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Scritto Sabato 23 novembre 2019 alle 12:14

Coldiretti: la pioggia ferma l'agricoltura nel lecchese

Il maltempo continua a mettere a dura prova l'agricoltura lariana, che ha dovuto fronteggiare oltre 18 giorni di pioggia nelle prime tre settimane del mese di novembre: una situazione che sta mettendo in seria difficoltà gli agricoltori, mentre le previsioni continuano a volgere al brutto.
Un conto - precisa Coldiretti Como Lecco - sale ulteriormente se si considerano gli ultimi due mesi: da inizio ottobre, infatti, ha piovuto in pratica un giorno su due, con un territorio ormai saturo d'acqua che stenta, in diversi areali, a sopportare quell'eccezionalità di eventi estremi che, purtroppo, sembra invece essere diventata la norma.
Il risultato è che oggi sono a rischio le tradizionali semine autunnali con il 50% in media delle operazioni ancora da completare, mentre dove si è già seminato i germogli e le piantine rischiano di soffocare per la troppa acqua. Nei campi allagati, poi, gli agricoltori non riescono neppure a portare a termine le normali lavorazioni di stagione come la concimazione propedeutica alle semine stesse.
A fronte di tutto ciò - continua la Coldiretti lariana - serve una deroga che, nel rispetto della direttiva nitrati, permetta di poter continuare a distribuire gli effluenti sui campi anche nel periodo invernale, così come richiesto al Governo dall'assessore regionale all'Agricoltura Fabio Rolfi, che ha inviato una lettera ai ministeri dell'agricoltura, della sanità e dell'ambiente per sollecitare un provvedimento urgente in tal senso.
"La deroga è necessaria e urgente" afferma Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco. "Per questo apprezziamo l'iniziativa dell'assessore Rolfi e ci auguriamo che possa arrivare una risposta positiva nel più breve tempo possibile".
Per gli agricoltori delle due province lariane, queste sono settimane davvero complicate. L'allarme riguarda numerose e tradizionali semine autunnali come quelle del frumento tenero, triticale, avena, loietto ed erbai in generale, con una forte percentuale delle operazioni di semina ancora da completare, mentre i ristagni d'acqua minacciano di soffocare le piantine laddove si è già riuscito a seminare.
"L'agricoltura - conclude il presidente Trezzi - è l'attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici in atto, che si manifestano con una marcata tendenza al surriscaldamento e con la più elevata frequenza di fenomeni estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal maltempo alla siccità. L'eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai diventata la norma anche nelle nostre province, che soffrono un' evidente tendenza alla tropicalizzazione del clima. E' infatti sotto gli occhi di tutti la preoccupante frequenza con cui si manifestano gli sfasamenti stagionali, che hanno visto prima un caldo prolungato sino a fine ottobre, l'inizio di una lunga fase piovosa che sta mettendo tuttora a dura prova l'intero comprensorio lariano, dalle alture di confine con la Svizzera, all'Alto Lago, alla Valsassina, fino alla pianura solcata da canali e corsi d'acqua sempre più ingrossati".
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