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Scritto Domenica 19 maggio 2019 alle 09:11

Cremella si era attivata con una petizione per farlo restare. Il dr. Minutolo ringrazia e in un'intervista ci racconta le sue passioni

Il mese scorso la comunità di Cremella aveva promosso una petizione affinchè venisse sospeso il suo trasferimento, per far sì quindi che il dottor Mario Minutolo rimanesse in servizio presso la farmacia del paese.
Nominato direttore tecnico del punto vendita nel maggio 2017 dopo la laurea conseguita presso l'Università di Catania, il trentaseienne è riuscito a conquistare l'affetto della comunità cremellese che si è mobilitata per farlo restare. Non appena era stata resa nota la decisione dell'azienda LlyodsFarmacia infatti, i cittadini e gli esercenti dei centrali negozi, bar, edicola e panetteria, avevano preparato una petizione rivolta all'azienda. Con un solo obiettivo: far restare a Cremella il dottor Minutolo.


ll dr.Mario Minutolo e la farmacia di Cremella

-Alla fine si sono rivelate inutili, ma quando le hanno parlato delle firme per farla rimanere in paese, come l’ha presa?
Dal momento in cui mi hanno comunicato il mio trasferimento a Milano ne ho dato notizia alla clientela e dopo un paio di giorni sono entrato in ferie. Proprio in quella settimana tutta la comunità di Cremella si era mobilitata, attivando la famosa petizione per chiedere ai miei datori di lavoro di non trasferirmi in altra sede. Per me quindi è stata una piacevolissima sorpresa. Credo che tutto ciò non abbia prezzo e l’affetto dimostratomi mi ha riempito infinitamente di gioia. Vedere un paese organizzarsi in così poco tempo ed essere coeso mi ha lasciato senza parole. Credo che non potrei mai ricambiare in ugual misura. Per cui quello che posso fare è portare nel mio cuore questa fantastica esperienza, fatta di uomini e donne con le loro storie le quali io ho avuto l’onore ed il pregio di conoscere.

-Se lo sarebbe mai aspettato che un paese del profondo nord firmasse per lei?
Come già detto non me l’spettavo, non per il fatto che si tratti di un paese del profondo nord, non me lo sarei aspettato neanche al sud. Credo che niente sia dovuto e per questo in generale tendo a non aspettarmi nulla da ciò che mi capita, anche per non rimanere deluso.



-Parlando più in generale, cosa le ha insegnato questo periodo a Cremella e in Lombardia sui pregiudizi e sugli stereotipi che le persone nutrono sul non conosciuto?
Da questa esperienza ho appreso che molti pregiudizi sono infondati. Il pregiudizio per sua natura non ci rende liberi nel formulare un pensiero o critica libera ma si limita solo sul basare opinioni su quello che ci viene raccontato in base alle esperienze altrui. Che ci siano delle differenze tra nord e sud non c’è dubbio, ma con questo non significa che un luogo sia migliore di un altro.
Da quando mi sono trasferito in Lombardia non ho trovato pregiudizi e nessuno mi ha fatto mai sentire o è mai capitato che qualcuno mi chiamasse terùn in senso dispregiativo, ma solo in senso scherzoso tanto da farmi piacere oppure che mi facesse sentire un immigrato. Mi sono sentito subito a casa e ben accolto. Qui a Cremella ho trovato un angolo di Sicilia, nel senso che mi sono sentito a casa e quando sei casa non sei un immigrato. D’altronde non sono un ''terrone'', nel senso stretto della parola, ovvero colui che è il contadino legato ad uno specifico terreno in qualità di servo. Invece mi sento un ''terrone'' nel senso di essere legato alla mia terra, nel tramandare le mie tradizioni e non mi sono mai sentito a disagio a parlare col mio accento siciliano. Credo anzi che questo mio essere terùn mi abbia fatto voler bene dai cremellesi. Ho appreso che ogni opinione può essere importante e che ogni critica può servire a fare meglio. Quindi ho imparato a rispettare le opinioni altrui e a capire che ogni persona la può pensare come vuole, nel bene e nel male. Forse si tende oggi più a giudicare sul paese in cui si vive piuttosto che avere pregiudizi tra le differenze tra nord e sud. A tal proposito una cosa che ho notato e che mi ha fatto sorridere è che quando abitavo al sud molti si lamentano che giù le cose non funzionano ed è meglio abitare al nord, ed al nord invece mi è stato detto che si sta meglio al sud, anche se poi è un dato di fatto che ci si trasferisce più da sud a nord e di questo se ne deve tener conto.
Come si dice da noi in Sicilia “ogni monnu è paesi”, cioè ogni mondo è paese e i problemi sono alla fine sempre quelli e si ride e si piange in modo uguale come al nord così anche al sud. Ogni luogo ha la sua bellezza ed io cerco di conoscere ed apprezzare quelle dei luoghi in cui vivo.
Per cui ho capito sicuramente una cosa, che ovunque vivi cerca di starci bene, tutto qua. L’Italia è tutta bella ed è unica e a renderla unica sono gli italiani.


Un'opera artistica del dr.Minutolo

- A Cremella è stato il farmacista. Qual è stata la sua ricetta per farsi amare dal paese?
In realtà non ho una formula precostituita per farmi amare, anche perché quello a cui miro non è appunto farmi amare e forse è proprio ciò che potrebbe rendermi amabile. Ciò che voglio dire è che se mi pongo in un determinato modo è perché io sono fatto così senza artefatti. L’approccio umano è per me il principio fondamentale sul quale si fonda un lavoro che ti pone in prima linea col pubblico, come quello del farmacista.
Ciò a cui miro è fare al meglio il mio lavoro professionalmente, mettermi nei panni del cliente, essere disponibile all’ascolto altrui e cercare di risolvere in maniera ottimale alcune problematiche di salute, nell’ambito delle mie competenze.
Io credo che i cremellesi quando vengono in farmacia trovano un ambiente cordiale e sano, ambiente che si è riuscito a creare grazie alla collaborazione tra me e la dott.ssa Paola Valagussa, persona amabile per le sue doti umane e professionali con la quale ho avuto il piacere e l’onore di condividere questa mia esperienza lavorativa. Per cui un grazie per l’ottimo risultato va anche a lei. 

- E a lei, cosa è piaciuto di più di Cremella e dei cremellesi?
Cremella mi è subito piaciuta per il fatto di essere un paese circondato di verde dove si respira aria pulita fuori dal caos della città. La semplicità e genuinità sono le cose che ho più apprezzato dei Cremellesi, con il loro calore con il quale sono stato accolto e con l’affetto che quotidianamente mi hanno mostrato.
A Cremella ho trovato una grande famiglia e tanti amici. Cremella una piccola realtà, ma fatta di grandi uomini.

- Ora che ha lasciato la farmacia del paese, può raccontare i suoi segreti. E’ vero che è un pittore? Ci racconti un po’ di questo inedito e sconosciuto Mario Minutolo.
Si è vero. Ho avuto da sempre la passione per il disegno, ma solo dopo la laurea ho cominciato la mia “carriera” di pittore, grazie soprattutto all’incontro in Sicilia del Maestro Pippo Consolo, il quale coinvolgendomi alla partecipazione di diverse mostre collettive locali, mi ha dato la giusta motivazione ad approfondire questo mio aspetto artistico. Ad oggi ho partecipato a più di 20 mostre in diverse regioni d’Italia, l’ultima delle quali svolta nel 2017 a Venezia in occasione del Premio Internazionale Arte Laguna.
Grazie alla pittura riesco ad esprimere vita nella quale io vivo. La mia creatività nasce dal fatto di vivere la mia vita come se fosse un’opera d'arte. Un nuovo lavoro artistico per me è una scoperta, una sfida con me stesso, da dipingere ed affrontare nonostante le difficoltà che possano presentarsi.


Una copia della petizione per evitare il trasferimento in un'altra sede

- Il suo periodo qui è stato in qualche modo fonte di ispirazione?
Ogni esperienza vissuta per me è fonte di ispirazione ed il periodo passato in Lombardia sicuramente mi ha dato nuovi input creativi. L’ultimo mio lavoro artistico nasce infatti in Lombardia, impiegando quasi tre anni per portarlo a termine ovvero coprendo l’intero periodo da quando vivo qui. Sono soddisfatto del risultato ottenuto, per cui credo che questo periodo mi abbia influenzato ed ispirato positivamente.


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A.P.
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