Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 243.163.594
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Mercoledì 28 agosto 2019 alle 19:01

L'ultima luna d'estate debutta il 29 a Sirtori parlando di ''esilio''. Programmazione ricca

Si parlerà di esilio e dei suoi molteplici significati in questa ventiduesima edizione de L'ultima luna d'estate, festival del teatro popolare di ricerca, per la direzione artistica di Luca Radaelli, nelle cascine, negli agriturismi e nelle ville del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, nelle province di Lecco e di Monza e Brianza.
Oltre dieci giorni, da giovedì 29 agosto a domenica 8 settembre per concludere l'estate con spettacoli teatrali, incontri, degustazioni di prodotti tipici, teatro per i più piccini, musica, laboratori, aperitivi e passeggiate teatral/musicali.

La conferenza di presentazione del festival L'ultima luna d'estate

Il festival si aprirà a Villa Besana di Sirtori giovedì 29 agosto alle ore 21 con Giuseppe Cederna e il poetico Da questa parte del mare, viaggio struggente, lirico e ruvido - per storie e canzoni - sulle migrazioni umane ma anche sulle radici e sul senso dell'"umano". Un lavoro accorato tratto dall'omonimo libro (edito da Einaudi con prefazione di Erri De Luca) del cantautore Gianmaria Testa, prematuramente scomparso; un patrimonio di riflessioni umanissime, senza presunzioni di assolutezza. Un distillato di parole preziose che riesce a restituirci ancora e per sempre la voce di Testa e uno sguardo lucido, durato più di 20 anni, sull'oggi.
In scena alcuni sassi e un cerchio di terra che abbraccia un simbolico mare nostrum da attraversare e da difendere, sul palco un attore che da voce, attraverso le parole di Gianmaria Testa che si alternano a quelle di Marco Revelli e di Alessandra Ballerini, a quelli che non hanno voce per essere ascoltati. Lo spettacolo è un continuo alternarsi di voci e personalità distinte, trovate e ritrovate su un mare che abbraccia e divide, culla e annega. Giuseppe Cederna si incarna nelle loro storie raccontate attraverso una recitazione impeccabile, affettuosa e graffiante, lacerante e tenerissima. Gianmaria Testa, con la sua voce sempre profonda, sempre viva, fa il controcanto in un dialogo fitto ed molto emozionate.

''L'esilio - spiega Luca Radaelli - è un allontanamento contro la propria volontà. Romeo viene allontanato da Verona per aver ucciso Tebaldo. Il Decameron nasce dai racconti di alcuni giovani esiliati da Firenze a causa della peste. In esilio muoiono gli oppositori di un regime; sempre che trovino qualcuno disposto ad accoglierli in quanto profughi e/o rifugiati, come ci racconta Brecht nei "Dialoghi di profughi". È un esilio l'emigrazione - raccontata da Gianmaria Testa e Giuseppe Cederna in "Da questa parte del mare" - , quella dei boat people  de "La nave dolce", quella di chi si nasconde nei camion; ma anche quella di chi ha un regolare permesso di soggiorno, di chi se ne va perché il lavoro sta scomparendo, come in "Piccola società disoccupata" di Rémi De Vos, o in cerca di una professione adeguata ai propri studi: i cervelli in fuga. Bisogna sradicarsi, bisogna adattarsi, integrarsi, provare come sa di sale lo pane altrui e come è duro calle lo scendere e 'l salir per l'altrui scale (Dante, un altro che l'esilio lo ha provato). L'esilio è forse una condizione imprescindibile dell'uomo. Costretto a spostarsi fin da quando il sapiens si è imposto nel mondo, perennemente in marcia in cerca di condizioni di vita migliori: A bello, peste et fame libera nos domine. E non si è perennemente in fuga da se stessi, dalla propria identità, dai propri limiti, dalla propria condition humaine? Come se sempre cercassimo un altrove - la cima di un monte, un'isola deserta, il paradiso, la luna - dove trovare finalmente pace. Forse, allora, il teatro è il luogo dove far scoppiare queste contraddizioni, dove far risuonare la parola, la lingua di chi s'è allontanato. Il luogo dove cercare un approdo''.

"Da Questa Parte del Mare" è il racconto dei pensieri, delle storie, delle situazioni che hanno contribuito a dar vita ad ognuna delle canzoni dell'album omonimo, ed è un po', anche, inevitabilmente, il racconto di Gianmaria stesso e delle sue radici. E' il racconto dei grandi movimenti di popolo di questi anni, ma è anche il racconto delle radici e della loro importanza. Radici che non sono catene, ma sguardi lunghi.
E' il libro con cui Gianmaria si è congedato in pace, dopo una vita onesta e dritta. E' un patrimonio di riflessioni umanissime, senza presunzioni di assolutezza.
Un distillato di parole preziose che riesce a restituirci ancora e per sempre la voce di Gianmaria.
E' uno sguardo lucido, durato più di 20 anni, sull'oggi. Una lingua poetica, affilata, tagliente, insieme burbera ed emozionata. Bellissima.

Per visualizzare il programma completo con gli altri appuntamenti clicca QUI

BIGLIETTI E PRENOTAZIONI - Spettacoli serali 13 euro (ridotti 10 euro); spettacoli per bambini 5 euro; Abbonamento Luna piena 90 euro; 3 spettacoli a scelta 27 euro; 2 spettacoli a scelta 20 euro; aperitivi teatrali 15 euro; aperitivo a Villa Besana del 29 agosto 8 euro. Per lo spettacolo di Tullio Solenghi non sono validi abbonamenti né riduzioni.
Per prenotazioni: 346.5781822; segreteria@teatroinvito.it

© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco