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Scritto Domenica 06 ottobre 2019 alle 15:30

Il casatese Ivan Risti a Cervia per Ironman, gara di triathlon

Non sempre capita di imbattersi in persone che hanno ben chiaro il loro scopo nella vita o meglio, persone che pur di raggiungere il loro obiettivo sono disposte a sudare e lottare con tutte le loro forze.
Sono uomini e donne dai quali bisogna prendere esempio, quelli che non si danno mai per vinti e che ogni sconfitta, per loro, è solo una nuovo modo per ricominciare. Di questa pasta è fatto Ivan Risti, uno di quegli uomini di acciaio che ogni volta che l’opportunità lo richiede, vogliono dimostrare a sè stessi e agli altri che i loro sforzi sono serviti a qualcosa e che a volte, i sogni si avverano.


Sostenuto sempre da sua moglie Elena e sua figlia Bianca, Ivan Risti è uno sportivo a 360°, perché ha avuto il fegato e il coraggio di partecipare all’Ironman 2019 a Cervia. È la gara di triathlon più dura che esista, articolata su tre prove che si svolgono in immediata successione e sono comuni a tutti gli atleti: nuoto, ciclismo e corsa. Nato a Milano il 6 luglio 1980, Ivan è cresciuto a Casatenovo dove ha vissuto da quando aveva tre anni.
La sua passione per questo sport ha origini che risalgono alla prima adolescenza, durante la quale passava molte delle sue giornate in piscina nuotando. Si è approcciato al triathlon forse e quasi per gioco, ma ha sempre pensato che nella vita, a volte, è necessario provare nuove sfide. Da allora si allena ottenendo risultati strabilianti, l’ultimo dei quali proprio all’Ironman di quest’anno, nel quale ha ottenuto uno splendido settimo posto con un ottimo tempo 8h22’46”. Ovviamente non è stato facile, anche perché, per superare tutte e tre le prove, è stato necessario fare in modo che corpo e mente lavorassero in simbiosi per permettergli di raggiungere il traguardo finale. 3.000 atleti si sono fronteggiati in questa battaglia, cominciata il 21 settembre alle prime luci dell’alba. Fin dal principio era chiaro a tutti che si sarebbe fatto sul serio, infatti, durante la prima parte di traversata a nuoto tutto sembrava procedere per il meglio. Ivan, fin da subito, si è messo in testa al gruppo all’inseguimento di Wojt che era già in testa dal primo metro.
Uscito dall’acqua, Ivan è salito in sella alla sua bici, dando inizio alla seconda fase della gara, nella quale si richiedeva massima collaborazione da parte delle proprie gambe, le quali solitamente impiagano un po’ di tempo per riprendersi dal periodo passato in acqua.

Dopo circa 50 km, il triatlonista ha cercato di dare il meglio di sé, cercando di recuperare la distanza che lo separava dalla testa della gara. Dopo avere scacciato ogni sorta di pensiero negativo dalla sua testa, e dopo aver abbandonato il suo mezzo, era giunta finalmente l’ora, per Ivan, di mettersi a correre. Mantenendo sempre altissima la concentrazione e un passo il più possibile regolare, sarebbe stato possibile, per lo sportivo riuscire a recuperare Buckingam e Cecca, entrambi un po’ in crisi, a poca distanza da lui. Ci ha provato con tutte le sue forze e con tutto il suo spirito di volontà, non riuscendo ad entrare nei top five, ma raggiungendo ugualmente un risultato da paura.
L’esperienza avuta da Ivan insegna che a volte, quando tutto sembra ormai perduto, e quando la meta appare irraggiungibile, è necessario tenere sempre presente che l’importante, dopo tutto, è il viaggio che si compie per raggiungerla.
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