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Scritto Martedì 05 novembre 2019 alle 11:26

Parco del Curone: Molgora raccoglie un’eredità preziosa, che Eugenio Mascheroni ha costruito e protetto come presidente per 28 lunghi anni

Qualche lettore attento forse ricorderà la “profezia” contenuta in un precedente servizio sulle elezioni del presidente di Retesalute e del Parco del Curone. Allora scrivemmo che c’erano due candidati ideali ma che nessuno dei due sarebbe stato eletto mancando a entrambi il sostegno dei partiti dominanti, in particolare, del PD. Non facemmo i nomi per scaramanzia nei loro confronti. Ma ne eravamo certi: i fatti ci avrebbero presto dato ragione. E così è stato: Giacomo Molteni e Giovanni Zardoni non sono stati eletti ai vertici di Retesalute e Parco del Curone. Inutile sostenere che la competenza fa premio su tutto. Senza l’appartenenza non si va da nessuna parte.

Marco Molgora

Però va anche detto che l’esito finale è stato comunque confortante: alla guida di Retesalute è stata eletta Alessandra Colombo, un avvocata molto competente nel settore della fragilità e alla presidenza della Comunità del Parco, sia pure con qualche astensione, è stato nominato Marco Molgora, sulla cui fede ambientalista chiunque può mettere la mano sul fuoco. Fede e competenza avendo ricoperto il ruolo di sindaco di Osnago per due mandati e assessore provinciale proprio all’ecologia.

Insomma alla fine il territorio ha scelto con cura. Diciamo subito che Giovanni Zardoni, tra i massimi conoscitori della riserva naturale nonché coordinatore delle Guardie Ecologiche Volontarie, ha dato prova di grande maturità facendo un passo indietro per lasciare spazio all’amico Molgora e confermare l’impegno alla guida delle GEV accantonando la comprensibile delusione. A Zardoni i sindaci hanno riconosciuto il grande impegno come volontario e Molgora si è affrettato a pregarlo di restare nel ruolo.


Giovanni Zardoni
Un plauso anche a Massimo Panzeri, che non casualmente gli amici chiamano Panzer. Per una volta ha evitato il frontale, motivando un’astensione che resta un’apertura di credito sia pure condizionata al neo eletto presidente e che gli ha consentito di inserire nel Consiglio di gestione Fabio Tamandi, consigliere comunale di Merate, molto attento alle problematiche ambientali.

Soprassediamo sull’intervento del presidente della provincia, astenuto perché non conosce nessuno dei candidati, che peraltro era uno solo, cioè Molgora, noto anche al portiere dell’Ente di villa Locatelli. Per quale ragione la provincia faccia parte del Consiglio di gestione non è chiaro. Ma di sicuro è una presenza inutile. Appaiono infine apprezzabili le nomine degli altri membri del Consiglio: Alberto Bassani di Missaglia, che risiede nel parco, consigliere uscente, attento e interessato e Giuseppe Sardi uditore uscente della Valletta Brianza, anche lui grande conoscitore della riserva con moglie guardia ecologica volontaria.

Eugenio Mascheroni

Un ultimo appunto ma, diremmo, il più importante: grazie, grazie a Eugenio Mascheroni che dopo 28 anni lascia la presidenza dell’Ente che lui stesso ha contribuito in maniera determinante a fondare. Se le nuove generazioni possono ancora godere di uno spicchio della verde Brianza, a Mascheroni andrà tributo nel tempo gran parte del merito. Marco Molgora e con lui Giovanni Zardoni raccolgono un’eredità preziosissima. Da difendere a qualunque costo.

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Claudio Brambilla
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