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Scritto Mercoledì 04 settembre 2019 alle 22:43

L'Ultima Luna d'Estate: ecco i prossimi appuntamenti previsti

Continua L'Ultima Luna d'Estate, festival del teatro popolare di ricerca, per la direzione artistica di Luca Radaelli, nelle cascine, negli agriturismi e nelle ville del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone, nelle province di Lecco e di Monza e Brianza.

Giovedì 5 alle ore 18.30 a Galbusera Nera, La Valletta Brianza da non perdere è Il menù della poesia di Valeria Perdonò e Vincenzo Zampa, in cui due attori, vestiti da eleganti camerieri, presentano una selezione di poesie di autori noti che i commensali possono ordinare da un vero e proprio menù partecipando così a una vera e propria esperienza: sensoriale, culturale e umana.

Chi ha detto che con la cultura non si mangia? Avete mai provato a sedervi a tavola, ordinare un'Infinito di Giacomo Leopardi, una Pioggia nel pineto di Gabriele D'Annunzio o una Ninna nanna di Trilussa, e veder comparire davanti a voi eleganti camerieri pronti a recitarvele con estro e interpretazione da applausi?

L'idea brillante è venuta ai ragazzi di Il Menu della Poesia, dodici giovani attori professionisti che hanno deciso di servire letteralmente in tavola la cultura, proponendo in ristoranti, bistrot, chioschi, bar e buffet un vero e proprio menù di versi e rime elaborato tematicamente a seconda che si tratti di una cena romantica, una pizza tra amici, una convention aziendale, una pausa caffè: il commensale ordina e i versi vengono immediatamente recitati per lui, soddisfacendo ogni gusto da Dante a Shakespeare, da Brecht a Bukowsky, da Prévert a Neruda, da Molière a Baudelaire. "Abbiamo scoperto che la poesia è per tutti i palati, basta renderla semplice - spiega Marco Bonadei, ideatore del progetto - quindi l'idea è quella di avvicinare la gente all'arte e alla cultura attraverso il piacere della buona tavola".
Il progetto ha mosso i suoi primi passi a Torino, per poi prendere definitivamente corpo e consistenza a Milano, passando da Brera al Gratosoglio, fino alla stazione di Pioltello e poi perfino al lussuoso quartiere Monti di Roma. Una sperimentazione a tutto tondo, che ora sta portando gli attori in giro per l'Italia per testare la risposta della gente, oltre che per valutare il passo successivo di provarci anche nei dialetti locali o addirittura in altre lingue.

Alle ore 21 a Cascina Rancate di Casatenovo Teatro Periferico presenta Con me in paradiso, testo di Mario Bianchi, drammaturgia Dario Villa e regia Paola Manfredi, racconto di due moderni "ladroni" in fuga: il padrone di una ex fabbrica e un extracomunitario, che si ritrovano a tu per tu con un personaggio a loro sconosciuto: Gesù, inseguito da una folla inferocita.

Con me in Paradiso sviluppa due storie parallele.
La prima è il racconto di due moderni "ladroni", un uomo bianco, padrone di una ex fabbrica, e un extracomunitario, entrambi in fuga dalla polizia, che a un certo punto si ritrovano a tu per tu con un personaggio a loro sconosciuto, Gesù, anch'egli inseguito da una folla inferocita.
La seconda è la storia vera del gruppo di lavoro che si è creato attorno alla messa in scena del copione omonimo: gli attori di Teatro Periferico e alcuni richiedenti asilo provenienti da Senegal, Guinea Conakry e Niger.
Partendo dal testo di Mario Bianchi, il lavoro si è intrecciato man mano con il vissuto dei partecipanti al laboratorio. Così, alla finzione della vicenda si è andata sovrapponendo la vita reale: tutto è entrato a far parte della drammaturgia, perfino le accese discussioni sulla religione, le differenze di veduta sul rapporto uomo-donna, le tensioni legate all'attesa di un permesso che non arriva mai...
A far da filo conduttore, l'episodio dell'incontro tra Gesù e Zaccheo raccontato nel Vangelo di Luca: entrato Gesù a Gerico, Zaccheo desidera vederlo. Essendo piccolo di statura pensa bene di salire su un sicomoro. Quando Gesù giunge sotto l'albero, si ferma e dice: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". Anche Con me in Paradiso racconta la storia di un incontro e di un'amicizia, quella tra gli attori e i migranti.
Venerdì 6 settembre alle ore 21 al Parco Villa Banfi di Carnate QUI e ORA Residenza Teatrale porta I will survive di e con Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli, per parlare di over 40, donne sopravvisute al quotidiano per comprendere che differenza ci sia tra vivere e sopravvivere.

Spiegano le artiste: Sono sopravvissuta al parto, alle cadute dal lettino, ai bulli delle elementari, all'amore non corrisposto delle medie, a un paio di bocciature, ai fallimenti lavorativi, a un incidente in autostrada, a un matrimonio lampo e un divorzio eterno, a una pericolosa reazione allergica, alla morte dei miei genitori... a quarant'anni questa è la norma. Sono una comune superstite del quotidiano. L'umanità resiste, combatte, lotta, si dibatte, a volte si lascia vivere, altre viene travolta. C'è differenza fra vivere e sopravvivere?

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