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Scritto Lunedì 25 novembre 2019 alle 11:18

Casatenovo da scoprire/6: l'affascinante e longeva storia di Villa Greppi di Bussero

Villa Greppi di Bussero - protagonista della sesta puntata della rubrica dedicata ai ''gioielli artistici'' di Casatenovo - è una dimora storica situata nell'omonima via, a pochi passi dalla biblioteca comunale.

Villa Greppi di Bussero

Già Villa Casati, nacque per volontà del Marchese Francesco Casati che, verso la fine del '700, la fece edificare su una preesistente masseria di cui ancora oggi sussistono numerose tracce. Non esistono documenti relativi all'architetto che progettò la villa, ma certamente l'autore riprese le linee classiche del Piermarini. La monumentale dimora rappresenta uno degli esempi più importanti del neoclassicismo in Brianza.

Alla villa si accede da un importante viale alberato, ora in fase di rifacimento a causa della progressiva moria di secolari esemplari di bagolaro (Celtis australis e Celtis borealis). Oltrepassato e lasciato alle spalle il porticato, sorretto da quattro grandi colonne doriche, ci si trova nel cuore della villa, la corte d'onore, delimitata a sud dal corpo padronale, e ai lati da due ali di servizio, oltrepassate le quali si accede a due corti rustiche laterali, racchiuse anch'esse da una serie di locali di servizio. La facciata interna della struttura guarda su un giardino all'inglese, con una piccola zona all'italiana e un grande prato in lieve pendenza che si congiunge al bosco attiguo.

Quando nel 1837 il Marchese Casati morì senza lasciare eredi, la moglie donò la dimora all'Ospedale Maggiore di Milano. Nel 1853 il conte Giuseppe Greppi l'acquistò dall'ente sanitario meneghino e tuttora la villa è proprietà della famiglia. Giuseppe mancò nel 1857 e fu suo figlio Luigi Greppi, che sposò Paolina Bassi, a vivere per primo la casa in maniera permanente apportando una serie di migliorie e aggiungendo il secondo piano e la torretta panoramica (da una scritta riportata su un passaggio d'accesso si evince che questi interventi furono terminai nel 1892 l'anno). Lo stesso Luigi Greppi, peraltro, fu sindaco di Casatenovo per circa trent'anni.

"Tutta la famiglia attualmente abita nella villa, a partire da mio fratello Luigi, mia sorella Gabriela, che viene spesso a trovarci e mariti, mogli, figli e nipoti. Viviamo soprattutto nella parte centrale, mentre le ali indipendenti della villa (soprannominate "casette"), una volta sedi di fabbro, falegname, maniscalco e artigiani vari, vengono attualmente affittate. Solo due di queste parti sono dedicate alle due attività di famiglia: Oceano Oltreluce ed Edinat" ci ha spiegato Pietro Greppi.

La prima è una società, fondata nel 1981 da Luigi e Pietro, che produce artigianalmente apparecchi di illuminazione di design. La seconda è la casa editrice Edinat, fondata nel 2006, che realizza La Rivista della Natura, Rivistanatura.com, e una serie di prodotti editoriali per terzi dedicati al territorio, alla Natura e ai temi dell'ecosostenibilità.

La villa non ha mai avuto particolari rapporti con Casatenovo, d'altronde la famiglia Greppi viveva la casa soltanto in alcuni mesi d'estate e inizio autunno. Le cose sono cambiate da quando si sono stabiliti nella villa in maniera permanente, avvicinandosi maggiormente al territorio e alle persone. Nonostante quella dei Greppi sia sempre stata una famiglia riservata, infatti, negli anni più recenti si è deciso di aprire la villa al pubblico in occasione degli eventi Ville Aperte e Giornate di Primavera del FAI, oltre che per alcuni concerti di musica classica.

Oltre a questi eventi, la famiglia ha dato la disponibilità al Comune perché si possano svolgere matrimoni civili, purché non prevedano l'utilizzo degli interni della dimora.
''Al contrario, per nostra scelta e passione, la villa è aperta a shooting fotografici e spot pubblicitari, oltre che per iniziative ed eventi di lavoro" ha però spiegato Pietro Greppi.

La funzione della villa, come quella di molti degli edifici di questo tipo in zona, si è evoluta nel corso degli anni. Come sappiamo, la dimora faceva parte delle cosiddette ville di delizia, utilizzate dai nobili milanesi per trascorrervi dei periodi di vacanza. Oggi i tempi sono cambiati e la priorità di queste strutture è il loro mantenimento. Per questa ragione le parti di servizio vengono affittate a terzi. Perché vengano vissute, tenute sotto controllo da chi le abita, e possano offrire anche un ritorno di tipo economico. Il pericolo più grande per queste strutture, in effetti, è che cadano in uno stato di pericoloso abbandono.

Da parte dei fratelli Greppi, la volontà è sempre stata quella di mantenere la villa nel migliore dei modi, pur lasciandole mostrare gli anni che ha. A tale riguardo, Pietro Greppi ha descritto così la sua dimora: ''cerchiamo di rispettare la ricca storia di questa casa che, come un anziano e amato parente lancia frequenti richieste di aiuto... Compensate ampiamente da tutto quello che solo lei sa offrire".

In effetti, l'amore di Pietro e dei suoi fratelli per la propria villa è enorme, legato soprattutto ai momenti dell'infanzia trascorsi al suo interno. "Ci sono tantissimi ricordi, legati alle storie vissute con i miei fratelli e con i cugini Lorenzo, Marco e Gilberto. Ad esempio, la sera, quando andavamo a dormire salivamo al secondo piano accendendo le luci delle scale e gli spazi bui che ci lasciavamo alle spalle ci facevano rabbrividire e scattare in avanti dalla paura. Oppure, quando arrivavano in visita gli ospiti dei nostri genitori: diventavamo tutti agenti segreti e ci nascondevamo sotto ai tavoli, sotto ai divani, dietro alle porte... Un terzo ricordo è legato ai temporali improvvisi. Era un momento di euforia e magia. I sottili vetri delle finestre di casa tremavano e si scatenava un gran putiferio. E, ancora, i profumi, intensi come allora. Quello delle Olea Fragrans della corte principale o quello dell'armadio della cucina, da cui uscivano le fragranze delle michette e del pane all'olio'' ha concluso Greppi.
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Rubrica a cura di Giovanni Pennati e Alessandro Vergani
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