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Scritto Martedì 02 luglio 2019 alle 19:31

Molteno: Mons.Milani ospite in oratorio per la comunicazione

Comunicare il Vangelo ai tempi dei social. È stato questo il tema dell'incontro organizzato all'oratorio di Molteno ma aperto agli operatori della comunicazione del decanato di Oggiono. Il relatore è stato Monsignor Davide Milani, oggi prevosto di Lecco e presidente della fondazione ente dello spettacolo e con alle spalle dodici anni di esperienza come responsabile dell'ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Milano.

Da sinistra don Massimo Santambrogio e Monsignor Davide Milani

Don Massimo Santambrogio, responsabile della comunità pastorale dei santi Martino e Benedetto, che comprende Molteno con Garbagnate, Brongio e Sirone, ha introdotto la serata descrivendo i metodi comunicativi in uso: dal foglietto domenicale, si è passati a un volantino settimanale (Il Martinetto) che contiene gli stessi temi ma con le peculiarità specifiche per ogni parrocchia in relazione alle celebrazioni liturgiche settimanali. La comunità si è inoltre dotata di un giornalino trimestrale (Comunità viva), del sito web e di una pagina Facebook, legata soprattutto all'ambito oratoriano.
Nel rapporto tra comunicazione e parrocchia, la prima "viene intesa come compito ancillare, è un di più perché il reale obiettivo di una parrocchia è fare altro. E qui sta l'errore perché dobbiamo riavvolgere il nastro del nostro essere cristiani e toccare per mano il tema ontologico-esistenziale, in quanto il cristianesimo si basa sulla testimonianza di un vissuto e questo ci apre all'umanità e alla risposta a Dio. La comunione richiama la comunicazione. Il Vangelo è un atto di comunicazione e la buona novella dà testimonianza e deve essere annunciata" hanno spiegato i referenti della comunità presenti all'incontro.
La comunicazione per un cristiano diventa un servizio e quindi ciascun fedele, a prescindere dal proprio ruolo, deve in qualche modo essere comunicatore, testimone. "L'evangelizzazione avviene solo in un contesto umano, in una circolarità relazionale; il cristianesimo è esperienza, tant'è che la conversione avviene su questo piano e non mediante gli strumenti, che sono solo dei mezzi. Dobbiamo stare attenti a non sostituire l'oggetto (il messaggio) con lo strumento. Essi sono solo dei veicoli, fanno informazione".
Monsignor Milani ha suggerito di avere degli strumenti di comunicazione, che devono essere scelti tenendo presente che per il cristiano significa raccontare, annunciare le esperienze vissute. Proprio per questo ha ricordato che ogni tipo di strumento comunicativo è valido, anche quelli considerati "obsoleti".
"Un elemento fondamentale nella comunicazione è stare attenti a quello che si comunica, stare attenti a non ingannare nessuno soprattutto nella conversione. Dobbiamo essere capaci di scegliere quale strumento utilizzare, per quale tipo di destinatario, come riportavamo sopra, con la certezza che non ci siano strumenti più pericolosi di altri, ci sono solo quelli più veloci di altri".
La comunità deve quindi essere presente sui media perché nel mondo c'è l'uomo ed esistono persone a cui si intende comunicare qualcosa. "Fare comunicazione è un servizio e il servizio è per pochi. Dobbiamo essere noi bravi ad andare a cercare, e sul web a creare la partecipazione e non semplicemente affidare un compito, affidare un pezzo da preparare. Il sito web è necessario in una comunità pastorale, tutti gli altri strumenti sono un di più che non devono essere imposti ma dovrebbero nascere perché vedono, come detto poc'anzi, una spontanea partecipazione".
Monsignor Milani si è reso disponibile per i chiarimenti e i dubbi del pubblico e ha concluso la serata complimentandosi con la comunità per il percorso svolto fino a oggi.
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