Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 255.451.028
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Martedì 08 ottobre 2019 alle 21:40

Rientrato in Italia dopo la fuga in Marocco, patteggia tre anni di condanna per spaccio

Ha patteggiato la pena di tre anni di reclusione Moustapha El Habdi, marocchino classe 1996, fra i diciannove destinatari di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP nel gennaio 2015, nell'ambito dell'indagine ''Speed 2'' affidata alla Squadra Mobile della Questura di Lecco.

La conferenza stampa indetta nel gennaio 2015 per presentare i risultati dell'attività

Un'operazione che aveva consentito di sgominare un vasto giro di spaccio di cocaina sulla superstrada 36, nei comuni dell'oggionese e nei territori limitrofi, portando alla luce un complesso e articolato sistema di vendita di droga, formato da cinque diverse batterie, composte da soggetti prevalentemente di origine magrebina che agivano con il medesimo modus operandi. Il cliente contattava l'utenza telefonica dedicata allo spaccio e nel giro di pochi minuti si avvicinava al luogo d'incontro una vettura che procedeva alla cessione rapidissima della cocaina in cambio di soldi. Le batterie agivano in maniera autonoma e spesso in concorrenza tra loro, cercando di rubarsi i clienti. I comuni oggionesi che si affacciano sulla superstrada 36, e in particolare le piazzole di sosta ai margini dell'arteria, divenivano quindi lo scenario ideale per gli spacciatori, attivi in particolare nei comuni di Costa Masnaga, Nibionno, Molteno e Civate, ma anche a Annone, Suello, Bosisio, Rogeno e Garbagnate Monastero. E poi ancora, seguendo l'arteria in direzione Milano, nei territorio comaschi e monzesi, sino a Cinisello Balsamo.

Partita nell'autunno 2013, l'attività di indagine coordinata dai sostituti procuratori Simone Pizzotti, Paolo Del Grosso e Emma Gambardella delle procure di Como, Lecco e Monza, aveva consentito all'epoca dei fatti di eseguire quattordici delle diciannove ordinanze di custodia cautelare. Tra i cinque soggetti resisi irreperibili c'era anche Moustapha El Habdi, tornato in Marocco nell'immediatezza dei fatti, e rientrato nel nostro Paese nelle scorse settimane. Fermato il 23 settembre a Giussano (Monza e Brianza) il giovane è stato associato al carcere di Bergamo e questa mattina tradotto in tribunale a Lecco - al cospetto del giudice Salvatore Catalano - dove ha patteggiato la pena di tre anni di reclusione, su consenso prestato dal pubblico ministero Del Grosso.
Concessagli la misura degli arresti domiciliari nell'abitazione dei famigliari, nel caso in cui si dovesse rendere necessaria la traduzione in carcere, Moustapha El Habdi dovrà scontare la pena presso il proprio Paese d'origine - con l'espulsione diretta quindi - come indicato nell'accordo di patteggiamento.
G.C.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco