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Scritto Lunedì 07 ottobre 2019 alle 09:04

Oggiono: il 91° Piccolo Giro conquistato da Andrea Bagioli

Andrea Bagioli ha trionfato nella 91esima edizione del Piccolo Giro di Lombardia. Dopo oltre 170km di percorso Bagioli ha tagliato il traguardo di Viale Vittoria staccando il francese Champoussin, conquistando una classica monumento d'eccellenza nel mondo del ciclismo under 23.

Inseguitori di Joel Suter all’ultimo giro

La 91esima edizione del Piccolo Giro di Lombardia organizzata dal Velo Club Oggiono è stata una gara eccezionale da diversi punti di vista. Domenica mattina al via si sono presentate oltre 30 squadre con alcune delle più importanti formazioni a livello mondiale come Lotto Soudal, Sunweb, Chambery-Ag2R, CCC e la nazionale della Federazione Russa. Più di 160 i corridori iscritti. Fra loro molti nomi noti del ciclismo under 23: il campione del mondo Samuele Battistella, il campione d'Europa Alberto Dainese e il campione italiano Marco Frigo.

Joel Suter in fuga all’ultimo giro

Dopo oltre tre ore di gara, a passare per primo all'inizio dell'ultimo giro sul traguardo di Viale Vittoria è stato lo svizzero Joel Suter del team Akros Thomus. Passista con una notevole corporatura fisica, si è lanciato verso l'ultimo tratto di gara, di certo a lui non congeniale, che prevedeva due salite brevi ma intense: Ravellino e Marconaga di Ello. Non gli è bastato però il vantaggio, superiore di poco ai 15 secondi, che era riuscito ad accumulare nei chilometri in pianura. Fuori dall'abitato di Oggiono, prima di intraprendere la salita di Ravellino, è stato ripreso da un gruppo di inseguitori fra cui: il francese Clement Champoussin, gli italiani Kevin Colleoni, Emanuele Zoccarato, Mattia Petrucci, Andrea Bagioli e Alessandro Covi, il colombiano Augusto Rubio Reyes e il norvegese Torjus Sleen.

Andrea Bagioli taglia il traguardo per primo

Clement Champoussin secondo

Di fronte alle prime rampe della salita Bagioli e Covi - entrambi del team Colpack - sono riusciti ad assicurarsi un margine su tutti gli altri corridori. Ma, dopo pochi metri, è stato il francese Champoussin - del team Chambery - a movimentare la gara da dietro, con un attacco che gli ha permesso di riportarsi sui due fuggitivi della Colpack. Con un successivo affondo in salita Champoussin ha tentato di allungare, mentre Covi si è staccato Bagioli è riuscito a sostenere il ritmo del francese rintuzzando l'affondo in salita.

Mattia Petrucci terzo su Attila Valter quarto

Momenti concitatissimi per i corridori che, con 170km nelle gambe e dopo aver affrontato una salita impegnativa come il Ghisallo, hanno dato il massimo anche sulle brevi ma difficili rampe del Monte di Brianza.
Terminate la salita di Marconaga i due fuggitivi si sono lanciati in discesa affrontando i pochi chilometri che li separavano dal traguardo di viale Vittoria. A cinque chilometri dall'arrivo, poco prima di far rientro nel comune di Oggiono, il francese e l'italiano potevano contare su alcuni secondi di vantaggio. Dietro di loro un gruppo di inseguitori fra cui: Giovanni Aleotti, Simon Guglielmi, Filippo Conca, Davide Bais, Szymon Tracz, Herni Vandenabeele, Sylvain Moniquet, Thomas Delphis, Martin Marcellusi e il campione italiano Marco Frigo.

Marco Frigo campione italiano

Champoussin e Bagioli, dimostrando molta intelligenza tattica, hanno deciso di affrontare gli ultimissimi chilometri di pianura collaborando reciprocamente, impedendo agli inseguitori di rientrare su di loro. A pochi metri dal traguardo, fra due ali di pubblico, è stato l'italiano Bagioli a rompere gli indugi e lanciare la volata. Il francese Champoussin, probabilmente affaticato dai ripetuti scatti in salita, non è riuscito nell'intento di rispondere all'attacco. Bagioli ha finito per trionfare sul traguardo praticamente solo, vincendo per distacco. Dopo Champoussin, che ha chiuso secondo, è stato un altro italiano, Mattia Petrucci - del team Fdj Groupama - a regolare in volata il gruppo degli inseguitori.

Andrea Bagioli primo al centro, Clement Champoussin secondo a sinistra, Mattia Petrucci terzo a destra

Fra i primi dieci, giù dal podio, ma comunque molto applauditi dal pubblico e autori di una prestazione eccezionale, sono giunti nell'ordine: Attila Valter, Samuele Zoccarato, Einer Rubio, Torjus Sleen, Kevin Colleoni, Simon Guglielmi e Davide Bais.
Salito sul palco, Andrea Bagioli ha ringraziato la squadra per il lavoro svolto e ha ricordato il duro impegno delle ultime settimane di lavoro per giungere a questo risultato. Ora il suo nome, dopo il secondo posto conquistato nell'edizione dello scorso anno davanti allo stesso Champoussin, è scritto nell'albo d'oro dei vincitori di questa classica monumento, a fianco di campioni del calibro di Moreno Argentin, Maurizio Fondriest e Stefano Garzelli. Per Bagioli, che ha ricevuto anche il trofeo "memorial Giorgio Frigerio" arriva una ora una meritata pausa invernale. Dalla prossima stagione passerà fra i professionisti nella squadra Deceuninck - Quick-Step.

L.A.
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