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Scritto Martedì 09 luglio 2019 alle 23:19

Annone, ponte: nella causa civile promossa da Nicoli, disposta una nuova consulenza sulle cause del crollo

Una nuova perizia - o meglio una consulenza tecnica d'ufficio - per stabilire le cause del crollo del ponte di Annone. A disporla è stato il giudice del tribunale di Lecco Dario Colasanti, nell'ambito della causa civile promossa nei mesi scorsi dalla Nicoli Trasporti Spedizioni Spa nei confronti della Provincia di Lecco e di Anas, in relazione al tragico cedimento avvenuto lungo la superstrada 36 direzione Nord. Era il 28 ottobre 2016 quando al passaggio di un mezzo pesante della società bergamasca il manufatto crollò, con la conseguente morte del civatese Claudio Bertini, che proprio in quegli istanti stava transitando lungo l'arteria per fare ritorno a casa al termine di una giornata di lavoro trascorsa a Milano.

Il crollo del ponte di Annone il 28 ottobre 2016

Ritenendosi parte lesa nell'incidente, Nicoli ha infatti citato in giudizio Provincia e Anas con la richiesta di risarcimento danni stimata in 652.776,92 euro, dovuta alle spese di recupero del mezzo, al danno d'immagine, agli accertamenti condotti per valutarne le condizioni e al minor guadagno visto il mancato utilizzo dello stesso.
A loro volta l'ente con sede a Villa Locatelli e la società che si occupa della gestione stradale hanno chiamato in causa la Provincia di Bergamo, che aveva rilasciato alla società di trasporti l'autorizzazione periodica alla circolazione del trasporto eccezionale. L'ente provinciale lecchese ha poi chiesto che venisse coinvolta nel procedimento la compagnia assicuratrice con la quale è stata sottoscritta la polizza per la responsabilità civile patrimoniale verso terzi. Anas invece, ha proposto di chiamare in causa l'ingegnere che si era occupato di un progetto riguardante anche la manutenzione straordinaria del cavalcavia e che nella propria relazione descrittiva datata maggio 2014, aveva dichiarato all'azienda deputata alla manutenzione della rete viaria, l'assenza di problemi statici della struttura.

Il nuovo manufatto posato nelle scorse settimane a scavalco della SS36

Tutti gli enti e le parti si sono dunque costituiti in giudizio nel procedimento civile che nell'ultima udienza si è arricchito di un nuovo capitolo. Il giudice Colasanti - com'era prevedibile - ha comunicato l'intenzione di avvalersi di un consulente tecnico d'ufficio al quale commissionare un'indagine per stabilire le cause del crollo del manufatto, in relazione alla richiesta risarcitoria avanzata da Nicoli. Si torna in Aula il prossimo ottobre per l'affidamento dell'incarico alla professionista individuata dal giudice, alla quale sarà concesso un periodo di tempo adeguato al carico di lavoro da svolgere, per completare la propria ''indagine''. Da quest'ultima potrebbero emergere ulteriori elementi sulle cause del crollo del ponte, già peraltro sviscerate nella consulenza affidata - nell'ambito dell'inchiesta penale sulla tragedia di due anni e mezzo fa - al professor Marco Di Prisco del Politecnico di Milano, già acquisita peraltro anche nel fascicolo civile e che aveva messo in ordine, uno dopo l'altra, una serie di problematiche riscontrate già a partire dal periodo di costruzione del manufatto in calcestruzzo, e ai successivi interventi di manutenzione effettuati.
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