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Scritto Martedì 12 novembre 2019 alle 08:58

Due studenti casatesi tra gli ideatori di un 'cestino intelligente' premiato da Regione

Un piccolo grande passo verso il futuro quello compiuto da sei ragazzi della classe 5BM dell'Istituto Tecnico Tecnologico Breda di Sesto San Giovanni, che nella giornata di venerdì 8 novembre hanno ricevuto il prestigioso premio internazionale RYoung, promosso da Regione e Comitato Premio Claudio De Albertis nell'ambito di "Lombardia è ricerca".

Gli studenti durante la premiazione svoltasi al Teatro La Scala di Milano

Fra loro anche due giovani che vivono nel nostro territorio - Emanuele Frigerio di Casatenovo e Giacomo Tironi di Colle Brianza - che insieme a Riccardo Riva, Giacomo D'Adda, Lorenzo Colombo e Andrea Tagliabue, con la supervisione dei professori Angelo Berna, Chiara Redaelli, Veronica Nevoso, Pierluca Coletta, hanno ideato un cestino ''intelligente'' che, all'interno di un distributore automatico di bibite e di merendine, possa raccogliere e, attraverso una serie di sensori e di automazioni, distinguere i rifiuti, suddividendoli e smaltendoli in maniera corretta.
Si tratta di un cestino automatizzato ideato per essere affiancato ai distributori automatici di bevande, caffè e snack e aree break, per creare un circolo economico tra chi produce i distributori e ha interesse nel creare una fidelizzazione tra il cliente e l'azienda.

Come funziona il processo? Inserendo la chiavetta abbinata al distributore, colui che deposita il rifiuto nel cestino riceve un tornaconto economico, che però è ancora in fase sperimentale. "Per chiarire meglio il funzionamento del nostro cestino si può dire che è in grado di distinguere vari tipi di rifiuti: quelli in metallo tramite un sensore induttivo e quelli composti da plastica o carta attraverso un sensore capacitivo. Grazie a questi sensori il rifiuto viene compresso dal compattatore integrato nello strumento e attraverso vari segnali che i sensori danno al PLC (il computer che gestisce il cestino) capisce i movimenti che la ghiera deve fare per direzionare il tipo di rifiuto, al fine di inserirlo nell'apposito cestino per la raccolta differenziata" ci ha spiegato il casatese Emanuele Frigerio, uno dei ragazzi che hanno lavorato al progetto.

"E' un'idea nata l'anno scorso nell'ambito di un'esperienza formativa e nella sua realizzazione siamo stati indirizzati dai nostri professori dell'area tecnica, soprattutto nella materia di sistemi e di disegno. Quest'anno l'idea del cestino è poi stata portata avanti, e i nostri professori ci hanno iscritto a questo concorso organizzato da Regione Lombardia che aveva come tema la Smart city, ecologia e il riciclaggio. Dall'anno scorso ad ora sono riusciti a realizzare un prototipo, ma non è ancora del tutto finito è in fase di montaggio e sviluppo a causa degli impegni scolastici, anche se comunque la scuola ci supporta molto perché ci dà l'opportunità di fermarci il pomeriggio e con la supervisione dei professori riusciamo ad essere un po' autonomi e a gestirci il lavoro" ha continuato Emanuele.
Il cestino ha poi preso il nome di "Typh" (acronimo di Throw Your Packaging Here) proprio per la capacità di suddividere gli scarti a seconda della tipologia.

I sei allievi dell'istituto salesiano, e i loro docenti, hanno quindi ottenuto il riconoscimento RYoung promosso dal Comitato Premio Claudio De Albertis (ingegnere civile, manager, imprenditore, figura carismatica del mondo della cultura e dell'architettura milanese). Il premio dall'ammontare di 3750 euro è stato consegnato alla scuola, con l'impegno da parte di questa, di investirli in ricerca e in nuovi progetti, mentre agli studenti sono stati attribuiti 10mila euro da dividere tra i sei ideatori.
''Ringrazio la scuola perché ci dà sempre nuove e concrete occasioni di crescita, con la possibilità di partecipare a concorsi di questo tipo, ai quali magari altrove non avremmo potuto partecipare. Ringrazio poi i miei compagni di gruppo perché è grazie alla squadra creata che siamo riusciti a raggiungere questo traguardo del tutto inaspettato'' ha concluso Emanuele.
Marina Temperato
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