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Scritto Sabato 24 agosto 2019 alle 10:33

Festa Lega: Faggi e Locatelli infiammano i militanti. ''Dobbiamo dare fiducia a Matteo''

«Fidatevi di Matteo» la politica nazionale ha avuto un ruolo di primo piano nella festa della Lega di Castello Brianza. Fin dall'intervento d'apertura tenuto dalla senatrice Antonella Faggi che ha dichiarato: «Salvini ha portato il movimento dal 3 al 40%, ha onorato il contratto con molta fatica in quattordici mesi di grande lavoro. Abbiamo portato a casa tanti provvedimenti importanti come i decreti sicurezza». 


La senatrice Antonella Faggi

Risultati di governo che appaiono sicuramente chiari ai militanti. Meno chiara, forse, la crisi politica maturata fra gli alleati negli scorsi giorni. «È successo - ha spiegato la senatrice - che bisognava ingranare una marcia in più. Matteo voleva una manovra forte da 50 miliardi di euro capace di tagliare le tasse alla gente per essere incisivi sul piano economico. I nostri commercianti, giovani e anziani devono vedere queste cose a livello concreto. Bisognava avere il coraggio forte di agire. Questa situazione ha portato Matteo a fermarsi un attimo per far capire alle persone che ci siamo e cambiamo. Se siamo il governo del cambiamento, il cambiamento ci deve essere davvero». Quello che sarebbe dovuto essere un arresto per rilanciare un'azione di governo e cambiamento più forte ha però aperto nelle scorse ore uno scenario di incertezza politica sul cui sviluppo la senatrice Faggi ha dichiarato: «Ci sono tavoli aperti di trattativa fra Movimento 5 stelle e Pd. Renzi è resuscitato, ma dove porterebbe questa Italia? A niente».



Foto di gruppo dei volontari



Silvia Zardone

In questa condizione, secondo la senatrice, come del resto hanno ricordato tutti i leader politici leghisti presenti, è necessario ribadire la fiducia nel lavoro del leader leghista che avendo un ampio consenso gode del «supporto del popolo». La Faggi nel suo discorso ha anche toccato il tema della sicurezza tanto caro al popolo leghista. «Il fermo degli sbarchi - ha sottolineato - è lì da vedere. Ci hanno fatto passare per persone poco umane, ma non è vero. Noi siamo un popolo accogliente, ma vogliamo che chi venga qui abbia la possibilità reale di avere un lavoro e di integrarsi».



Il ministro alla Famiglia Alessandra Locatelli

Dopo il lungo applauso riservato alla senatrice Faggi ha preso la parola Silvia Sardone - ex consigliere regionale e oggi parlamentare europeo - che ha rincarato la dose contro gli ex alleati di governo. «I 5 stelle - ha dichiarato incalzando la platea dei militanti presenti - non erano quelli del "mai col Pd"? Non erano quelli delle riunioni in streaming? Oggi si sono visti con il Pd a porte chiuse».





il Ministro Locatelli con Massimo Panzeri e Andrea Robbiani

Il clima e le dichiarazioni da campagna elettorale sono entrate nel vivo quando, sottolineando l'incongruenza dei politici pentastellati che si starebbero per alleare con coloro che fino a poco tempo fa definivano «il partito di Bibbiano», l'europarlamentare ha tagliato corto sull'ipotetica futura alleanza di governo che vedrebbe il Partito Democratico tornare con dei ministri a Palazzo Chigi: «Ricordiamoci chi sono questi, sono quelli di Bibbiano [...]. Quello che è successo a Bibbiano dovrebbe farci rabbrividire e consegnare il paese a questa gentaglia è da scellerati».



L'atteso discorso del neo ministro alla Famiglia - ed ex vicesindaco di Como - Alessandra Locatelli si è aperto con i ringraziamenti ai militanti organizzatori della festa di Castello Brianza. Facendo il punto sul lavoro svolto dopo la nomina ministeriale ricevuta nei primi giorni di luglio ha dichiarato: «Sto girando il paese, in questo mese ho già passato diversi territori. Quello con cui ho avuto più problemi è Reggio Emilia, l'Emilia Romagna e il presidente dell'Emilia Romagna. Ho chiesto un incontro con il presidente e mi ha risposto "aspettiamo che c'è le crisi". Come? Cosa aspettano ancora le famiglie per sapere cosa è successo in Emilia Romagna?». Un tema, quello legato all'indagine di Bibbiano e all'affido di minori sottratti ai genitori, sul quale il Ministro ha dato una dimensione puntualizzando: «Solo in questo mese il mio Ministero ha ricevuto 179 segnalazioni. È chiaro che non tutti saranno casi da riaprire, ma bisogna far luce su un meccanismo che probabilmente non funziona».



Mentre sullo sviluppo della crisi di governo il ministro Locatelli ha dichiarato: «Io sono disponibile a trattare, a ultimare le riforme che stavamo facendo, ma poi bisogna andare al voto. Qualsiasi cosa succeda la Lega vince».
L.A.
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