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Scritto Venerdì 08 novembre 2019 alle 18:17

Barzago: Alvin è tornato a casa, l'abbraccio coi suoi familiari

Alle 17.30 - minuto più, minuto meno - il piccolo Alvin Berisha ha fatto ritorno nella sua casa di Barzago. Accompagnato da papà Afrim e dalle sorelle, il ragazzino di 11 anni ha varcato l'ingresso della palazzina di Via Milano che poco meno di cinque anni fa aveva abbandonato in fretta e furia, trascinato di notte verso l'aeroporto di Orio al Serio dalla mamma Valbona, che del figlio più piccolo aveva deciso di fare un ''foreign fighter'' da offrire alla causa Isis.

Il piccolo Alvin con papà Afrim, uno zio e un cugino davanti all'ingresso della sua casa di Barzago

Un calvario lungo per l'intera famiglia - di origine albanese ma ben radicata a Barzago - che si è chiuso quest'oggi all'alba con l'arrivo del piccolo Alvin in aeroporto a Fiumicino, accompagnato dai referenti di Croce Rossa, Polizia, Ros dei Carabinieri e Farnesina. Appena sceso dall'aereo Alvin è apparso sereno e sorridente. Al termine delle formalità burocratiche l'11enne è stato affidato al padre e dopo un lungo viaggio in auto ha potuto fare rientro nella sua casa barzaghese.

Il saluto al piccolo appena sceso dall'auto del padre

Ad accoglierlo uno striscione con la scritta ''Bentornato campione'' che nel primo pomeriggio i suoi parenti - zii e cugini - avevano appeso all'esterno del balcone al primo piano dell'edificio dove abita la famiglia Berisha. Un applauso carico di affetto e di emozione ha poi dato nuovamente il bentornato ad un sorridente Alvin al suo arrivo a casa, con alcuni vicini e amici della famiglia che si sono uniti a questo momento di grande gioia.

Emozionato, seppur visibilmente stanco, papà Afrim che in questi anni ha lottato tanto per riportare a Barzago il suo unico figlio maschio, strappatogli all'improvviso dalla moglie Valbona, morta in un incidente avvenuto nei mesi scorsi proprio in Siria. ''Non ho mai perso le speranze di riabbracciarlo, anche se sono stati anni difficili'' ci ha detto al suo arrivo a Barzago pochi minuti fa. ''Alvin parla solo arabo e un po' di albanese, ma piano piano riuscirà a reintegrarsi. Dobbiamo dargli tempo''.
L'uomo ha poi voluto ringraziare le autorità italiana e albanesi, i volontari della Croce Rossa e della Mezza Luna siriana, ma anche le forze di polizia che si sono spese per consentire al suo bambino di uscire dal campo di Al-Hol per fare ritorno in Italia. E sulla moglie Valbona solo poche parole: ''ha già pagato per quello che ha fatto''.

Da oggi per la famiglia Berisha ricomincia una nuova vita. O meglio, riprende da capo, dal punto in cui era stata forzatamente interrotta.
G.C.
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