua ex squadra, ma il 2 agosto 1942 i Weisz vengono arrestati dalla Gestapo. Pochi giorni dopo arrivano nel campo di transito di Westerbork, nel nord-est dei Paesi Bassi, da dove passò, tra gli altri, Anna Frank. Il successivo 2 ottobre Arpad insieme ad altri 300 uomini, viene fatto scendere a Cosel, in Polonia, per essere poi mandato nei campi di lavoro dell'Alta Slesia. Dopo quindici mesi di lavori forzati, Weisz verrà definitivamente ricondotto ad Auschwitz, dove troverà la morte in una camera a gas il 31 gennaio 1944, a 47 anni.

Tornando a piedi dal memoriale siamo passati per Piazza Gae Aulenti, una piazza circolare sopraelevata, di 100 metri di diametro situata nel Centro Direzionale di Milano.Attualmente di proprietà del fondo Immobiliare Porta Nuova Garibaldi e concesse in locazione a diverse multinazionali tra cui la principale banca Unicredit.
Poi abbiamo visto la Torre UniCredit che è un grattacielo situato nel Centro Direzionale di Milano. Noto anche col nome di UniCredit Tower, con i suoi 231 metri di altezza alla guglia è il grattacielo più alto d'Italia.Realizzata nell'ambito progetto Porta Nuova, la Torre si trova a ridosso di corso Como e della stazione ferroviaria di Porta Garibaldi, sovrasta la piazza Gae Aulenti, pedonale e rialzata di circa sei metri sul piano stradale. Divenuto ben presto un simbolo di Milano, grazie soprattutto alla sua imponente guglia, l'edificio ha una forma molto sinuosa. Presenta una facciata a nord completamente vetrata e una a sud modulata dalle linee orizzontali dei frangisole studiati per una più corretta irradiazione solare.

Tutto questo fa parte di porta Nuova è una delle sei porte principali di Milano, ricavata lungo i bastioni spagnoli (mura spagnole) , oggi demoliti. Posta a nord della città in piazzale Principessa Clotilde, si apriva lungo la strada per Monza. Sorge al centro di piazzale Principessa Clotilde, allo sbocco di corso di Porta Nuova.In passato Porta Nuova identificava inoltre uno dei sei sestieri storici in cui era divisa la città, il Sestiere di Porta Nuova.

Abbiamo anche visto il Bosco Verticale che è un complesso di due palazzi residenziali a torre progettato da Boeri Studio situato nel Centro direzionale di Milano, ai margini del quartiere Isola. Sono presenti più di duemila essenze arboree, tra arbusti e alberi ad alto fusto, distribuite sui prospetti. Si tratta di un ambizioso progetto di riforestazione metropolitana che attraverso la densificazione verticale del verde si propone di incrementare la biodiversità vegetale e animale del capoluogo lombardo. Il Bosco Verticale è risultato vincitore di numerose competizioni: oltre all' International Highrise Award, di cui è stato insignito nel 2014, nel 2015 il Bosco Verticale si è aggiudicato il premio come «grattacielo più bello e innovativo del mondo», secondo una classificazione del Council on Tall Buildings and Urban Habitat.

Il memoriale è sotto la stazione di Milano Centrale che è la principale stazione ferroviaria del capoluogo lombardo, la seconda d'Italia per flusso di passeggeri nonché una delle principali stazioni ferroviarie d'Europa. Fu inaugurata nel 1931 per sostituire la vecchia stazione centrale che sorgeva nell'attuale piazza della Repubblica, divenuta insufficiente a causa dell'aumento del traffico ferroviario. Nel novembre 2010 lo scalo è stato intitolato a santa Francesca Cabrini (1850-1917), fondatrice della congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù.
Questa gita ci è piaciuta molto e l'abbiamo trovata molto interessante perché ci siamo immedesimati nelle persone deportate e abbiamo capito più a fondo l'argomento.
Più avanti speriamo di fare ancora gite simili.

Marin Lucrezia e Fusco Chiara

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