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Scritto Sabato 05 ottobre 2019 alle 10:14

Missaglia: festa per Leo Paez, campione mondiale di MTB

Venerdì 4 ottobre si è tenuta un'importante conferenza stampa per festeggiare le fatiche e le soddisfazioni di Hector Leonardo Paez Leon, soprannominato dagli amici Leo Paez, che è diventato Campione del Mondo Marathon lo scorso 22 settembre.
All'evento - svoltosi presso Villa Sormani Marzorati Uva a Missaglia - sono intervenuti diversi ospiti, tra cui il consigliere regionale Antonello Formenti. "Il risultato finale di Leo è da esempio a tanti giovani che si affacciano al mondo dello sport e cercano degli stimoli per proseguire. Vincere è sicuramente importante e gratificante però quello che conta davvero è fare sport prima di tutto per se stessi, voler bene al proprio fisico e alla propria salute" ha affermato l'esponente di Regione Lombardia.

Al centro il neo campione del mondo Leo Paez

''Questa è un'occasione per mostrare e sottolineare come lo sport educhi al risultato ed è frutto di sacrifici e tanto impegno. Il risultato finale ci fa apprezzare tutto quello che abbiamo fatto. Lo sport è sicuramente uno degli strumenti migliori per favorire la crescita dei ragazzi e dei loro sani principi. È importante faticare perché solo dopo la fatica possiamo gustare meglio le soddisfazioni e le eventuali vittorie" ha invece affermato il sindaco di Monticello, Alessandra Hofmann.
Il team a cui appartiene Paez è nato da una fusione, ovvero quella tra il team lombardo Polimedical con il team piemontese Giant. Oggi il Team Giant-Liv Polimedical è gestito dal direttore sportivo Gianfranco Bechis e dalla manager Loredana Manzoni.
"Non ho ancora metabolizzato la vittoria del mondiale. Siamo soddisfatti ma assolutamente non appagati. Cercherò di fare tante altre cose con Leo e con gli altri ragazzi che faranno parte del team. Supportati dalla Giant, siamo giovani e abbiamo ancora tanta energia e voglia di vincere" ha commentato Bechis.

Loredana Manzoni è legata al colombiano sia da un punto di vista sportivo, in quanto manager, ma soprattutto da un punto di vista emotivo perché è diventata una delle sue migliori amiche. "Per me la cosa più importante è essere amica di Leo, più che l'essere manager. Non abbiamo mai discusso, solo qualche diverbio legato ad alcune questioni del team. La nostra amicizia è sincera e dura ormai da dieci anni. Leo è una persona umile, sa vincere, ma non ha assolutamente bisogno di esaltarsi. È così sia nella vita sportiva, che nella vita di tutti i giorni" ha spiegato.

Gli interventi di Leonardo Bechis e Loredana Manzoni

Durante la conferenza è stata raccontata in breve la storia di Paez e di come è diventato un campione di Marathon: Leo Paez, classe 1982, nasce a Cienega in Colombia. Inizia a pedalare all'età di soli 16 anni e compra la sua prima bicicletta grazie al lavoro nei campi. Vince in una prima competizione nella categoria U23 e da questo momento inizia la sua strepitosa carriera, vincendo per ben sei volte la maglia di Campione Nazionale Colombiano. Nel 2019 ha vinto per la sesta volta consecutiva la Sella Ronda Hero, ma il 22 settembre ha ottenuto uno dei traguardi più grandi: la maglia iridata a Grachen in Svizzera. Ha partecipato anche alle Olimpiadi del 2008 e del 2012. Uno dei suoi prossimi obiettivi è quello di riuscire ad ottenere la convocazione per Tokyo 2020.
In un'intervista esclusiva per il nostro giornale, il campione ci ha rivelato le sue emozioni legate alla vittoria di quest'anno.

A sinistra il consigliere regionale Antonello Formenti

-"Cosa hai provato quando hai tagliato il traguardo e hai ottenuto questa vittoria importantissima per te e per la squadra?"
"È stata un'emozione difficile da descrivere. Ci sono tanti pensieri che mi vengono in mente, tanti sacrifici e tanti tentativi per tagliare il traguardo per primo. Quest'anno ce l'ho fatta. Quando sono arrivato, ho abbracciato la prima persona che voleva il mio trionfo e poi anche la mia squadra" ha commentato a caldo Paez.
-"Come ti sei preparato per ottenere questa vittoria? Tante gare, tanti allenamento o entrambe le cose?"
"Quest'anno abbiamo iniziato la preparazione in Colombia già in inverno. Sono andato in palestra, cercando di fare lavori che prima non facevo, per esempio allenamenti sulla mountain-bike e lavorando principalmente sull'equilibrio e sulla tecnica. Cercavo anche di fare delle gare importanti per ottenere un buon risultato. A questo però si accompagnavano anche dei giorni di riposo, come la domenica, per riprendermi e non affaticarmi troppo. Ho imparato che è importante concedersi del riposo".

Il conte Alberto Uva

-"Pensi che questa sia la vittoria più grande della tua carriera a livello di prestigio e di emozioni?"
"Questa vittoria la volevo da tanto tempo ed è una delle più importanti. Ho avuto una carriera di tante gare importantissime, ma mi mancava proprio vincere questa e a settembre il mio sogno si è realizzato" ha concluso il colombiano, visibilmente emozionato.
S.B.
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