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Scritto Domenica 27 ottobre 2019 alle 08:03

Garbagnate: la Lilt parla di prevenzione e tratta il Papilloma virus, infezione sessuale

L’importanza della prevenzione. Nella serata di venerdì 25 ottobre, l’Amministrazione comunale di Garbagnate Monastero, che ha aderito alla campagna “Nastro rosa” della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt), ha posto l’accento su una malattia forse meno nota, ma ugualmente importante, il Papilloma virus.



“I numeri del Papilloma virus sono in aumento, ma non se ne parla abbastanza perché si pensa che il problema possa essere di qualcun altro. È nostro dovere come cittadini conoscere e parlarne con gli altri, anche se non ci tocca direttamente” ha detto in apertura Santina Motta.



La dottoressa Silvia Villa, oncologa e presidente della sezione provinciale lecchese della Lilt, ha parlato del calo di incidenza dei tumori e dell’importanza della prevenzione per cambiare la vita: “Se riusciamo a non ammalarci e a non avere bisogno di farmaci costosi avremo dei vantaggi indubbi nel futuro”.


 A sinistra Santina Motta

Maria Luisa Livello, specialista in ostetricia e ginecologia, ha parlato del tumore della cervice uterina, il quarto al mondo per diffusione e al primo posto in Italia per la popolazione giovane, fino ai 49 anni. Nel 2016 sono stati registrati 1.500 casi, di cui 697 che hanno portato alla morte ma questi numeri sono in calo. Tale tumore non è determinato esclusivamente dal Papilloma virus, che può comunque esserne una causa.



La dottoressa ha svolto anche un’introduzione storica del Papilloma Virus, la malattia a trasmissione sessuale più comune. L’infezione, asintomatica e per questo diffusa involontariamente, si propaga attraverso il semplice contatto cutaneo e anche i profilattici non riescono prevenire completamente l’infezione. “La maggior parte dei soggetti che hanno vita sessuale ne vengono infettati: circa l’80% guarisce spontaneamente entro due anni, soprattutto le donne giovani. I virus ad alto rischio possono restare silenti per lungo tempo e causare il tumore anche dopo due o quattro decenni”.


La dottoressa Silvia Villa



La dottoressa Maria Luisa Livello e il sindaco Mauro Colombo

Per evitare le infezioni viene proposto lo screening, un esame di prevenzione secondaria che scopre le lesioni pre cancerose, che possono essere trattate. I due esami sono il Pap Test, che viene mantenuto per la fascia 25-34 anni per la maggior facilità con cui viene eliminato il virus, e l’HPV test, che dovrebbe diventare l’esame primario per le donne tra i 30 e i 35 anni: identifica molto prima il rischio di una lesione del collo dell’utero e quindi si può fare con meno frequenza. Se dà un risultato negativo, si può rifare dopo un lustro; se invece è positivo, viene analizzato anche il Pap test (senza dover richiamare la paziente): se quest'ultimo è normale, si ripete l’HPV dopo un anno, se è anormale si fa colposcopia.



In fatto di prevenzione primaria c’è il vaccino, raccomandato a bambine e bambini che hanno compiuto 11 anni ed efficace per ragazze fino a 26 anni che non hanno avuto rapporti. Anche le giovani che li hanno già avuti, comunque, ne traggono beneficio e tutte le donne possono farlo presso gli ambulatori vaccinali ospedalieri.
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