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Scritto Martedì 27 agosto 2019 alle 13:38

Produzione vs. terziario: la mappa lecchese degli addetti secondo lo studio di 'Infodata'

Un'istantanea scattata dal Sole 24 Ore, sulla base dei dati Istat del 2016, gli ultimi disponibili, vede nella provincia di Lecco - storicamente zona industriale - il prevalere del terziario. Chiuse le grande fabbriche, meccaniche soprattutto e tessili, anche nei centri più popolosi, l'industria perde posizioni a tutto vantaggio del settore terziario. C'è però un blocco produttivo, nel Lecchese, che dimostra di resistere più che altrove. Se è pur vero, come si evince dai dati raccolti nell'inchiesta sviluppata dal servizio Infodata del quotidiano di Confindustria, che l'andamento economico dell'Italia ha segnato un'impennata del mondo dei servizi (nei quali, peraltro, non sono considerati quelli finanziari) e una preoccupante discesa degli impieghi in fabbrica, in Provincia di Lecco restano comunque più numerosi i Comuni dove gli addetti all'industria battono quelli al terziario.


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Se in Regioni come la Puglia, dice l'Istat, ci sono appena 13 municipalità in cui la produzione industriale supera quella dei servizi, e lo squilibrio è lo stesso in quasi tutte le località turistiche, nel Lecchese sono 49 contro 37 i paesi dove gli ''operai'' battono la schiera di commessi, baristi, camerieri, parrucchieri, estetisti, edicolanti e tutto il resto. Lecco, intesa come città, segue ovviamente la scia degli altri grandi centri e tutte le altre città lombarde: gli operatori del terziario sono quasi il triplo. Ma più ci si allontana dalle rive del Lago e dalle montagne, ecco che le industrie e i loro impiegati aumentano. Merate e Casatenovo, invece, seguono il ''modello'' delle grandi città e in entrambi i casi il terziario raddoppia gli addetti dell'industria. Ad Oggiono regna un certo equilibrio, come del resto regna nella somma finale di tutti i Comuni della Provincia.
A.S.
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