Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 242.368.286
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Sabato 23 novembre 2019 alle 12:37

Monticello: 2° fascicolo d'indagine legato al ''crac'' di Alta Brianza. Il processo a marzo

Il tribunale di Lecco
Il collegio giudicante presieduto dal dr.Enrico Manzi - con a latere le colleghe Nora Lisa Passoni e Martina Beggio - ha disposto il rinvio dell'udienza al prossimo mese di marzo per procedere alla riunificazione del fascicolo con quello relativo ad un secondo filone d'inchiesta, legato al ''crac'' della società Immobiliare Alta Brianza srl con sede legale a Monticello.
All'origine dell'indagine madre, aperta dal sostituto procuratore Nicola Preteroti (oggi a Bergamo) il fallimento - decretato nel 2015 - della srl monticellese che era stata costituita nel 2001 ed operava nella compravendita, permuta, locazione e gestione di beni immobili ad uso civile, industriale e commerciale. La mancata presentazione dei bilanci d'esercizio relativi al 2012 e l'elevata consistenza dei debiti - stimati in circa 7milioni di euro a fronte di un attivo di poco superiore, secondo i dati riportati nell'estratto di sentenza pubblicato sul sito del tribunale - avevano spinto la Procura della Repubblica di Lecco a presentare istanza di fallimento nei confronti della srl monticellese, accolta nei mesi successivi dal collegio giudicante composto dai dr.Giordano Lamberti, Mirco Lombardi e Dario Colasanti, con la nomina della dottoressa Maria Grazia De Zorzi nel ruolo di curatore.
Nel maggio 2018 il giudice per le udienze preliminari Massimo Mercaldo (oggi a Como ndr) aveva rinviato a giudizio - su richiesta del sostituto procuratore Andrea Figoni, che ha ereditato nel frattempo il fascicolo - i cinque imputati ai quali vengono contestate (a vario titolo) le ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta, documentale e truffa.
Si tratta degli amministratori di diritto e di fatto della fallita che - secondo il quadro accusatorio sostenuto dalla Procura lecchese e ancora tutto da provare in dibattimento - avrebbero distratto beni (tra cui un'auto di lusso) e denaro dai conti correnti della società, che alla data del fallimento risultava esposta nei confronti dell'erario per oltre 1milione di euro e oggetto di due procedure esecutive per oltre 2milioni di euro, una delle quali promossa da un istituto di credito.
Nel processo dibattimentale - nel quale si è costituito parte civile l'avvocato Franzoni per conto del fallimento - sono dunque finiti Giovanni M., Francesco C., Gianpietro P., Massimo D.S. e Umberto R.; l'indagine si era concentrata proprio sul loro ruolo nella vicenda, oltre che sulla cessione delle quote della srl ad una società di Malta (con domicilio in provincia di Aosta) che, alla data del 25 luglio 2012 (secondo quanto riporta la visura camerale) era indicata quale socio unico.
Giovedì mattina tuttavia, il collegio ha disposto il rinvio del processo al prossimo 12 marzo per la riunificazione dei due fascicoli che riguardano entrambi (seppur in maniera differente) la medesima società di Monticello, il cui nome è risuonato più volte nell'udienza preliminare celebrata due giorni prima al cospetto del giudice Salvatore Catalano. Imputati in questo caso sono Francesco C., Umberto R., Massimo D.S., Giovanni M. - gli stessi dell'indagine ''madre'' - ai quali si aggiunge Claudio A., che devono rispondere a vario titolo dei reati di bancarotta per il ''crac'' di altre due società con sede legale a Milano, ma legate a Immobiliare Alta Brianza, ma anche di appropriazione indebita e tentata truffa per la vendita di alcune tele (false) ispirate a grandi opere fra le quali spiccano ''La strage degli innocenti'' e ''L'olimpo''.
In aula il PM Andrea Figoni aveva chiesto la trasmissione degli atti alla Procura meneghina ritenendo sussistesse l'incompetenza territoriale - sollevata anche nell'udienza preliminare relativa al primo fascicolo - ma dopo essersi ritirato in camera di consiglio il GUP Catalano ha rigettato l'eccezione, disponendo il rinvio a giudizio degli imputati.
G.C.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco