Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 247.041.747
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Domenica 26 maggio 2019 alle 15:26

Sirtori: Yary Radaelli e la sua passione per gli animali nel 2°incontro Viaggi e Racconti

Continua la rassegna dal titolo ''Viaggi e Racconti'' promossa dalla biblioteca di Sirtori in collaborazione con il Comune. Ospite della seconda serata, che si è tenuta lo scorso 23 maggio dalle ore 20.45, è stato Yary Radaelli, fotografo con una passione particolare per animali e paesaggi. L'incontro di giovedì è stato leggermente diverso dagli altri proposti in precedenza; tema della serata non è stato un viaggio soltanto ma gli animali, fotografati da Radaelli. Il titolo del secondo appuntamento era, in effetti, ''Natura Innatura'', un percorso alla scoperta di differenti specie di animali che ha portato poi ad una riflessione finale.

Yary Radaelli

Dopo una breve introduzione alla serata da parte di uno dei volontari della biblioteca, che ha accolto l'ospite e il pubblico, ha preso quindi subito la parola Radaelli, spiegando com'era strutturata la sua presentazione. Quest'ultima era suddivisa in tre punti, collegati però tutti tra loro: Profumo di libertà, Aria viziata e Vento Sporco.
Nella prima sezione i soggetti erano animali, spesso volatili, liberi e contenti di esserlo. Tutte le foto proiettate sono state scattate senza l'utilizzo di trappole o stratagemmi che potessero disturbarli e in zone sicure: oasi WWF, parchi protetti, località di montagna, in diversi territori sia italiani che europei.
Tra le foto più curiose, quella dell'uccello più piccolo d'Europa. "Non è facile fotografarli, sono molto rapidi nei movimenti e stanno poco fermi. Probabilmente volano tutto il giorno, dato che percorrono dai 500 agli 800 chilometri giornalieri" ha spiegato Radaelli.

Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):


Per alcune foto invece, non c'è stato bisogno di viaggiare molto lontano; è il caso del picchio verde, quelli che spesso si sentono nei boschetti della nostra zona, che Radaelli ha fotografato dietro casa. Per fotografare gli uccelli gli sforzi richiesti sono molti. "Mi sono dovuto appostare per diversi giorni consecutivi e capirne i movimenti prima di fotografarli. Anche negli altri casi però, il 90% delle immagini è dato da ore di appostamento: è necessario avere pazienza, tempo e perseveranza per riuscire a fare delle buone foto. In effetti, in una giornata di appostamento, su moltissime foto quelle buone sono solo due o tre. Si tratta di catturare l'attimo giusto".
Il racconto è proseguito con la seconda parte, intitolata Aria Viziata. Anche qui si è parlato di animali, collegandosi quindi al primo punto, ma questa volta questi non erano più liberi e contenti; al contrario, rinchiusi, tristi e purtroppo sfruttati. Per scattare queste fotografie, Radaelli ha dovuto girare "quei posti che si definiscono parchi faunistici o di prevenzione". Lo stesso fotografo ha spiegato come fare questi scatti sia stato un lavoro molto costoso, non a livello economico però, ma emotivo. "È stato difficile ma forse queste foto possono servire a far cambiare idea a qualcuno. Gli animali pericolosi, a volte, non sono quelli nelle gabbie, ma quelli fuori, cioè gli uomini" ha affermato Radaelli.

L'ospite ha quindi spostato il focus sul maltrattamento degli animali, affermando poi che l'estinzione è parte della biodiversità e che, senza estinzione, non c'è biodiversità. "Per conservare una specie bisogna innanzitutto tutelare i loro habitat attraverso progetti seri che rendano sicuri e protetti i loro luoghi" ha sostenuto Radaelli.
Dalla delicata questione del maltrattamento animale, il percorso è diventato ancora più scuro. La terza parte della presentazione, Vento Sporco, verteva ancora su animali in gabbia, rinchiusi, tristi. Questa volta, però, l'animale in questione era l'essere umano e le foto riguardano i campi di concentramento di Auschwitz 1 e Auschwitz 2. Tutte le foto in questo caso erano in bianco e nero, poiché il colore, come ha sostenuto Radaelli, distrae dalla realtà, mentre il bianco e nero trasmette un messaggio diverso.

C'è stato poco da dire di fronte alle immagini scattate nei lager, ma il percorso totale ha sicuramente suscitato delle riflessioni, tanto che i presenti in sala hanno acceso un dibattito riguardo al maltrattamento degli animali e alla funzione dei parchi faunistici.
Si può dire quindi, che la serata abbia avuto successo; la speranza è quella che, come Radaelli e i presenti in sala, sempre più persone vengano sensibilizzate sul tema.
Alessandro Vergani
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco