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Scritto Sabato 30 novembre 2019 alle 14:57

Bulciago: inquinanti sotto i limiti di legge per l'azienda Sicor (ex Teva). Tra 3 anni la fine della bonifica

La salute e la tutela dell'ambiente sono tematiche fondamentali a cui l'amministrazione comunale di Bulciago ha dichiarato di prestare da sempre elevati livelli di attenzione, soprattutto per quanto riguarda la situazione dell'azienda chimico-farmaceutica Sicor Srl (meglio conosciuta come Teva) che ha sede proprio sul territorio comunale. A tal proposito, durante il consiglio comunale di venerdì 29 novembre, il dottor Ferruccio Grasso, procuratore speciale per gli interventi di messa in sicurezza per la ditta Sicor srl, è stato invitato dall'amministrazione per rendere conto sulle attività di bonifica condotte dalla ditta Stantec spa presso il sito.

Il sindaco Luca Cattaneo

Prima del suo intervento, il sindaco Luca Cattaneo ha tenuto a sottolineare che questa relazione è utile per l'informazione di tutta la cittadinanza e anche per i nuovi consiglieri, e per questo motivo si è scelto di renderla pubblica in sede di consiglio comunale nel rispetto del principio di trasparenza. Il dottor Grasso ha cominciato quindi a riepilogare in sintesi la storia dell'azienda a partire dallo sviluppo del sito negli anni '60 e ha poi approfondito la tematica degli interventi di utilities ambientale che sono stati effettuati a partire dagli anni 2000. Nel 2001 infatti, ci sono state le prime rilevazioni di compromissione del terreno a causa della presenza di contaminanti con livelli maggiori di quelli consentiti secondo la legge e sono quindi partite le indagini più approfondite. "I primi interventi di messa in sicurezza sono stati quelli di pompaggio delle acque per limitare la fuoriuscita della contaminazione dell'aria", ha spiegato il dottor Grasso, "e dal 2002 sono iniziati i monitoraggi e i controlli delle acque di falda e della Bevera, dove non si sono mai riscontrate condizioni di pericolo. Lo stabilimento ha poi adottato autonomamente un piano integrato di prevenzione e controllo per prevenire le mancanze e i fenomeni di contaminazione del terreno verificatesi negli anni '70 e '80 quando ancora non esisteva una normativa in questo ambito, e per procedere alla bonifica secondo l'iter di legge previsto. Quest'ultima operazione non si è rivelata semplice dato che l'azienda poggia su una superficie rocciosa impermeabile dove il terreno non ha una stratificazione omogenea e forma una depressione profonda quasi 22 metri dove si sono accumulati nel tempo i contaminati.

Il dottor Ferruccio Grasso (Sicor) fra l'assessore Tonino Filippone e il consigliere Enzo Corno

Per procedere alla bonifica sono stati installati dei pozzi di prelievo della parte contaminata a monte della Bevera per deprimere il livello di superficie della falda, con il fine di impedire che si creassero interferenze di contaminati con le acque del torrente e con l'esterno dello stabilimento.
Una seconda modalità di bonifica è invece stata quella adottata con il trattamento biologico delle acque di falda. Il processo consiste nell'iniezione nel terreno di sostanze nutrienti per i batteri già presenti che diventano in grado di rompere le molecole più complesse delle sostanze contaminate rendendole innocue e non dannose. Si tratta di un processo più lento e graduale ma ha dato fin da subito risultati molto positivi con l'unica eccezione della zona più bassa della depressione dove i risultati sono stati meno soddisfacenti e si è resa necessario nel 2016 un nuovo sondaggio del terreno e ulteriori pozzi di spurgo e iniezioni di reagenti nel suolo. Ad oggi, le ultime analisi sono state condotte lo s corso ottobre e i valori riscontrati si avvicinano praticamente ovunque ai valori previsti dagli interventi di bonifica, con solo due zone dove si è verificato un "rimbalzo", cioè un ritorno degli inquinanti residui per cui sono già stati presi dei provvedimenti".

Il dottor Ferruccio Grasso

Un quadro rassicurante per l'amministrazione e per i cittadini quello descritto dal dottor Grasso, ma che, come lui stesso ha sottolineato, necessita di ulteriori passi per raggiungere i restrittivi obiettivi della bonifica che prevede un rispristino complessivo del sito alle condizioni esistenti prima dell'industrializzazione. Il sistema di pompaggio sarà quindi mantenuto per i prossimi tre anni a cautela e nel contempo si dovrebbero verificare i risultati dei processi biologici atti ad eliminare queste concentrazioni di inquinanti che superano i limiti di legge, infine saranno previsti ulteriori due anni di monitoraggio per evitare fenomeni di rimbalzo.
Tutto il lavoro di bonifica è stato svolto in contradditorio con ARPA e fino ad oggi ogni suo rapporto annuale relativo alla condizione del sito ha sempre trovato corrispondenza positiva con le analisi dell'attività di bonifica condotte e supervisionate dal dottor Grasso.
M.B.
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