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Scritto Mercoledì 06 novembre 2019 alle 13:05

Casatenovo: il dr.Anzani del San Raffaele all'ultimo incontro sulla scienza con l'UTE

Ultimo appuntamento con le serate del ciclo ''A tu per tu con la scienza'' organizzate e promosse dall'Università per Tutte le Età di Villa Farina, a Casatenovo. L'ultimo incontro, tenuto come ogni martedì presso la sala consiliare del municipio, è stato introdotto dal presidente dell'associazione Samuele Baio, che ha ripercorso i temi delle precedenti serate per tracciare un filo conduttore fra gli argomenti trattati che hanno avuto come leit motiv il genoma umano. Dopo aver parlato di DNA, migrazioni, scoperte scientifiche, influenze ambientali e molto altro, il tema di questo martedì sera ha invece riguardato la complessa e controversa relazione tra genetica ad etica, una delle ultime e più recenti sfide dei nostri tempi.

In primo piano Samuele Baio, dell'Università per Tutte le Età

E' stato il dottor Alfredo Anzani, presidente del comitato etico dell'IRCCS "San Raffaele" e membro corrispondente della "Accademia Pontificia per la vita", ad accompagnare il pubblico alla scoperta di questo importante tema, partendo col dire che il rapporto scienza-etica è da intendere soprattutto come una sfida antropologica. Si tratta infatti di risalire alla vera natura umana e capire cos'è l'uomo prima di poter parlare dell'etica, cioè del significato attribuibile ad ogni suo comportamento, o della scienza, la sua capacità di indagare il mondo.

''L'uomo è dotato di intelligenza e libertà, ma è il modo in cui quest'ultima viene usata che può determinare risultati positivi o negativi e qui entra in gioco il ruolo dell'etica, che non è una predica o una morale, l'"ethos" è qualcosa che ogni uomo ha dentro di sé, è il significato di ogni suo agire che altrimenti diventerebbe un automatismo o un gesto istintuale. La libertà dell'uomo non va quindi intesa come puro libero arbitrio senza limiti ma come la possibilità di esprimere la propria interiorità attraverso l'interazione, l'incontro e la condivisione con l'altro. Non si può quindi parlare dell'esistenza di un rigido determinismo dettato dai geni, ma la caratteristica della libertà nell'uomo è quella che gli conferisce proprio quel valore e quella dignità che lo rendono meritevole di rispetto e cura nella sua integrità fisica e morale. L'universo è vario, costituito per esempio da piante, batteri, piante, uccelli, mammiferi, ma tutta questa diversità ha un disegno unificatore che la tiene insieme, cioè il DNA che di generazione in generazione viene ereditato e che rende l'universo un kosmos, un'entità ordinata, non caotica".

Dopo questa premessa fondamentale per capire gli sviluppi della genetica, della bioetica e della scienza in generale, il dottor Anzani ha quindi proseguito con la parte meramente più etica della spiegazione, parlando dell'intervento dell'uomo nella modifica di alcuni geni malati e la sostituzione di questi con quelli sani. Le applicazioni dell'ingegneria genetica sono però varie, e spaziano da quella sanitaria e medica, al campo diagnostico e in ambio terapeutico. Ciò che è importante, secondo l'esperto, è far si che l'attenzione del medico sia sempre rivolta al malato, e non alla malattia perché solo attraverso la cura rivolta in primis alla persona, tenendo conto della soggettività di ogni paziente, si può far fronte ai rischi dell'uso indisciplinato e incontrollato delle scoperte genetiche e scientifiche.

La moderna scienza ha infatti messo nelle mani dei medici delle informazioni preziose per migliorare i propri metodi di cura ma questo ha aperto anche una grande sfida antropologica che si riferisce innanzitutto all'etica, intesa come interna consapevolezza del senso e dei fini della professione medica in questo caso.

Il dottor Alfredo Anzani

"L'etica è quindi un'esigenza della scienza, è indispensabile all'uomo perché è la garante della libertà della scienza stessa proteggendola da qualsiasi tipo di strumentalizzazione" ha proseguito il dottor Anzani. "Ma quale tipo di etica? Senza dubbio quella umana, che rispetta la vita umana e che recupera il primato dei valori umani e che è soprattutto un'alleata della conoscenza. Ecco perché abbiamo assistito alla nascita recente della disciplina della bioetica, cioè lo studio sistematico del comportamento umano nell'area delle scienze, della vita e della cura della salute; proprio perchè la bioetica combina la conoscenza biologica con la conoscenza dei valori umani, è un ponte tra cultura scientifica e umanistica che consente quindi di unirle facendo dell'uomo il metro di giudizio e di valore. Sono le risposte che il medico o lo scienziato si danno di fronte alla domanda di senso a fare la differenza, perché dipendono dai valori di ciascuno che quindi diventano una risorsa e un collante tra etica e scienza".

L'esperto ha quindi parlato dell'incontro con il cardinale Martini, proponendo alcuni spunti della riflessione del chierico su questa nuova sfida, prima fra tutti l'idea che ciascun individuo è quello che è, o sarà quello che sarà, non solo in dipendenza del patrimonio genetico ma anche in forza di una trama di interazioni complessa e imprevedibile. La sfida è quindi prima di tutto culturale che scientifica e si tratta sostanzialmente di rispondere all'interrogativo: è giusta la manipolazione assoluta di ciò che siamo oppure è necessario adottare una coscienza del limite?

Prendendo ad esempio la nuova frontiera delle teorie geniche, il "genome editing", che prevede la possibilità di non solo rimuovere il gene malato ma anche di sostituirlo con un gene reputato "migliore" e non solo sano, ciò va considerato come un'abrogazione del principio per cui tutti gli uomini sono uguali e liberi allo stesso modo perché in questo caso l'individuo perde la libertà di autodeterminarsi. La vita è un continuum da quando si forma lo zigote, ma se un individuo diventa il risultato di un progetto genetico non si può più parlare di persona, e questo è il rischio della tendenza moderno verso l'idea della sperimentazione senza barriere. "Non esiste la scienza" ha concluso il dottor Anzani.

''Esistono gli scienziati, e con loro, il valore della dignità umana e della fede, la quale è un atto esistenziale che si distingue dalla mera opinione. Non c'è infine contrapposizione tra fede e religione, perché esse sono complementari, e come diceva Einstein, la scienza senza religione è zoppa e la religione senza scienza è cieca. Usare l'intelligenza, terreno comune ad entrambi e il dono più grande che abbiamo ricevuto, è l'unico modo per l ‘uomo di farsi strada nel mondo e affrontare questa nuova sfida".
M.B.
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