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Scritto Sabato 14 dicembre 2019 alle 07:58

Casatenovo: con Progettomondo.mlal una serata per conoscere la realtà ecuadoriana

Per una sera l'oratorio di Galgiana si è colorato di giallo, blu e rosso. L'associazione Progettomondo.mlal su impulso di Davide Findeis e Sara Nannini, ha organizzato un incontro per conoscere e comprendere le condizioni che caratterizzano l'Ecuador.
Presenti alla serata la già console ecuadoriana Narcisa Soria Valencia e Marco Mancini, presidente dell'associazione "Progettomondo.mlal", un'Ong nata dal 1966 e da sempre impegnata nella difesa dei diritti umani e nella cooperazione internazionale per promuovere lo sviluppo sostenibile, una nuova forma di giustizia e una migrazione consapevole in America Latina e in Africa. In Italia e in Europa l'Ong promuove la global education mediante incontri come quello dello scorso venerdì.

I relatori presenti alla serata. Da sinistra Marco Mancini, il sindaco Filippo Galbiati,
Sara Nannini, la console Narcisa Soria Valencia e Davide Findeis

La serata è stata introdotta da Davide Findeis. "Per contrastare le riforme imposte dal Fondo Monetario Internazionale che hanno portato, ad esempio al raddoppio del prezzo della benzina e alla riduzione di una mensilità per tutti i dipendenti pubblici, sono nati dei movimenti comunemente conosciuti come "Los Paros". L'idea di questa serata è quella di informare e testimoniare a nome di coloro che non possono fare sentire la loro voce".
La parola è passata poi al sindaco di Casatenovo, Filippo Galbiati, che ha dato il benvenuto ai due importanti ospiti della serata. ''Vorrei ringraziare Sara e Davide per l'invito e colgo l'occasione per salutare ufficialmente gli ospiti e dare loro il benvenuto a Casatenovo. Poi vorrei ringraziare l'organizzazione Progettomondo.mlal per le importanti attività che svolgono sul territorio che sono spesso decisive per promuovere un integrazione omogenea nel tessuto sociale casatese. Ma non mi vorrei fermare qui, anzi, vorrei conoscere due qualità dei vostri volontari: la vicinanza umana, il contatto con le famiglie che al giorno d'oggi è un elemento dato sempre più per scontato, e l"impegno silenzioso dei che i vostri volontari che compiono il loro importantissimo lavoro senza clamore, facendo la differenza in silenzio. Infine vorrei ricordare il premio intitolato alle figure di Graziella Fumagalli e madre Erminia Cazzaniga che vede tra i premiati di quest'anno Imelda Togni Nannini, il cuore di Progettomondo.mlal sul territorio casatese e per ricordare il suo fondamentale operato. In conclusione vorrei ricordare a tutti il carattere comune a tutti i progetti che Progettomondo.mlal sta portando avanti sul nostro territorio: l'organizzazione lavora sulle persone arrivate da altre nazioni sul nostro territorio con la formazione e aiutando i più giovani nella crescita con uno scambio reciproco di cultura. Questo è importante dato che l'immigrazione si può trattare solo se si riconosce innanzitutto che questo fenomeno non è altro che l'incontro tra le persone".

''Grazie ai nostri ospiti stasera approfondiremo le cause de Los Paros che hanno incendiato l'Ecuador e l'America Latina nelle recenti settimane lasciando sul campo morti, feriti e detenzioni arbitrarie. Davide ed io abbiamo vissuto questa situazione: il rischio di non avere cibo, farmaci, luce, gas e acqua. Le strade erano bloccate e presidiate ovunque con l'aggiunta di un coprifuoco. Quanto ci ha colpito ulteriormente è stata la lentezza del governo a convocare il tavolo della pace: avvenuto solo undici giorni dopo l'inizio delle contestazioni violente. Una fiera vendita politica che ha comportato milletrecento detenzioni. Le proteste nel continente latinoamericano suonate da uno sgretolarsi progressivo della fiducia tra chi governa e cittadini. Inoltre nel caso ecuadoriano si è interrotto un progetto politico condiviso durante il paro è cambiato lo stile e il ritmo di comunicare col paese. Un presidente che parla il paese con i militari attorno a sé non è un segno di pace. Le organizzazioni sociali che devono da più di due anni di dialogare, senza aver avuto successo. Questi ‘paro' ci ha fatto interrogare su quale possa essere la forma istituzionale migliore per poter permettere una buona e vera democrazia in Ecuador" ha detto Sara Nannini, dando la parola a Narcisa Soria Valencia, descrivendola non solo una console, ma come una donna piena di conoscenza.
"Vorrei ringraziare il sindaco di Casatenovo, il presidente e tutta l'associazione Progettomondo.mlal per il suo operato, ma voglio anche ringraziare Sara e suo padre di cui mi ha colpito tanto i tratti ecuadoriani che compongono il loro carattere: un modo di parlare che mi ricorda quello dei miei connazionali. Per me è stato emozionante incontrarli e sentire questa parlantina che non sentivo da un paio di anni, ovvero da quando sono rientrata l'ultima volta in Ecuador'' ha detto la console, parlando delle difficoltà che le comunità indigene dell'Ecuador, di cui fa parte per discendenza, stanno affrontando e hanno affrontato nel tempo. "Ho delle origine indigene, e parlare di queste comunità che hanno dovuto costituire ed affrontare los paros dello scorso mese, questo è il modo con cui le comunità indigene dicono basta, il modo con cui combattono contro i soprusi del governo a cui io oggi voglio dire basta".

Narcisa Soria Valencia

"Gli indigeni dell'Ecuador - ha continuato Narcisa Soria Valencia - hanno sempre dato segno di malcontento con l'aiuto delle associazioni locali, ma non è stato sufficiente. Per questo motivo le comunità intere, intere famiglie, hanno organizzato le violente e dure contestazioni di cui avete sentito parlare. Quando parlo di intere famiglie parlo letteralmente: gli indigeni partono tutti insieme in famiglia perchè il senso della famiglia per loro è sacro, quindi quando partono, partono con tutti. Alcuni dei miei fratelli indigeni, a cui si sono unite le classi sociali più povere, hanno perso la vita durante queste lotte, ma non solo questo. Vi sono stati anche un'ottantina di scomparsi, 1300 attestati, più di 550 feriti di cui 300 in gravi condizioni. Tutto questo perché contro queste manifestazioni il governo ecuadoriano ha reagito con la forza e la violenza, senza cercare delle soluzioni costruttive".
Con l'inizio del nuovo millennio, milioni di ecuadoriani sono scappati dalla loro patria per colpa del governo che saccheggiava la ricchezza del loro paese. Molti di questi concittadini oggi sono divenuti le prime fonti di sostentamento per le loro famiglie rimaste in Ecuador, lavorando nei paesi più ricchi, quindi in Europa e Nord America. In questi decenni i governi venivano apparentemente eletti democraticamente, e si sono solo occupati di impoverirlo.
Tutte queste crisi che ha vissuto l'Ecuador, hanno reso così povero un paese così ricco di risorse. Solo con la rivolucion ciudadanas si è divenuti consapevoli delle potenzialità di questo paese e ci si è riscoperto come si potevano organizzare queste risorse per migliorare la vita dei nostri cittadini.

A sinistra Aristide Nannini di Progettomondo.mlal Casatenovo

L'epoca guadagnata ("la epoca ganada" in spagnolo) sono stati 10 anni di un governo progressista guidato da Rafael Vicente Correa Delgado. In questo periodo si è avuto un profondo cambiamento nello stato che ha pervaso tutto il territorio. Con l'approvazione di costituzione che si fondava sul rispetto dell'uomo e suoi suoi diritti, si è avuto finalmente il riconoscimento ed il rispetto delle quattordici comunità indigene presenti in Ecuador. In questo periodo si è visto rinascere il paese, si vedeva trasformare rapidamente le sue infrastrutture, si è investito nella salute come la tecnologia medica. Per quanto riguarda l'educazione, si è avuto un salto di qualità data l'elevazione del livello universitario comparabile con quello delle altre grandi università del globo. Dopo Correa Delgado è stata la volta di Lenin Moreno: dapprima il suo vice, poi il suo oppositore.
''Io soffro per queste cose, e proprio per questo ho preso una pausa dal mio lavoro perché non volevo lavorare per un governo scorretto. Oggi sostengo Correa Delgado con il suo progetto della revolucion coudadanas. Sarei cieca se non agissi cosi, se non fossi in grado di essere retta, un elemento irrinunciabile per la vita umana. I fenomeni a cui abbiamo assistito in questo periodo attoniti rappresentano il fatto che la violenza è l'arma che viene utilizzata per prendersi ciò che non si vince con le urne'' ha concluso la diplomatica.

Marco Mancini, presidente di Progettomondo.mlal

Spazio quindi all'intervento di Marco Mancini presidente dell'organizzazione Progettomondo.mlal. "I modelli comuni a molte nazioni dell'America Latina vedono un neoliberismo economico che appare alternandosi al socialismo del XXI secolo; entrambi trovano entrambi la loro principale fonte di reddito nell'estrattivismo, settore fondamentale per la sussistenza di paesi come proprio l'Ecuador. Dal punto di vista politico si ha una forma di governo presidenziale sulla falsa riga di quella degli Stati Uniti, solo che qui, la forte distinzione tra ricchi e poveri costituisce una fonte inesauribile di disuguaglianze, discriminazioni, conflitti e violazioni dei diritti economici e sociali. Tutto questo perché la corruzione spinge la classe politica dei paesi dell'America Latina al mantenimento dello status quo, tramutanti la politica in un mero clientelismo. Nonostante questo fenomeno predomini, il popolo non si arrende. La resistenza, costituita dai movimenti sociali e indigeni ricerca continuamente un modo per poter vedere l'uguaglianza tra i più e meno fortunati".
Mancini ha voluto concludere il suo intervento ricordando una frase spesso utilizzata per rappresentare cosa desiderano i movimenti rivoluzionari: "No volveremos a la normalidad porque la normalidad era el problema", ovvero: "Non torneremo alla normalità perché la normalità era il problema".

Dopo la breve conferenza il pubblico presente - insieme agli organizzatori e relatori - si è seduto a tavola per consumare insieme un piatto tipico ecuadoriano cucinato da Delia e la sua famiglia, di origini appunto ecuadoriane: l'hornado, piatto tipico della regione della Sierra, guarnito con mote (mais bianco) e patate lesse. Il tutto accompagnato da un digestivo, il canelazo, fatto con cannella e zucchero di canna più un po' di grappa.
Al termine della cena, Sara Nannini ha preso nuovamente la parola per presentare il fine ultimo di questo incontro. ''Bepi Tonelli, il direttore del FEPP (fondo ecuadoriano populorum progreso) è il beneficiario delle offerte che saranno fatte stasera e verranno utilizzate per poter aiutare le famiglie più bisognose nelle comunità indigene ecuadoriane".

Contributo fotografico di Andrea Pirovano
Giovanni Pennati
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