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Scritto Domenica 03 novembre 2019 alle 17:21

Sirone: un IV novembre con il pensiero a chi lotta per la pace

Cerimonia sotto la pioggia anche a Sirone, dove le celebrazioni per il 101esimo anniversario della Vittoria, dell’unità nazionale e delle forze armate, si sono tenute nel primo pomeriggio di domenica 3 novembre. Il corteo, aperto dai bambini della primaria e accompagnato dall’associazione nazionale alpini, dall’associazione combattenti e reduci e dalla protezione civile, è partito alla volta del Monumento dei caduti, dove sono stati eseguiti il silenzio e l’alzabandiera.

Gli alunni dell’ultimo anno di scuola primaria, guidati dalle insegnanti, hanno intonato l’Inno d’Italia. Poi, come da tradizione sono stati letti i nomi dei Caduti mentre il parroco don Gianluigi Rusconi ha impartito la benedizione. Dopo la deposizione della corona d’alloro, il sindaco Emanuele De Capitani ha preso la parola, rivolgendo un pensiero “ai 7.400 uomini e donne impegnati in missioni di pace in tutto il mondo e alle forze dell’ordine che ci consentono uno stato di sicurezza che troppo spesso diamo per scontato. Oggi commemoriamo i cittadini che hanno perso la vita per il nostro paese. Ancora 101 anni dopo, però, il mondo conta un numero indefinito di conflitti e ancora oggi qualcuno scrive il proprio nome nelle vicende di guerra. Mi auguro che qualcuno che verrà dopo di me, possa parlare di pace vera e duratura”.

Il sindaco ha espresso una serie di interrogativi che trovano risposta nell’idea di comunità unita: “Cosa potrebbero pensare se fossero qui quegli uomini che poco più che ventenni hanno donato la vita per il nostro paese? Cosa penserebbero di un paese divenuto litigioso, nel quale spesso vengono ignorati i bisogni primari dei cittadini? Cosa potrebbero pensare di paese che sembra convivere con malaffare e le mafie e di un paese che si rischia di dare ai giovani solo prospettiva di sopravvivenza senza dare loro futuro? Noi siamo questo paese. Dobbiamo fare di più se vogliamo crescere e migliorare. Dobbiamo tornare a essere orgogliosi del nostro paese e a non pensare al tornaconto personale e avere un equilibrio tra pretesa dei diritti e onere dei doveri. Dobbiamo tornare a essere orgogliosi di essere italiani rendendo omaggio alle persone che hanno reso paese libero, democratico e repubblicano”.

Al termine, il corteo ha raggiunto il monumento “supplica di pace” e al camposanto: anche qui sono state deposte dei fiori, accompagnati da momenti di silenzio.

La giornata di commemorazione si è conclusa alla baita degli alpini con la consueta castagnata di inizio novembre.
M.Mau.
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