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Scritto Venerdì 12 luglio 2019 alle 18:02

Missaglia: la Divina Commedia recitata nella cappella di Villa Sormani

Una serata piena di phatos quella a cui, in molti, hanno partecipato mercoledì 10 luglio presso la Cappella di Santa Maria in Villa Sormani di Missaglia. Artefice dell'iniziativa è stato Olindo Mosconi, componente del Gruppo Cultura di Viganò, che per la seconda volta ha recitato a memoria tre canti dell'Inferno di Dante: il I, il III e il V. Questa volta è stato accompagnato dal fedele amico Paolo Belletti che ha abbinato alle cantiche dell'inferno, recitate da Olindo, alcuni brani musicali: La sonata al chiaro di luna, la Toccata e fuga in re minore, per il V canto il sibelius con al violino Maxim Vengerov e per le parole di Francesca la musica di Schindler list.

Il dr.Alberto Uva tra Olindo Mosconi e Paolo Belletti

Olindo ha raccontato che questa collaborazione è nata perché "facendo parte del Gruppo Cultura di Viganò, il missagliese Giancarlo Comi ha organizzato l'incontro con il dr.Alberto Uva che è stato entusiasta di promuovere l'iniziativa".
''La Divina Commedia è un capolavoro della letteratura mondiale, Dante Alighieri l'ha scritta tra il 1304 e il 1321, ed è un grande affresco della civiltà medievale. Un'opera in fiorentino antico apprezzata e studiata in tutto il mondo e che stasera abbiamo piacere di ascoltarla in queste mura (che hanno duemila anni di storia), la cappella è coeva dell'epoca di Dante, perché questa è trecentesca e quindi ascoltare le parole di Olindo qui dentro rende il tutto più suggestivo" ha detto il dottor Uva, lasciando la parola ad Olindo Mosconi che ha trascinato i partecipanti all'evento, in un'atmosfera unica nel proprio genere.

La recita dei singoli canti è stata preceduta da un'introduzione. In particolare il relatore ha spiegato come nel primo, Dante, a metà della propria vita, dopo essersi smarrito, si ritrova in una selva buia, intricata e spaventosa. Dopo averci trascorso la notte giunge ai piedi di un colle illuminato dal sole e ne inizia la discesa. Ma ecco all'improvviso comparire una lince che gl'impedisce il cammino. Il poeta, poi, incontra un leone e una lupa, che lo inducono a tornare nella selva. Sulla strada del ritorno, Dante chiede aiuto ad un'anima che si rivela essere quella del poeta Virgilio, il quale lo invita a riprendere il cammino verso il colle che è all'origine della felicità e della beatitudine. Quindi il poeta latino gli si pone come guida attraverso i tre regni dell'oltretomba.
Nel III canto Dante giunge davanti ad una porta sulla cui sommità un'iscrizione preannuncia le caratteristiche del luogo, regno di eterno dolore. Introdotto nel regno dei morti, Dante ode, nelle tenebre, un clamore infernale. Il maestro gli spiega che sono le anime degli ignavi, cioè di coloro che vissero senza meritare infamia né lode. La loro pena consiste nel correre senza sosta dietro ad una bandiera che si muove velocemente, e dall'essere continuamente stimolati da mosconi e vespe. Giunto in prossimità di un fiume Dante scorge un vecchio con una barca che lancia loro terribili minacce. Successivamente ha luogo il traghettamento delle anime attraverso il fiume infernale Acheronte. Segue un improvviso terremoto che provoca lo svenimento di Dante.

Nel V canto Dante scende nel secondo cerchio dell'inferno dove incontra Minosse, il giudice infernale che esamina le colpe dei dannati assegnando loro il luogo della pena. Nel buio fitto le anime dei lussuriosi, sono travolte senza sosta da un vento impetuoso, mentre si abbandonano a lamenti e grida. Virgilio mostra a Dante alcuni famosi personaggi come Semiramide, Didone regina di Cartagine, Elena di Troia ecc. Mentre Dante è sopraffatto dalla pietà nota una coppia a cui rivolge parola. Si tratta di Paolo e Francesca, la quale rievoca la loro tragica storia, il reciproco fatale innamoramento e l'uccisione di entrambi da parte del marito di lei. Dante è preso da tale commozione che sviene.

''La passione per Dante è nata in me a settembre dell'anno scorso, quando, guardando youtube ho visto Roberto Begnini che recitava il V canto e mi sono emozionato. Mancavano due mesi al mio compleanno, e mi sono chiesto se anche io sarei riuscito a recitare Dante in quel modo, per questo, mi sono posto un obiettivo. Con molta fatica il giorno che ho compiuto gli anni sono riuscito a recitare il V canto a voce alta, tutto dall'inizio alla fine, senza sbagliare e questo è stato il mio regalo di compleanno. Oltre al primo canto, che normalmente conoscono tutti, mi sono poi incuriosito sulla storia e sul senso che tutti gli altri canti racchiudevano, quindi dopo il V ho iniziato a studiare il III e ora sto studiando quello del Conte Ugolino. È davvero coinvolgente, più avanti si va con la lettura e più è avvincente e bella, perché proprio la bellezza muove la curiosità di noi uomini. E quando nel 26° canto dell'inferno Dante dice fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza, ecco è il vero senso della vita è l'esistenza e la conoscenza umana" ha aggiunto Olindo Mosconi.
E ora si pensa già al futuro, e in particolare, al progetto di teatralizzazione del canto itinerante di Dante.

Marina Temperato
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