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Scritto Sabato 12 ottobre 2019 alle 08:31

Garbagnate: fresca di laurea in medicina, Daniela Stefanoni racconta la sua esperienza

Daniela Stefanoni
Una laurea in medicina e il desiderio di proseguire su questa strada con una scelta convinta nell'intraprendere una professione che conta un elevato tasso di carenza di personale: la medicina d'urgenza.
Daniela Stefanoni, residente a Garbagnate Monastero, è fresca di una laurea in medicina e chirurgia, conseguita a inizio ottobre con il massimo dei voti all'università degli studi di Pavia. Ragazza spigliata, non ama la ribalta e per la verità avrebbe preferito continuare, in silenzio, come già fa da tempo, il suo percorso di impegno nello studio e nel sociale. La sua però è una storia da raccontare. È una che potrebbe appartenere ad altri suoi coetanei che, grazie alla costanza e al senso di responsabilità, riescono ad ottenere risultati brillanti, antifona di carriere altrettanto di successo.
Pur non sapendo dare una motivazione in base alla quale ha scelto di intraprendere la carriera da medico - "sono quelle cose che ti vengono da dentro", dice - ha preso la decisione molto presto rispetto a tanti altri studenti. Iscritta all'istituto chimico di Villa Greppi a Monticello, già a cavallo tra il primo e il secondo anno, aveva infatti acquistato il libro di quiz per prepararsi al test e poi tutte le estati ha posto le basi continuando a provare gli esercizi. "Ho deciso di fare medicina il secondo anno di scuola: sono sempre stata molto decisa e a dire il vero non avevo una seconda scelta" ha raccontato Daniela che alla soglia dei 18 anni si è iscritta alla Croce Rossa di Casatenovo, dove ancora oggi milita, a distanza di quasi otto anni: "È un volontariato che ha confermato la mia scelta".
Al termine delle scuole superiori, ha provato il test di medicina scegliendo l'ateneo di Pavia "perché ha una buona reputazione e nelle classifiche universitarie era ai primi posti". Da Garbagnate si è quindi trasferita nella città universitaria, condividendo un appartamento con altri studenti. Considerata la media distanza, non ha rinunciato al rientro a casa nel fine settimana, soprattuto negli ultimi anni, per proseguire con il suo impegno nel volontariato.
Negli ultimi due anni di studio ha svolto l'internato al pronto soccorso del Policlinico San Matteo, svolgendo una tesi sperimentale sull'edema polmonare acuto. "Siccome non è ancora chiaro quando togliere la C-PAP (ventilazione meccanica a pressione positiva), ho cercato di capire quando è il momento di interrompere questa terapia di ventilazione non invasiva. Dalla mia ricerca sono emersi dati interessanti, ma si trattava di uno studio pilota fatto su 29 pazienti: si dovrebbe fare con un'unità campionaria più alta. Mi piacerebbe proseguire questo bel lavoro che è utile per avere informazioni in più che oggi non esistono in letteratura" ha confidato Daniela. "Sembrerebbe che ci siano risultati incoraggianti, però per poter validare uno score sono necessari più di cento pazienti: serve uno studio multi centrico, che coinvolga più ospedali con il medesimo protocollo oppure bisogna proseguire per tanti anni nella stessa struttura. Inoltre per raccogliere i dati in pronto soccorso per questo studio prospettico deve esserci una figura dedicata, ma i medici non hanno tempo perché sono sovraccarichi di lavoro e l'ideale sarebbe avere studenti che si dedicano a questo approfondimento. Forse, grazie alla disponibilità di alcuni ragazzi che si apprestano a frequentare l'ultimo anno, si riuscirà a portarlo avanti".
Il suo desiderio è quello di riuscire a entrare nella specialità di medicina d'urgenza, possibilmente a Milano, in una struttura che sta ancora valutando. "Mi piace troppo la vita del pronto soccorso perché è dinamica: si vedono tanti casi diverse e il medico lì presente è la prima figura che accoglie il paziente. Dal punto di vista umano, il pronto soccorso è un reparto difficile: impari a vedere situazioni poco belle, che ti lasciano riflettere. In questi anni ho imparato tanto e ho trovato un ottimo ambiente come medici, infermieri e compagni di tesi".
Con la giovane fresca di diploma abbiamo provato a riflettere sulla carenza di personale medico di cui si parla spesso, un fenomeno riscontrato anche in questi anni di lavoro sul campo. "Senza dubbio bisognerebbe aumentare il personale in una sezione come il pronto soccorso che richiede ritmi di vita piuttosto pesanti: si lavora parecchie ore a settimana e si è sotto stress ogni giorno. Il medico deve svolgere il suo lavoro velocemente, ma non può perdere in qualità: non può essere superficiale perché deve compiere la valutazione complessiva del paziente. I tempi di attesa, quindi, sono lunghi perché il medico deve fare bene il suo lavoro ma anche a causa degli accessi impropri dei pazienti che potrebbero rivolgersi al medico di medicina generale o in guardia medica. I pazienti sono tanti, le urgenze hanno la priorità, il personale è poco e quindi talvolta aumentano i tempi di attesa" ha aggiunto Daniela. "Sono invece contraria all'idea di togliere il numero chiuso alla facoltà perché di medici ce ne sono tanti. Il vero problema è l'accesso alle specializzazioni che è limitato: si dovrebbero aumentare le borse per la specialità".
Nel frattempo, Daniela pensa i prossimi passi. A novembre inizierà il tirocinio per l'esame di stato che si terrà a febbraio, poi studierà per il test previsto in estate e che potrà dare il via alla sua carriera come dottoressa di medicina d'urgenza.
Michela Mauri
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