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Scritto Mercoledì 03 luglio 2019 alle 16:22

Pedalata tra...i pericoli del ct Cassani fra Lissolo-Monticello

"Oggi è stata una giornata bellissima. Sono andato in bici, ho pedalato su strade che mi hanno riportato a ricordi emozionanti e non sono neanche morto". E' diventato virale sui social network il racconto di Davide Cassani, che ha sintetizzato gli aspetti più controversi della gita in bicicletta compiuta nella giornata di lunedì in Brianza.
Una testimonianza che a tratti fa venire i brividi per i pericoli corsi lungo il percorso: per il traffico, ma anche per la condotta al volante di alcuni utenti della strada.

Il ct della nazionale Davide Cassani

Il CT della nazionale italiana maschile, già ciclista professionista, è partito da Milano per "fare qualche km in Brianza" e perché "ne avrò avute di biciclette, ma quando ne hai una nuova non vedi l'ora di andare a provarla".
"Era da qualche anno che non pedalavo su queste strade ma, nonostante il traffico, decido di proseguire. Mamma mia come vado. Sono proprio contento, non sento neanche la catena (...) Ma Davide, mi dico, ma goditi il panorama e piantala di alzarti sui pedali neanche fossi un ragazzino al suo primo Giro in bicicletta. "Ma quale panorama, qua non c'è molto da vedere anzi, meglio che tu stia attento perché ti prendono sotto. Qua non scherzano".
La gita sulle due ruote è proseguita sulle strade che ha percorso più volte, gareggiando nella celebre Coppa Agostoni: Monticello, Sirtori e soprattutto il Lissolo. Fra ricordi ("Se chiudo gli occhi mi vedo in salita, sullo tratto più difficile del Lissolo, sui pedali, con Alfredo Martini che mi guarda dall'ammiraglia azzurra ed io che cerco di staccare tutti") ma anche con un continuo monito a prestare attenzione: Davide, mi dico, "cerca di tenerli aperti gli occhi perché devi tornare a Milano e come hai visto qua non scherzano".
Poi di nuovo a Monticello - con l'immancabile tappa alla Madonnina dei ciclisti davanti a Villa Greppi - e qualche attimo di paura, poi dritto verso Triuggio. "Sono da solo, pedale sul ciglio della strada quando un camion, senza pensarci due secondi, mi supera. La strada non è larga, anzi, è uno dei pochi tratti dove la carreggiata si restringe essendoci uno spartitraffico a centro strada. Ho passato 5" terribili. Il camion era lì, a qualche cm dalla mia spalla, io non sapevo più che fare perché la banchina era bruttissima, con una scalino tra asfalto e terriccio di almeno 4/5 cm ma non avevo scelta, o rischiare di finire sotto le ruote del camion o buttarmi sulla banchina. Mi sono alzato suo pedali per bilanciare il peso, ho cominciato a saltellare cercando di capire quale sarebbe stato il posto migliore per buttarmi a terra. Ce l'ho fatta. Non sono andato sotto il camion e non sono caduto".
E poi un'auto che sorpassa e taglia la strada a destra (però mettendo "fuori la freccia") e un altro incidente sfiorato. "Arrivato quasi a Villasanta vedo un'auto pronta ad uscire da una stradina, o forse una proprietà privata. Essendo ancora impaurito per quello che mi era capitato prima, cerco lo sguardo del conduttore e mi accorgo che sta guardando altrove. Arrivato a 10 metri mi rendo conto che non mi ha visto e si immette sulla strada. Io la schivo per un nulla e, arrivato al suo fianco, alzo una mano per fargli capire che stavo arrivando ma lui, come se neanche esistessi, ha dato gas ed è sparito alla mia vista".
Infine il ritorno a casa, a Milano. "Oggi è stata una giornata bellissima. Sono andato in bici, ho pedalato su strade che mi hanno riportato a ricordi emozionanti e non sono neanche morto".
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