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Scritto Venerdì 15 novembre 2019 alle 13:44

Presidio dei lavoratori del settore edile sul ponte di Annone per ''sloccare i cantieri''

Si è svolta questa mattina la protesta degli operai e degli impiegati della filiera delle costruzioni sul ponte della strada provinciale 49 ad Annone, all'altezza dell'incrocio con la superstrada 36.

I lavoratori in protesta sul ponte di Annone

Circa seicento i lavoratori complessivamente intervenuti al presidio, facenti parte dei diversi settori - edilizia, cemento, lapidei, manufatti in cemento e laterizi, restauratori - e giunti dai cantieri, dalle fabbriche e dagli uffici della Lombardia intera. Presenti alla protesta anche i segretari delle federazioni regionali dei lavoratori edili, del legno e dei materiali da costruzione: Enrico Vizza, segretario generale della FenelUil Lombardia, Angelo Ribelli, segretario generale FilcaCisl Lombardia e Ivan Comotti, segretario generale FilleaCgil Lombardia.

"Noi non ci fermiamo" lo slogan della protesta che si proponeva anche l'obiettivo di denunciare l'eccesso di burocrazia che limita l'avvio e la gestione dei cantieri pubblici.

L'iniziativa, collocata all'interno della mobilitazione nazionale di FENEAL, FILCA e FIELLA, ha avuto lo scopo, in primis, di sollecitare le istituzioni competenti nel programmare la manutenzione preventiva delle opere, dei viadotti, dei ponti e delle strade, ritenendo non più tollerabile il ripetersi di tragedie come quella verificatasi sul ponte annonese nel 2016. Claudio Bertini, il 68enne morto sotto il crollo del ponte il 28 ottobre del 2016, è stato ricordato da tutti i presenti attraverso un minuto di silenzio.

"Per quanto riguarda l'iniziativa odierna, a livello lombardo, abbiamo scelto il ponte di Annone per il tragico episodio che purtroppo porta con sé. Abbiamo promosso questa manifestazione come categoria delle costruzioni di FENEAL, FILCA e FILLEA che fa parte di una mobilitazione ampia di livello nazionale. Con noi quest'oggi altre 99 piazze hanno aderito all'iniziativa con il proposito di richiamare l'attenzione delle istituzioni al tema dell'edilizia. Chiediamo che venga predisposto un piano, quantomeno decennale, per la manutenzione preventiva di opere, viadotti, ponti e strade. Vogliamo sottolineare anche l'importanza della sicurezza sul lavoro: nonostante la crisi abbia dimezzato gli addetti all'edilizia si verificano ancora troppi incidenti nei cantieri edili. Vogliamo richiamare l'attenzione delle istituzioni, e delle altre parti sociali quali le imprese e le aziende, affinché questo settore riparti per il bene dell'intero Paese" ha spiegato Enrico Vizza, segretario della FENEALUIL Lombardia.

"Non chiediamo l'aumento delle risorse economiche da investire, chiediamo lo sblocco dei finanziamenti già approvati. Solo il 6% dei finanziamenti stanziati infatti sono stati spesi per realizzare le opere. Dallo sviluppo della rete ferroviaria per lo spostamento di persone e merci, dal collegamento di porti ed areoporti con la rete ferroviaria nazionale, dall'implemento delle opere infrastrutturali dei mezzi pubblici nelle città, dal completamento di alcune opere stradali (es. autostrada Pedemontana Lombarda), dal raddoppio di alcuni tratti ferroviari nella regione Lombardia, dal quadruplicamento della ferrovia Rho-Gallarate; transita lo sviluppo sociale e equilibrato di un Paese nell'alveo di un'economia circolare che sia compatibile con l'ambiente. La filieera dell'edilizia, percepita spesso come antitetica agli ecosistemi naturali, deve dare il suo fondamentale contributo alla realizzazione dell'economia circolare'' hanno spiegato i rappresentanti delle federazioni

I tre segretari presenti alla manifestazione: da sinistra Angelo Ribelli, segretario generale FilcaCisl Lombardia
Enrico Vizza, segretario generale della FenelUil Lombardia e Ivan Comotti, segretario generale FilleaCgil Lombardia

E' stato poi evidenziato come le manifestazioni odierne, indette in 100 piazze italiane, siano state promosse per richiedere una vera politica industriale del settore: una riforma previdenziale che riconosca che non tutti i lavoratori sono uguali ai fini dell'accesso pensionistico, un contrasto dell'elusione contrattuale all'evasione fiscale ed al lavoro in nero, una contro riforma del codice degli appalti che privilegi l'offerta economicamente più vantaggiosa e non scarichi sulle condizioni reali dei lavoratori la concorrenza sleale tra imprese ed, infine, una riforma fiscale che riduca le tasse a lavoratori e pensionati.

Al termine della protesta le federazioni hanno ringraziato tutti i numerosi lavoratori del settore edilizio che hanno preso parte alla mobilitazione nonostante il tempo poco favorevole.

Nel pomeriggio si svolgeranno gli incontri nelle Prefetture dei diversi territori per illustrare la situazione delle opere bloccate e per sollecitare, tramite Prefetti, Governo, Regioni e Comuni la realizzazione di un piano quinquennale di manutenzione preventiva delle opere esistenti.
Sara Ardagna
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