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Scritto Mercoledì 16 ottobre 2019 alle 17:49

Cassago: Massimiliano Elia fra gli ideatori di un videogioco dedicato a Palazzo Pitti

Massimiliano Elia
A Cassago vive da anni Massimiliano Elia, nato vicino a Varese ma "trapiantato" in Brianza da nove anni dopo il matrimonio con una cassaghese. Esperto di videogiochi, il 42enne è fra gli ideatori di ''The Medici Game: Murder at Pitti Palace'', dispositivo elettronico progettato da lui e dalla sua squadra, il cui lancio è previsto il prossimo 30 ottobre.
Massimiliano Elia opera nel settore da quasi due decenni e tredici anni fa ha fondato una società (dal nome Digitalfun) leader nel settore dell'intrattenimento e impegnata nello sviluppo di videogiochi e sofware per i nuovi media. Tre anni fa invece, vincendo un bando di Fondazione Cariplo ha dato vita all'associazione TuoMuseo il cui obiettivo è da allora quello di portare la gamification in abito culturale. L'ultimo videogioco messo a punto per Palazzo Pitti è un progetto complesso al quale lavorano Massimiliano - responsabile del team - e tutta la sua squadra, composta da una decina di persone.
''Questa passione per i videogiochi la coltivo fin dall'età di sei anni e l'ho sempre mantenuta. Dopo il liceo è nato in me il desiderio di lavorare in quest'ambito: pur avendo frequentato ingegneria in Università, ho dovuto abbandonare il corso perché il richiamo dal mondo dei videogiochi era troppo forte, e il desiderio di realizzare qualcosa di mio continuava ad assillarmi. Ho cominciato dal punto di vista editoriale, quindi creando i primi siti che parlavano di videogiochi e il successo che ho avuto in quest'ambito mi ha portato a crescere e gestire i più importanti siti italiani e poi riviste cartacee di videogiochi. In questo panorama ho poi avuto modo di conoscere le persone con cui mi trovo a lavorare oggi. Sono passato quindi da scrivere di videogiochi a crearne in prima persona. E questa avventura va avanti ancora oggi" ci ha detto il cassaghese.

Due anni e mezzo fa è nato ''Father and Son'' primo videogioco al mondo prodotto da un museo, per la precisione quello archeologico nazionale di Napoli che ha ottenuto ad oggi 4 milioni e mezzo di download, entrando così nella classifica dei giochi più scaricati in oltre cento paesi. Un grande successo non solo italiano ma anche internazionale, citato più volte anche dallo stesso Dario Franceschini, Ministro del Mibac e dei Beni Culturali. "É con il successo di Father and Son che è nata questa nostra avventura in abito videoludico, perché poi è nato il gioco per il Museo Nazionale di Taranto, il videogioco per il teatro Regio di Parma, quello per la Regione Toscana dedicato agli Etruschi ed infine questo di Palazzo Pitti" ha proseguito Elia. "Io e il mio socio Fabio Viola, la passione per i videogiochi l'abbiamo sempre avuta e abbiamo sempre lavorato in quest'ambito. Lui poi ha studiato archeologia, io sono figlio d'artista quindi l'arte l'ho sempre masticata...diciamo che l'unione tra le due cose ci ha indirizzati su questa strada. Anche perché ho sempre pensato che ci fosse da fare qualcosa di più per i musei in Italia e questo è il mio modo per aiutarli''.

Obiettivo del videogioco è quello di portare il pubblico ad intendere la visita al museo non come qualcosa di inaccessibile, soprattutto per coloro che non conosce l'arte o chi la reputa noiosa, l'obiettivo della gamification e degli strumenti digitali è quello di portare più persone a visitare i musei. La squadra di Massimiliano opera attraverso i videogiochi e, tramite le tecnologie con le quali stanno lavorando, cercano di rendere l'esperienza di visita ai musei più coinvolgente, interessante e divertente cercando di portare ai musei una maggior quantità di persone.
Rispetto agli altri progetti realizzati dalla squadra - in cui c'erano anche alcune modalità di geolocalizzazione per sbloccare i livelli aggiuntivi - lo scopo di quest'ultimo museo è un po' diverso nel senso che è anche commerciale; bisognerà infatti pagare una cifra simbolica per poterlo scaricare. C'è quindi da una parte, l'intenzione del committente di creare un nuovo flusso di "revenue", dall'altra l'intenzione di portare al di fuori dei confini nazionali il brand dei Medici, di Palazzo Pitti, e dell'intero sistema museale della Galleria degli Uffizi.

"Noi siamo stati cercati, per questo gioco, dal committente della Galleria degli Uffizi e da Sillabe, dopo di che abbiamo portato avanti questa idea da soli creando la storia da cui si dirama tutto il gioco. Abbiamo avuto richieste di creazione di giochi anche da parte di musei esteri, ma per ora cerchiamo di non pensare troppo al futuro. Per il momento stiamo lavorando a "Father and Son 2" per il Museo Archeologico di Napoli, anche se non è l'unico nostro filone di attività perché comunque stiamo portando avanti altri progetti non solo di gamification ma anche piattaforme digitali interattive, proiezioni di mondi 3D con cui il visitatore del museo può interagire" ha aggiunto entusiasta il creatore del gioco.
A Napoli ci sono stime di circa 20.000 persone che si sono recate appositamente al Museo grazie al videogioco.

"Negli ultimi anni avendo intrapreso questo filone culturale, si ha anche la sensazione di fare qualcosa di buono per il paese. A tal proposito, infatti, stiamo partendo con un progetto per le scuole, dopo aver vinto un bando organizzato da Fondazione con il Sud, il quale si propone sostanzialmente di portare in tre città italiane: Roma Palermo e Savara dei laboratori di gaming urbano, in poche parole utilizzando il videogioco "Minecraft Education" faremo della didattica nelle scuole. E grazie a Minecraft cercheremo di immaginare con i bambini la visione futura del loro quartiere, andando a riqualificare alcune strutture urbane'' ha concluso Massimiliano Elia.

Marina Temperato
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