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Scritto Domenica 01 settembre 2019 alle 10:00

L'ultima luna d'estate: lunedì 2 settembre ospite Cacciari

Continua L'ultima Luna d'Estate, festival del teatro popolare di ricerca, per la direzione artistica di Luca Radaelli, nelle cascine, negli agriturismi e nelle ville del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, nelle province di Lecco e di Monza e Brianza.

Domenica 1 settembre e alle ore 16,30 presso l'Oratorio San Luigi di Casatenovo Cecco l'orsacchiotto di Pandemonium Teatro, dedicato a quello che è il migliore amico di tutti i bambini. Si continua alle ore 18.30 presso l'Area museo Etnografico di Bulciago con la prima nazionale de La nave dolce di Tib Teatro con Massimiliano Di Corato (drammaturgia, disegno scene e regia Daniela Nicosia), una storia che parla di mare e di una nave presa d'assalto, di fuga e sogni, di desideri e pulsioni di libertà.
Alle 21 nel Cortile Municipio di Sirone spazio al progetto Luna crescente, con la presentazione di trailer brevi dei lavori di tre compagnie under 30 selezionate dalla giuria di Ultimaluna. Il giudizio del pubblico decreterà la compagnia che porterà lo spettacolo completo all'edizione 2020 del festival. A essere stati selezionati sono: Alessandro Sesti con Ionica, spettacolo realizzato vivendo sotto scorta insieme ad Andrea Dominijanni, testimone di giustizia che vive in Calabria a Sant'Andrea Apostolo dello Jonio; Micronecta Scholtzi con (Quale) Inferno_reloaded, in cui la parola, attraverso i versi danteschi originali, entra in relazione con una drammaturgia sonora con la quale s'intende ampliare la sensorialità dei versi, trasformandoli in corpo vivente; Live presenta Il tè delle tre in cui si racconta di tre donne comuni ma con caratteristiche quasi surreali, (Linda, maniaca di ordine, igiene e pulito, Ursula, ninfomane ed eterna bambina e Sofia, narcolettica che crede di essere vissuta nel III secolo in Cina in una vita precedente).

Lunedì 2 settembre si apre a Sirtori con un intervento a Villa Besana di Massimo Cacciari, filosofo, accademico e politico italiano (alle ore 18, con a seguire rinfresco a cura di Oasi WWF Galbusera Bianca) mentre alle ore 21 nel Cortile Municipio di Viganò Chille de la Balanza presenta Dialoghi di profughi - da Bertolt Brecht con Matteo Pecorini, Rosario Terrone e Claudio Ascoli, un'amara e divertente riflessione su potere e populismo. In scena, due soli personaggi: lo scienziato-l'intellettuale, forse Brecht stesso, e l'operaio. Nei dialoghi tra loro un dissidio appena accennato.

Massimo Cacciari

I Chille mettono in scena con un lungo percorso di Laboratorio questo scritto che Brecht, esule, scrisse durante il soggiorno in Finlandia nel 1940 dopo la fuga dalla Germania nazista. I Dialoghi, pubblicati solo postumi nel 1962, sono ad oggi uno dei testi brechtiani meno frequentati.
Nella scrittura scenica dei Chille, un'intera compagnia teatrale con 13 attori (6 coppie + un singolo!) gioca a mettere in scena i due soli personaggi del testo: l'intellettuale e l'operaio. Nascono così infinite variazioni! I due parlano, parlano... anche perché, dice Brecht, ogni cosa contiene il suo contrario; tra loro il dissidio è appena accennato, forse perché non sono mai impegnati nell'azione; ma così facendo, le contraddizioni galleggiano senza mai esplodere sino a quando...
"Dialoghi di profughi" è un testo di impressionante attualità, un'amara e divertente riflessione su potere e populismo.

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