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Scritto Lunedì 30 settembre 2019 alle 17:53

Castello B.za: dopo l'ordinazione a diacono, don Marco Molteni celebra la messa nella sua comunità

Dopo l'ordinazione diaconale ricevuta sabato 28 settembre dall'arcivescovo Monsignor Mario Delpini presso il Duomo di Milano, il dolzaghese don Marco Molteni ha tenuto la sua prima omelia durante la messa di domenica celebrata nella chiesa parrocchiale di Castello Brianza.

Il neo diacono don Marco Molteni circondato dai chierichetti e dal parroco don Walter Brambilla

"Tre sono le ragioni che ci spingono a fare festa quest'oggi: il ricordo della domenica come giorno in cui siamo nati come cristiani, l'ordinazione diaconale avvenuta ieri in Duomo che come un grembo materno ha fatto rinascere Marco in veste di Don e la festa degli oratori di Castello Brianza e Dolzago della comunità pastorale S. Giovanni Paolo II" ha detto il parroco don Walter Brambilla nell'apertura della celebrazione eucaristica ricordando l'importanza dell'oratorio come luogo di grande vivacità ed amicizia.

Don Marco, durante la sua prima omelia, commentando un passo tratto dal Vangelo di Luca, si è rivolto ai fedeli dicendo: "nel Vangelo che abbiamo ascoltato ci sono una serie di inviti che Gesù rivolge ai suoi discepoli. Sono esortazioni molto forti che, ad una prima lettura, ci sembrano quasi impossibili da seguire. Chi è in grado fino in fondo di amare i propri nemici? Chi è in grado di fare del bene a coloro che fanno loro del male? È una logica difficile quella che utilizza Gesù, non è la logica che quotidianamente utilizziamo noi. Gesù ci invita però ad andare anche contro noi stessi, contro il nostro egoismo, contro quella tentazione che abbiamo di essere concentrati su di noi. Infondo l'invito di Gesù cos'è se non la conversione? Ci invita ad uscire dal nostro Io e a guardare al Tu, a guardare a Lui. Solo così riusciremo ad amare l'altro come ci ama Gesù. La conversione avviene in noi quando ci arrendiamo a Gesù, ci arrendiamo al suo Spirito. Quanto bisogno abbiamo di Lui, quanto abbiamo bisogno di mettere l'eucaristia, questo rendimento di grazia grandissimo, al centro della nostra vita e della nostra comunità. Solo così saremo in grado di vivere una fraternità che ci stupisce".

In tanti hanno voluto stringersi in questo momento così importante al giovane, che il prossimo giugno sarà ordinato a tutti gli effetti sacerdote.
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Sa.A.
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