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Scritto Martedì 21 maggio 2019 alle 16:54

Con la proposta Daga l'acqua è davvero un bene di tutti

In Parlamento, alla Camera, sta iniziando la discussione e, auspichiamo, l'approvazione del progetto di legge AC52 presentato dall'On. Federica Daga, del M5S, avente ad oggetto una profonda e radicale riforma, nella logica della "ri-pubblicizzazione" della gestione del servizio idrico. La proposta di legge è, come riconosciuto dalla stessa On. Daga, la stessa proposta di iniziativa popolare promossa dal Forum Nazionale dei Movimenti per l'Acqua Pubblica e i Beni Comuni nel 2007 che raccolse oltre 400.000 firme.
Non si tratta di ripubblicizzare l'ACQUA, che non è nemmeno pubblica, è un bene naturale a disposizione di tutti ed il cui accesso deve essere garantito.
Non si tratta di ri-pubblicizzare le strutture necessarie per la gestione del servizio che, in quanto parte del demano, sono già pubbliche e sono indisponibili ed inalienabili.Si tratta di riportare alla funzione di servizo, garante di un diritto fondamentale, una gestione che, attualmente, è in carico a società ed enti già, per il 98,69%, pubblici o controllati dal pubblico, che però operano secondo una logica industriale e commerciale, cioè economica e finanziaria, nell'interesse di pochi e non della collettività. L'attuale gestione è sostanzialmente "privata" anche se formalmente "pubblica''. Nelle scorse settimane, la stampa nazionale, ha dato risalto, con molta enfasi, agli studi di due società di consulenza, Oxera e Ref Ricerche, diffondendo notizie secondo le quali il costo della ri-pubblicizzazione, come proposto dalla legge di riforma, sarebbe stato, per la collettività, tra i 15 e i 23miliardi. Una notizia destinata a creare panico in chi ha già grossi problemi a far quadrare il bilancio e a rimanere nei limiti di indebitamento previsti dall'Unione Europea. Lo studio di Oxera, società britannica, è stato commissionato da Utilitalia, associazione delle società di gestione dei servizi pubblici per tutelare i loro interessi generali e particoli. Tutelare da chi? Curioso, in questo caso, tutelare dallo Stato cioè dai propri soci. Non si è mai visto! Ref Ricerche, società milanese, per sua stessa dichiarazione, è sponsorizzata dalla stessa Utilitalia oltre che da numerose società di gestione.


Il tutto in una situazione paradossale, molto comune nel nostro Paese. Poichè questi "signori" sono pagati o sponsorizzati con "soldi" provenienti dalle nostre bollette, siamo noi che paghiamo quelli che sono contro noi. Incredibile!
Il nostro Forum Nazionale ha costituito, al suo interno, un gruppo di studio che, dopo attenta e profonda analisi, ha concluso quantificando il costo della ri-pubblicizzazione in un minimo di 1miliardo e un massimo di 2miliardi che, con una gestione oculata dei vari passaggi, e senza affidarsi ai consulenti delle controparti, potrebbe ulteriormente ridursi e che, comunque, porterà dei benefici, anche in termini economici, per gli utenti.
Alleghiamo una copia del dossier predisposto dal Forum perchè i cittadini devono sapere di essere diventati gli strumenti dei business economici e finanziari.
I cittadini devono sapere che, quando, grazie alle società di gestione dei servizi pubblici, vengono distribuiti dividendi ai Comuni, destinati alla copertura delle loro spese generali, si altera il principio della "capacità contributiva" previsto dall'art. 53 della nostra Costituzione perchè si contribuisce in proprzione ai consumi e non al reddito.
Lo Stato siamo noi, il popolo, riprendiamoci la nostra sovranità.

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