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Scritto Venerdì 14 giugno 2019 alle 17:00

Poste al collasso nel Lecchese. Mandello l’ufficio che soffre di più l’assenza di personale, ma le criticità ci sono ovunque

Personale sotto organico, disservizi all’ordine del giorno pagati a caro prezzo dagli stessi dipendenti che si ritrovano ad essere ripresi malgrado le mansioni chieste loro siano sempre di più, il tutto unito ad un’inadeguata formazione e a una dotazione di mezzi di servizio non all’altezza. L’elenco delle criticità che stanno mettendo a dura prova gli uffici postali del Lecchese (ma vale lo stesso in quasi tutta Italia) sembra non finire mai, eppure la società Poste non accenna a voler ascoltare la voce dei sindacati.
L’SLC (Sindacato Lavoratori della Comunicazione) della CGIL di Lecco ha diffuso in mattinata una nota in cui è arrivato a definire ''cronici'' i disagi che ogni giorno vivono gli operatori di Poste Italiane e, di conseguenza, anche le problematiche relative ai servizi offerti al pubblico. Una situazione che si sta man mano aggravando con l’aumentare smisurato della movimentazione dei ''pacchi Amazon'' al quale non è mai corrisposto un vero piano per il ricambio di personale in azienda. Pochi giorni fa il nuovo accordo tra Poste e il colosso degli e-commerce mondiali, secondo il quale le consegne avverranno entro un giorno dall’acquisto online.
Per l’SLC, però, ''Poste prosegue con le innumerevoli riorganizzazioni del recapito PCL (Poste Comunicazione Logistica) e del Mercato Privato, manchevole di trasparenza e di effettuare territorialmente le analisi ed i dovuti confronti da noi richiesti negli accordi sottoscritti, noncurante delle numerose denunce di sotto organico e dell’impatto sulla cittadinanza per i continui disservizi che tale intransigenza sta causando''. ''La società pensa di ottemperare agli accordi siglati con Amazon allargando le zone di competenza agli operatori, senza però equilibrarle a dovere'' ha commentato Fabio Gerosa, segretario generale dell’SLC Cgil di Lecco.
''Ai portalettere, in buona sostanza, viene chiesto di aggiungere vie da coprire, pur avendone già tante, e di svolgere più operazioni nel minor tempo possibile''. Una richiesta di lavoro eccessiva che non riguarda però solo i postini, ha chiarito Gerosa. A farne le spese sono un po’ tutti i dipendenti, costretti ad aumentare il carico di lavoro per far fronte ad una mancanza di organico che Poste non sembra intenzionata a risolvere.  ''Nei nostri uffici postali ormai la situazione è opprimente'' ha proseguito il segretario lecchese dell’SLC. ''Chiedono di aumentare le performances e, talvolta, anche di garantire una copertura di più uffici. Molte persone hanno colto al balzo l’occasione della quota 100 e sono scappati. Abbiamo molte difficoltà di personale a Mandello e nell’Alto Lago, ma soffrono un po’ tutti gli uffici periferici. Nel Meratese e nel Calolziese la situazione non è delle migliori, perché anche qui la richiesta di operazioni da svolgere è importante''.
Per un organico che non si rinnova (Gerosa ha spiegato che le uniche assunzioni previste sono a Lecco, per 8 posizioni tutte part-time) c’è anche un organico che non riesce a formarsi se non in orario di lavoro e dunque rimanere al passo con i nuovi strumenti che si utilizzano sul posto di lavoro (smartphone e palmari). ''Per noi di SLC è importante che Poste ragioni su un piano industriale in cui programmi innanzitutto un modo per accompagnare le persone alla pensione pensando però ad affiancare personale nuovo e giovane'' ha concluso Gerosa. ''Come succede anche in altre strutture di partecipazione pubblica, poi, pensiamo sia necessario avere una cabina di regia per ogni territorio e il suo fabbisogno di operatori''.
A.S.
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