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Scritto Martedì 25 giugno 2019 alle 17:41

In uscita il prossimo 4 luglio "Woodstock Lombard": 22 canzoni  eseguite in dialetto

La Fiera della Musica e delle Arti di Woodstock, più conosciuta come il Festival di Woodstock, fu una grande manifestazione musicale che si svolse a Bethel, piccola città rurale nello stato di New York, nell’estate del 1969, all'apice della diffusione della cultura hippie.
Il Festival di Woodstock ebbe precisamente luogo dal 15 al 18 agosto del 1969 e può ben essere considerato il punto culminante, il vero apice della diffusione del movimento hipster, che aveva le sue solidissime radici tra le decine di milioni di esponenti di quella che fu denominata “beat generation”. L’happening di Woodstock fu organizzato allo scopo di riunire gli amanti della musica rock e del movimento della controcultura hippie in tre giorni di cosiddetta Peace & Music. Vi presero parte alcuni dei migliori cantanti e gruppi musicali del tempo, vere e proprie leggende della musica: da Jimi Hendrix a Janis Joplin passando per Santana, CSN&Y, Richie Havens, The Who, Joan Baez.
A 50 anni dallo storico evento, il 4 luglio 2019 (data della festa nazionale statunitense) l’Opificio Monzese delle Pietre Dure pubblicherà Woodstock Lombard, un “libretto musicale” con 21 canzoni tradotte ed eseguite in lingua lombarda, scelte dal gruppo I Saltamartin tra quelle eseguite in quello storico concerto.
Con “Woodstock Lombard” I Saltamartin terminano così il loro percorso celebrativo in lingua dei tanti cinquantesimi rock dei Mitici Anni ’60, iniziato nel 2012 con l’uscita di “The Beatles in the Brianzashire” (a celebrare l’uscita del primo 45 giri dei Fab Four nel 1962) e a seguire con analoghe operazioni editoriali-musicali con altri mostri sacri di quel decennio, primi su tutti i The Rolling Stones e naturalmente Bob Dylan.
Fine del percorso celebrativo degli Anni ‘60, dunque? E perché mai I Saltamartin hanno scelto - come al solito, a modo loro - di ricordare questo importante evento? Lo abbiamo chiesto direttamente a Renato Ornaghi, che insieme a Lucia Lella costituisce il duo de I Saltamartin e ha direttamente curato la traduzione in Lengua Mader delle canzoni di quel celebre concerto.


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