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Scritto Giovedì 21 novembre 2019 alle 18:08

Casatenovo: la compagnia teatrale ''The Fab Five'' sul palco dell'ospedale di Bergamo

È stata una giornata ricca di emozioni quella vissuta la scorsa domenica dalla compagnia The Fab Five di Casatenovo, che si sono esibiti presso l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo in occasione della giornata mondiale del prematuro.

Le immagini del pomeriggio trascorso in ospedale a Bergamo dai ragazzi casatesi

La formazione teatrale, frutto della collaborazione dei cinque oratori della Comunità Pastorale Maria Regina di Tutti i Santi, si compone di pre-adolescenti, adolescenti, giovani e adulti, che nel fine settimana hanno raggiunto l'ospedale Nuovo di Bergamo la mattina presto e hanno iniziato ad allestire l'auditorium Lucio Panzarin sul cui palco avrebbe preso vita il musical nel pomeriggio.

Mentre i membri dello staff e gli attori organizzavano la scenografia e la band della compagnia teatrale iniziava a provare qualche brano, Peter Pan (Elena Novaresi) e Capitan Uncino (Luca Consuma), accompagnati da Paolo Viganò (co-regista della compagnia) e dagli operatori dei reparti si sono allontanati dalla sala per andare a trovare i bambini ricoverati in oncologia pediatrica, di pediatria ed i trapiantati per invitarli a vedere lo spettacolo pomeridiano.

I due giovani attori ci hanno raccontato ciò che hanno vissuto in quei momenti, prima di tutti Elena, che nello spettacolo ha il ruolo di protagonista. ''Da qualche giorno ero in ansia per lo spettacolo: poi quando sono salita in auto, Paolo mi ha avvisato del fatto che sarei dovuta andare a visitare i reparti, cosa di cui non ero ancora certa e che mi ha messo ancora più in agitazione. Infatti non sapevo come comportarmi: se essere seria oppure dimostrare la mia emotività ai bambini che avrei visitato. Sono stati proprio loro invece a sciogliere tutte le mie paure: la curiosità di Gabriel, gli occhioni di Daniel, il sorriso di Thiago, i discorsi sul Milan con il ragazzo di Bari, la risata di quella bimba con i codini, così contenta di venire con me all'isola che non c'è, mi hanno riempito il cuore. Non so bene come descrivere quello che ho provato lì dentro, un miscuglio di emozioni così forti e profonde che non riesco a trovare le parole per descriverle. Pensavo di dover essere io a donare sorrisi e serenità a questi bambini malati ed invece sono stati proprio loro a donarli a me, e credetemi, non c'è regalo più bello!".

''E' stato molto emozionante incontrare dei bambini che, in alcuni casi, hanno molte possibilità precluse date le loro patologie croniche oppure data la terapia necessaria dopo il trapianto, limitando all'osso le possibilità di divertimento, ma anche quelle che molti bambini vedono come un dovere, ovvero la scuola'' ci ha raccontato Luca Consuma, che ha interpretato in questa occasione sia il padre Agenore, sia il ruolo di Capitan Uncino. ''Mi ha fatto molto piacere aver dato ai ragazzi che sono venuto a vederci, la possibilità di divertirsi per un paio di ore. Mi sono commosso, specialmente per Daniele, un bambino di sei anni, come anche per un altro bambino che aveva appena concluso un ciclo chemioterapico; così piccoli e indifesi che già ora, dopo anni passati in ospedale, hanno perso completamente la voglia di combattere contro la loro malattia. Essere parte di qualcosa che ha dato un po' di respiro a tutti i ragazzi che ci sono venuti a vedere, è per me motivo di grande fierezza perché insieme siamo riusciti a distrarli, a dare loro un po' di sollievo''.

Infine abbiamo raccolto le parole di Paolo, il co-regista che ha accompagnato i ragazzi nei reparti dell'ospedale. "E' stato un momento molto particolare. Innanzitutto perchè è coinciso con il raggiungimento di un obiettivo, forse quello principale della compagnia teatrale The Fab Five, ovvero far provare esperienze significative ai ragazzi che si impegnano nei nostri spettacoli. Il pensiero poi di incontrare questi ragazzi e le loro famiglie che attraversano un periodo difficile, mi metteva un po' in dubbio perché non sapevo come ci avrebbero accolti. Al contrario di tutte le mie aspettative, invece tutti tra genitori e figli, ci hanno accolto con gioia e con grandi sorrisi mi hanno riempito di gratificazione. Da genitore, vedere la forza e lo spirito con cui questi genitori affrontano difficoltà e patologie che spaventano solo a pensarle, è stato molto edificante. Sicuramente siamo usciti da questa giornata con la consapevolezza di aver fatto qualcosa di più di un semplice spettacolo, e di essere stati parte di una giornata speciale, entrando, seppur per poco, nella vita di persone speciali e, credo, che siamo tornati più ricchi di quando siamo partiti ed è una ricchezza che niente e nessuno potrà mai toglierci".

L'evento si è svolto nell'ambito di una ricorrenza speciale: il 18 novembre presso l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo hanno avuto luogo varie iniziative dedicate alle nascite premature. Tra queste, buona parte del gruppo casatese ha partecipato a ''Un bacio per la T.I.N.'' (Terapia Intensiva Neonatale). Questa iniziativa ha voluto rappresentare una difficoltà che i neonati prematuri devono affrontare: essi non possono ricevere baci per evitare il passaggio di virus e batteri. Per questo, le volontarie dell'associazione "Aiuto per il Neonato" hanno organizzato uno stand presso il quale, con l'uso di un rossetto, tutti potevano imprimere il loro bacio su una tela.

A truccare chi partecipava all'iniziativa è stata la make-up artist Samantha Pretto, direttamente da Milano Fashion Week dove ha lavorato per importanti brand come Laura Biagiotti, Emporio Armani e MaxMara, oltre ad aver curato il look di personaggi celebri.

Ognuno ha lasciato un bacio sulla tela firmandolo con il proprio nome, come gesto d'amore e attenzione verso i piccoli guerrieri ricoverati. Una volta riempita di baci, tutte le tele saranno portate nel reparto della patologia neonatale e di terapia intensiva neonatale.

Nel primo pomeriggio la compagnia ha messo a punto gli ultimi preparativi e alle 16 lo spettacolo è iniziato: per un'ora e mezza tutti i presenti in sala sono volati insieme ai ragazzi sull'isola che non c'è, sfidando i pirati, ballando con gli indiani e sognando con Peter, Trilly, Wendy, John, Michael e i bimbi sperduti.

Molto emozionati, i giovani attori hanno saputo incantare e allo stesso tempo divertire tutti gli spettatori che hanno partecipato con calorosi applausi. Nel gran finale, accompagnati dalla voce di Capitan Uncino, i ragazzi e tutti gli adulti che lavorano dietro le quinte sono scesi in mezzo al pubblico per coinvolgere i bambini presenti in sala, accompagnandoli sul palco per ballare tutti insieme.

La serata si è conclusa con la donazione da parte delle associazioni della PanoCam, un sistema di elevata tecnologia finalizzata alla prevenzione della diagnosi della Retinopatia del pretermine e del retinoblastoma.
A ricevere questo macchinario donazione erano presenti Maria Antonietta Agazzi, Presidente dell'Associazione Aiuto per il Neonato, la dottoressa Giovanna Mangili, Direttore della Struttura Complessa di Patologia Neonatale, Terapia Intensiva Neonatale e Oculistica Neonatale.

Al centro i registi Gaia Spreafico e Paolo Viganò

Tanti sono i messaggi commoventi ricevuti da parte di chi ha visto lo spettacolo e da chi lo ha vissuto in prima persona.
"Siamo tutti tornati a casa con un qualcosa in più che porteremo sempre nei nostri cuori. Un autentico "valore aggiunto" che va oltre alla mera rappresentazione teatrale e a tutta la preparazione che ci sta dietro. Anche per noi registi riuscire a far vivere queste esperienze ai nostri ragazzi e vedere brillare la luce nei loro occhi ripaga di tutte le fatiche. Un ringraziamento particolare lo rivolgiamo sia a Ivan (Associazione Aiuto per il Neonato) che Giancarlo (Associazione Tutti per Gioia) per l'occasione che ci hanno dato di poter portare il sorriso a chi vive giornalmente situazioni non sempre facili. Ultimi ma non meno importanti: un grazie di cuore a tutti gli adulti che lavorano dietro le quinte e che sono una presenza fondamentale per la buona riuscita di ogni spettacolo! Scenografi, costumiste, parrucchiere, coreografa e musicisti, senza i quali lo spettacolo non avrebbe avuto luogo'' le parole di Gaia Spreafico, regista della compagnia.

Giovanni Pennati
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