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Scritto Domenica 01 dicembre 2019 alle 11:50

Villa Greppi: ecologia e territorio all’interno delle opere degli artisti “residenti” nel 2019

“Siete un pezzo di Villa Greppi anche voi ormai, avete contribuito alla storia di questo consorzio” così ha salutato e ringraziato gli artisti “residenti” presso la villa in quest’anno 2019, la presidente del Consorzio Brianteo Villa Greppi, Marta Comi. Nel pomeriggio di sabato 30 novembre, infatti, si è tenuta l’inaugurazione della mostra collettiva dedicata proprio agli artisti che durante quest’anno sono stati ospitati nella villa attraverso il progetto, attivo da due anni, di Residenze d’artista.

Carlo Mangolini

La mostra si intitola non a caso “Istantanee di un percorso” e sarà visitabile presso il Granaio della villa fino al 15 dicembre per proporre al pubblico le opere prodotte in questi 12 mesi dai cinque artisti che hanno lavorato all’interno degli spazi di questa bellissima struttura.
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“Un’esposizione collettiva che non solo presenta le opere” ha spiegato Simona Bartolena, consulente per le arti visive del Consorzio che ha coordinato lo svolgimento del pomeriggio nella villa, “ma le mette in dialogo raccontando sia l’operato degli artisti, ma anche il loro rapporto con il territorio del Consorzio”. Gli artisti sono stati presenti e hanno spiegato e raccontato le loro storie e la loro esperienza.

Claudio Boerchia

Il primo a presentarsi, è stato l’artista Claudio Beorchia, figura scelta dal Consorzio quasi secondo un atto di fiducia, come ha sottolineato proprio Simona Bartolena, poiché si tratta di un artista che non ha un medium privilegiato di espressione e ha molta attenzione invece per il contesto sociale e fisico in cui si trova e da dove trae spunto per le proprie idee. Claudio ha proposto durante la sua esperienza nella villa due progetti che riguardano la scrittura e la pittura, le sue opere sono una sorta di specchio della sua ironia e dello sguardo disincantato e allo stesso tempo curioso che ha per il paesaggio e l’ambiente sociale in cui è immerso, un esempio ne sono proprio i lavori realizzati in precedenza, tra cui figurano un libro di commenti e pensieri dei visitatori all’Accademia di Venezia di fronte alle opere d’arte raccolti “sotto copertura” e riadattati nella forma di brevi poemetti.

I progetti e i lavori portati avanti in diverse parti del mondo gli hanno consentito di arrivare due mesi fa all’esperienza della residenza d’artista con la sua curiosità di indagare un nuovo luogo e restituirlo alla collettività da un lato inaspettato e creativo. Il progetto di tipo fotografico ha riguardato diversi scatti effettuati con la telecamera posteriore presente in molti veicoli che, se inclinata verso l’alto nel momento in cui si apre il portellone, riesce a inquadrare in modo del tutto innovativo il contesto dell’area in cui si può parcheggiare e in cui realisticamente molti abitanti si fermano giornalmente.

Maddalena Granziera

Il progetto sulla scrittura è invece nato dalla raccolta di scritte e annunci, trasformati poi in linguaggio poetico, che l’artista ha osservato in un’intera giornata che ha passato leggendo proprio sui teloni e sulle fiancate dei veicoli che hanno attraversato la strada trafficata su cui si affaccia la villa. Gli altri artisti, già noti alla cittadinanza, si sono invece dimostrati tutti molto soddisfatti del lavoro compiuto perché hanno trovato un ambiente stimolante in cui i legami creati hanno contribuito a renderli più consapevoli arricchendo la propria arte e per questo hanno ringraziato di cuore il Consorzio.

Attilio

Si tratta di Maddalena Granziera che ha lavorato sulla mappatura del territorio ricorrendo all’uso della fotografia, della pittura e della ricerca concettuale che le ha permesso di ricreare una sorta di mappa astratta con riferimenti più concreti ma silenziosi che stimolano l’immedesimazione dell’osservatore; Carlo Mangolini, che ha indagato la struttura del territorio raccogliendone gli oggetti abbandonati e ricomponendoli in strutture e costruzioni per ridare loro nuova vita e restituire una sorta di memoria collettiva per chi osserva le opere; Vera Pravda, autrice di 12 tele che regalano all’osservatore uno scorcio della villa in ciascun mese dell’anno, attenta all’ambiente e al tema ecologica, ha usato per le sue opere sono vernice che oltre a non inquinare assorbe anche le sostanze dannose; infine, Roberto Picchi, già premiato dal Consorzio lo scorso anno, ha proposto in quest’esperienza una serie di calchi con materiali diversi immedesimandosi quasi nel lavoro dell’archeologo e del ricercatore e adattando ciascun soggetto al calco e alla tecnica più consona di volta in volta.

Francesca

Vera Pravda

Insieme agli artisti che hanno lavorato nella villa durante quest’anno, sono stati presentati anche i prossimi ospiti scelti per l’edizione del prossimo anno, la fotografa trevisana Francesca e lo scultore brianzolo Attilio che resteranno per due mesi, affiancati dalla pittrice Silvana Castellucchio che invece lavorerà presso la villa per l’intero 2020. “Le Residenze d'artista di Villa Greppi”, ha commentato la presidente Marta Comi “stanno crescendo di anno in anno, dandoci l'occasione di confrontarci con artisti di provenienza diversa, che ognuno a suo modo ha influenzato l’ambiente della villa con la propria arte.

Roberto Picchi

L'evento annuale che dedichiamo agli artisti con la mostra finale vuole essere un saluto e un ringraziamento e un modo per mostrare a tutti l'opera che ci lasceranno e che andrà a comporre la Collezione permanente di Villa Greppi. Siamo felici di poter ospitare ogni anno nuovi artisti e nuove esperienze perché in questo modo offriamo al nostro territorio una vitalità artistica e culturale sempre molto stimolante e a loro volta permettiamo agli artisti residenti di poter interagire con il nostro ambiente”.
M.B.
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