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Scritto Sabato 09 novembre 2019 alle 10:08

Bosisio, Nostra Famiglia: oltre 200 studenti scoprono le scienze biomediche del Medea

La notte della ricerca. L'IRCCS Medea di Bosisio Parini, per una sera, quella di venerdì 8 novembre, ha aperto agli studenti le porte dei laboratori, mostrando le attività e i progetti seguiti quotidianamente in diversi settori del campo biomedico. La quarta edizione di questa iniziativa, che ha registrato il tutto esaurito, ha visto la partecipazione di oltre 200 giovani, alcuni dei quali iscritti a più di un percorso. Le scuole di provenienza sono varie, dai licei alle scuole tecniche, così come l'area geografica che spazia dal lecchese al comasco fino al monzese.

Per le scuole di Lecco c'erano studenti dell'ISS Badoni, liceo Manzoni, IIS Fiocchi, liceo Grassi, Politecnico, Collegio Volta. Nell'hinterland lecchese c'erano l'istituto Rota di Calolziocorte, l'IIS Bachelet di Oggiono, l'istituto Graziella Fumagalli di Casatenovo. Tre le scuole di Erba: il liceo Carlo Porta, il liceo scientifico Galilei e l'istituto San Vincenzo. Erano infine presenti ragazzi dell'IIS Mosè Bianchi di Monza e del collegio Ballerini di Seregno, del liceo classico Volta di Como, del liceo Fermi di Cantù e dell'università degli studi Milano Bicocca.

In apertura, al centro del settimo padiglione, ci sono stati i saluti istituzionali da parte di Maria Teresa Bassi, direttore scientifico del Medea e del direttore di polo Damiano Rivolta: "La notte della ricerca viene proposta oggi perché è la giornata nazionale per la ricerca scientifica. È un'iniziativa che abbiamo comunicato anche al ministero della Salute perché rientra nel novero delle proposte degli IRCCS per divulgare la ricerca alla popolazione. Quest'anno assume un significato aggiuntivo, in quanto abbiamo vinto un bando europeo. Sta infatti partendo il progetto MindBot, che studia l'interazione tra persone affette da autismo e robot. Si tratta di un progetto già noto per l'età adulta: qui, invece studieremo come il robot può il robot aiutare nella vita quotidiana dei bambini".

Soddisfatta per la quarta edizione della notte della ricerca la responsabile operativa di polo, Laura Baroffio. "Ogni anno è un'iniziativa molto partecipata. Constatiamo l'aumento dei gruppi interessati a sfruttare sia questa iniziativa sia di ragazzi che ci chiedono di poter venire in visita durante l'anno per vedere le attività svolte e vedere come la ricerca abbia un'applicazione nella pratica riabilitativa. La struttura permette infatti di vedere l'attività di ricerca e anche l'aspetto educativo-pedagogico: consente quindi di aiutare gli studenti nella scelta di studio e di lavoro successivo".

Due ricercatori, Alessandro Crippa e Sara Mascheretti, hanno presentato gli otto percorsi di ricerca alla scoperta delle neuroscienze, della robotica, della riabilitazione e della genetica. La visita ha incluso anche Astrolab, il laboratorio high-tech inaugurato meno di due mesi fa.

Nel laboratorio sui linguaggi universali sono stati presentati il nuovo test online per la valutazione della comprensione delle fonti web e il metodo di diagnosi dei disturbi del linguaggio in bambini non di madrelingua italiani. È stato anche possibile visitare il BabyLab, che indaga le abilità neuropsicologiche nei neonati e come queste sono in relazione con le competenze linguistiche e socio-comunicative.

Nell'area dedicata invece al labirinto della mente sono state presentate una tecnologia di computer vision che consente un'analisi cinematica affidabile del movimento, senza l'applicazione di marcatori passivi sulla persona; un sistema non invasivo di rilevazione del flusso sanguigno cerebrale (NIRS - Near InfraRed Spectroscopy) e lo studio che ha valutato gli effetti della depressione materna in gravidanza sullo sviluppo dell'infante.

Con il laboratorio sulle lesioni cerebrali acquisite, che acquisite possono causare danni al cervello con conseguenze sul piano cognitivo e/o comportamentale, i ragazzi hanno potuto vedere gli esami strumentali, come risonanza magnetica (si tratta di una macchina che non fa solo esami diagnostici ma anche studi funzionali. Durante la risonanza, i bambini fanno gli esercizi e lo strumento permette di analizzare le parti del cervello che funzionano o che non funzionano.

Al termine del trattamento riabilitativo, il bambini viene sottoposto a una nuova risonanza per capire cosa è successo) ed elettroencefalogramma, che permettono di guardare cosa accade dentro il cervello e hanno potuto approfondire la fase riabilitativa, attraverso la quale vengono previsti interventi mirati. In particolare sono stati presentati due programmi innovativi, proposti su computer, finalizzati al miglioramento delle abilità cognitive e comportamentali di adolescenti che presentano un danno cerebrale acquisito.

Gli studenti hanno potuto anche sperimentare dal vivo il mondo dell'ipovisione attraverso l'uso di occhiali simulatori e bende, oltre ad alcune facilitazioni e ausili specifici. Nella sezione dedicata all'Assistive technology, i ragazzi hanno visto ausili e possibili soluzioni adottate a supporto delle attività di vita quotidiana. Questo tipo di tecnologie permette di compensare differenti difficoltà funzionali (visive, motorie, di comunicazione) che limitano o impediscono attività fondamentali come la lettura, scrittura, comunicazione, studio.

C'è stata inoltre la possibilità di approfondire la struttura delle cellule, la citogenetica, la visualizzazione del DNA, il sequenziamento del genoma e la farmacogenetica.

Astrolab, il laboratorio di tecnologie hi-tech al servizio dei giovani pazienti, è uno spazio di realtà virtuale immersiva e analisi del movimento, a cui si aggiungono il laboratorio per la stimolazione neurosensoriale immersiva e quello di stampa 3D.

Nel centro 0-3, infine, è stato possibile comprendere come si forma nel bambino il senso del "sé corporeo", l'influenza del tocco genitoriale, come funziona nell'età adulta e come il contatto contribuisce allo sviluppo dei confini corporei.
Michela Mauri
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