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Scritto Lunedì 14 ottobre 2019 alle 17:13

Chiesti 4 anni di carcere per tre marocchini accusati di spaccio di cocaina in SS36

Il tribunale di Lecco
Quattro anni di reclusione e una multa da 5mila euro. È questa la richiesta presentata quest'oggi al giudice monocratico Nora Lisa Passoni del tribunale di Lecco dal vice procuratore onorario Mattia Mascaro per tre uomini di origine marocchina accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, in particolare cocaina.
Mhijir Boumedien, El Achab Driss e Amine Abderrahim, difesi dagli avvocati Elda Leonardi del foro di Lecco e Monica Gnesi del foro di Monza, sono infatti accusati di aver fatto parte della banda, sgominata all'inizio del 2014 nell'ambito dell'operazione "Speed" della Polizia di Stato, dedita allo spaccio di polvere bianca lungo la SS 36.
In particolare -secondo la ricostruzione della pubblica accusa- Mjijir Boumedien sarebbe accusato di aver ceduto circa 50 volte la sostanza nei comuni di Rogeno, Civate, Seregno, Molteno, Nibionno, Monza e Carate Brianza; El Achab Driss di aver ceduto la medesima sostanza circa 80 volte a Nibionno, Molteno, Inverigo e Arosio mentre Amine Abderrahim avrebbe ceduto sempre cocaina circa 100 volte nei comuni di Nibionno, Civate, Inverigo e Arosio.
L'attività d'indagine era stata avviata dalla Polizia lecchese nell'estate 2013, a chiusura dell'operazione denominata Baby Park che aveva sgominato un ampio giro di spaccio di stupefacente, portando all'arresto di oltre trenta persone.
Stamani dopo che le difese hanno acconsentito all'acquisizione degli atti del pubblico ministero -avendo il giudice Passoni (che ha ereditato il fascicolo dal collega Catalano) ravvisato difficoltà nel scorgere con nitidezza i volti degli imputati nelle immagini fornite dalla Polizia, essendo state fotocopiate molte volte - le parti hanno presentato le rispettive conclusioni.
Dopo la richiesta formulata dalla pubblica accusa, i difensori Leonardi e Gnesi hanno chiesto al giudice l'assoluzione dei loro assistiti proprio per la difficoltà nel riconoscere gli stessi nelle immagini fornite anche ai testimoni che si sono succeduti nel corso dell'istruttoria. La sentenza è prevista per la prossima settimana.
B.F.
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