Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 205.074.253
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
ozono
Valore limite: 180 µg/mc
indice del 18/07/19

Lecco: V.Sora: 152 µg/mc
Merate: 142 µg/mc
Valmadrera: 169 µg/mc
Colico: 127 µg/mc
Moggio: 149 µg/mc
Scritto Martedì 21 maggio 2019 alle 14:50

Casatenovo: l'ex ministro Minniti ospite in municipio parla di sicurezza e immigrazione

Immigrazione e sicurezza sono stati i temi al centro dell'intervento di Marco Minniti a Casatenovo. Giunto in paese nel tardo pomeriggio di ieri per sostenere il sindaco Filippo Galbiati in vista delle prossime elezioni, l'ex ministro dell'Interno ha colto l'occasione per criticare, a più riprese, l'operato del suo successore Salvini.

L'ex ministro Minniti tra l'on.Fragomeli e il sindaco Galbiati

«Responsabilità e serietà - ha esordito Galbiati - sono due cose di cui abbiamo bisogno». Due aspetti che il primo cittadino uscente ha riconosciuto proprio alla figura politica dell'ex ministro - oggi Deputato - Marco Minniti. Una personalità che - sempre secondo Galbiati - rispecchia la «competenza e autorevolezza» oggi necessaria a chi fa politica. Serietà - quella dell'ex ministro - che lo stesso Galbiati ha detto di aver apprezzo fin da quando, nel ruolo di presidente della conferenza dei sindaci lecchesi, ha collaborato nella gestione provinciale dei profughi.

L'Onorevole Gianmario Fragomeli, anch'egli presente al dibattito, ha posto l'accento sulle difficoltà con cui durante il governo Gentiloni - di cui Minniti era ministro dell'Interno - è stato trattato il tema della sicurezza. Considerato, in principio, come un aspetto «non facente parte del vocabolario della sinistra». Criticando duramente le scelte dell'attuale ministro dell'Interno Salvini, al quale ha imputato la responsabilità di aver ridotto le forme di collaborazione fra Prefetti e Sindaci in tema di immigrazione e gestione della sicurezza, Fragomeli ha ricordato come al giorno d'oggi la sicurezza necessiti proprio di un nuovo approccio organizzativo basato sulla stretta collaborazione delle istituzioni ministeriali con i sindaci.

Terminati gli interventi introduttivi, lo spazio è stato lasciato a Marco Minniti. La sua analisi ha preso il via da due fatti. La crisi economica di oltre dieci anni fa che ha generato «insicurezza sociale» e le crisi mediorientali che hanno portato il terrorismo nel cuore dell'Europa generando «insicurezza fisica». Il contesto sociale odierno è ancora oggi - secondo l'ex ministro - influenzato dall'«onda lunga» di queste due crisi. Le due «insicurezze» che ne sono derivate, quella fisica e quella sociale, avrebbero generato «rabbia» e «paura» fra i cittadini. Due sentimenti che tutt'oggi hanno un ruolo determinante nel contesto politico e nei confronti dei quali «non si può rispondere solo con le statistiche» relative a Pil e reati. «Rabbia» e «paura» sono - a opinione di Minniti - i due sentimenti che l'attuale governo - definito dall'ex ministro come «nazional populista» - sfrutterebbe per garantirsi il consenso dei cittadini.

Etichettando il decreto sicurezza come «decreto insicurezza» Minniti ha dichiarato: «Il paese che meglio integra è il paese più sicuro. Gli attacchi terroristici in Europa sono stati fatti da persone figlie della nostra Europa, non da persone che venivano dalla Siria o dall'Iraq. Interrompere il percorso di integrazione vuol dire spingere verso l'illegalità e scaricare i problemi sul territorio e sui sindaci».

Un errore fondamentale - a giudizio dell'ex ministro - sarebbe stata la cancellazione dei progetti "Sprar". Soluzioni di accoglienza diffusa che in tema di integrazione garantirebbero risultati migliori rispetto ai grandi centri di accoglienza. Gli "Sprar" - come ha ricordato anche Fragomeli - avevano consentito di ottenere risultati positivi anche nel lecchese con la chiusura del centro di accoglienza del Bione e la distribuzione dei profughi in una serie di piccole realtà di accoglienza.

In chiusura del suo intervento, Minniti ha evidenziato la rottura del rapporto fra prefetture e sindaci che il decreto sicurezza voluto da Salvini ha portato con sé. «Senza i Sindaci - ha dichiarato - l'idea di sicurezza non si può costruire». Ragionando sulla correlazione stretta che lega anche il recupero delle periferie cittadine, come fattore chiave per garantire sicurezza e integrazione, l'ex ministro degli Interni è tornato ad attaccare il suo successore: «Alcuni sindaci hanno criticato le scelte fatte dal governo e sono stati accusati di tradimento. Mi ha fatto male di italiano, perché i sindaci rappresentano il territorio, sono gli elementi fondamentali per una nuova concezione della sicurezza».

L.A.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco