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Scritto Venerdì 30 agosto 2019 alle 14:32

Sirtori: al via da Villa Besana la 22° edizione del festival teatrale ''L’ultima luna d’estate''

Ha preso il via giovedì 29 agosto il festival teatrale "L'ultima luna d'estate" con l'inaugurazione svoltasi presso la magnifica Villa Besana di Sirtori, messa a disposizione per l'occasione dalla proprietà.
Il pubblico partecipante era molto numeroso, sia per la location, sia per la possibilità di ascoltare dal vivo le parole di coloro che hanno organizzato l'evento, ossia Luca Radaelli, direttore artistico dell'associazione lecchese Teatro Invito, Marta Comi, presidente del Consorzio Brianteo Villa Greppi e il sindaco Davide Maggioni.

Alcuni volontari del festival ''L'ultima luna d'estate''

Il primo a prendere la parola è stato il Conte Gaetano Besana, che ha raccontato in breve la storia dell'immenso parco che circonda la dimora sirtorese. "Un giardino come questo è nato alla fine del ‘700. Noi questa sera abbiamo qui delle persone che si divertono a fare un teatro, ma molti e molti anni fa il teatro era fatto da questa scena perché non c'era la televisione e quindi le persone che avevano voglia di andare a vedere delle rappresentazioni "della vita" venivano portate in un luogo come questo, in quanto era una vera quinta teatrale. Sulla destra e sulla sinistra ci sono proprio delle quinte laterali che convogliano la visione verso la pianura, così lo sguardo si perde nell'infinito. Questo era un luogo di cultura e stasera vive ancora di cultura''.
A prendere la parola sono stati poi il sindaco Davide Maggioni e Marta Comi, a nome del Consorzio Villa Greppi. "Questa rassegna teatrale si prefigge lo scopo di portare un po' di cultura nei posti belli della Brianza e far sì che la gente partecipi. Siamo molto contenti di avere qui a Sirtori l'inaugurazione perché è il momento che suggella la partenza di questi spettacoli, che vanno a solleticare tutti i gusti" ha affermato il primo cittadino di Sirtori.

Marta Comi invece, ha sottolineato il lavoro organizzativo che è stato svolto per consentire la buona riuscita del festival. "Siamo un ente pubblico che lavora con una quarantina di comuni nel territorio lecchese e monzese. Quindici sono storicamente partecipanti a questa rassegna teatrale, che ci fa respirare con l'anima. Noi lavoriamo per partnership: in questo caso con Teatro Invito. Ci sono persone come il Conte Besana, che hanno messo a disposizione la loro dimora per le rappresentazioni del festival reso possibile anche grazie a sponsor come Acel, Fondazione Cariplo, Fondo Unico per lo Spettacolo. Questo territorio è stato capace ed è capace ancora di lavorare per stare insieme, per organizzare politiche culturali e non solo''.
Il direttore di Teatro Invito, Luca Radaelli, ha poi trattato la tematica dell'esilio - leit motiv della rassegna di quest'anno - dapprima in ambito letterario, per poi spostarsi nell'ambito storico e parlare della situazione odierna.

Da sinistra il conte Gaetano Besana, il sindaco Davide Maggioni e Marta Comi del Consorzio Villa Greppi

"Abbiamo degli esempi letterari che poi saranno rappresentanti anche durante il festival: Romeo viene allontanato da Verona e mandato in esilio a Mantova per aver ucciso Tebaldo; il "Decameron" nasce come racconto di giovani esiliati da Firenze, in quanto c'è la peste, e in esilio di solito si mandano gli oppositori di un regime. Delle volte, per i politici andare in esilio può essere conveniente: le nostre piazze e vie sono piene di persone che sono andate in esilio, ma le loro idee a lungo andare hanno avuto il sopravvento. Per esempio, Mazzini al suo tempo era noto come "terrorista" e adesso in tutte le città italiane abbiamo Via o Piazza Mazzini. In Italia, oggi, c'è solo una persona in esilio e si chiama Domenico Lucano" ha così introdotto Radaelli.

"Esilio è anche una migrazione. Abbiamo una memoria un po' labile e ci siamo dimenticati dell'esilio forse più lungo della storia, quello degli ebrei, che terminò dopo la seconda guerra mondiale e della nave Exodus, che fu incaricata di trasportare in gran segreto proprio degli ebrei che partivano illegalmente dall'Europa per raggiungere Israele. Tra l'altro, molte navi dirette in Palestina, partivano proprio dall'Italia. Per esempio, La Spezia è stata definita "La porta di Sion" da Israele. Ci siamo anche dimenticati dell'esilio degli italiani istriani e dalmati: 300.000 persone che si sono riversate in pochi mesi sull'Italia povera e stremata dopo il conflitto mondiale, con molti episodi di intolleranza e difficoltà di integrazione. Soprattutto ci siamo dimenticati del fatto che gli italiani sono un popolo di migranti dal periodo dell'Unità di Italia agli anni '80: sono partiti 18 milioni e 720 mila italiani e i figli e nipoti di questi migranti sono un numero che è superiore agli italiani attualmente residenti in Italia, sono più di 60 milioni. Poi abbiamo una migrazione italiana più recente, quella che impropriamente viene chiamata "dei cervelli in fuga". In realtà, c'è solo un 30% di laureati che emigrano. È un fenomeno innescato dalla crisi del 2008, che continua a crescere''.

"Gli stranieri che risiedono in Italia oggi sono 5 milioni e lo stesso numero vale per gli italiani che risiedono all'estero. Anche se negli ultimi anni, sono più le persone che emigrano di quelle che entrano, circa 70.000 all'anno in più. Abbiamo il più alto numero in Europa di acquisizioni di nazionalità. Quindi, gli italiani stanno modificandosi molti rapidamente. Come dice Brecht nei "Dialoghi dei Profughi": "Il passaporto è la parte più nobile dell'uomo". Proprio oggi esce un saggio del grande storico Peter Burke, intitolato "Espatriati ed Esuli", che parla dei grandi intellettuali del ‘900 che sono dovuti andare in esilio, come Freud, Benjamin, Adorno, Arendt, Dante e addirittura Seneca e Ovidio. Ci dimenticato spesso di uno dei più celebri esili: quello di Gesù'' ha continuato il direttore artistico, citando poi un recente studio della Banca Mondiale, secondo cui entro il 2050 più di 140 milioni di persone potrebbero essere costrette a spostarsi a causa dei cambiamenti climatici. Politiche ambientali corrette e migrazioni di massa quindi, vanno abbastanza di pari passo.

Luca Radaelli di Teatro Invito

Infine il pubblico ha potuto assistere alla lettura di alcuni brani e poesie il cui tema era proprio quello dell'esilio. Luca Radaelli ha incantato tutti con la lettura di due brani, tratti rispettivamente dall'Odissea e dall'Eneide. Oltre a lui, si sono cimentati nella lettura Giusy Vassena e Stefano Bresciani. La prima ha recitato un passo della Divina Commedi di Dante Alighieri, la poesia "A Zacinto" di Ugo Foscolo e infine "In memoria" di Ungaretti. Stefano Bresciani, invece, ha recitato una breve parte di Romeo tratta da "Romeo e Giulietta" di Shakespeare e una poesia dedicata all'esilio di Neruda. Le tre voci si sono poi riunite nel recitare la poesia "Salmo" della poetessa polacca Wislawa Szymborska, raro esempio di ottimismo verso le situazioni più tragiche della nostra vita.

"Il teatro è l'unico luogo che è tutti i luoghi, è un luogo non luogo, è un palcoscenico mondo ed è qui che noi abbiamo deciso di auto esiliarci, ma anche di essere con voi" ha concluso così Luca Radaelli la breve ma intesa presentazione sul tema dell'esilio.
Successivamente, c'è stata la possibilità di gustarsi un ottimo aperitivo e di assistere alla rappresentazione teatrale "Da questa parte del mare" con protagonista l'attore Giuseppe Cederna.

Per visualizzare il programma completo con gli altri appuntamenti clicca QUI

BIGLIETTI E PRENOTAZIONI - Spettacoli serali 13 euro (ridotti 10 euro); spettacoli per bambini 5 euro; Abbonamento Luna piena 90 euro; 3 spettacoli a scelta 27 euro; 2 spettacoli a scelta 20 euro; aperitivi teatrali 15 euro; aperitivo a Villa Besana del 29 agosto 8 euro. Per lo spettacolo di Tullio Solenghi non sono validi abbonamenti né riduzioni.
Per prenotazioni: 346.5781822; segreteria@teatroinvito.it

Silvia Buzzi
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