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Scritto Martedì 17 dicembre 2019 alle 20:53

Valaperta: il GSO S.Giorgio presenta il bilancio sociale e premia gli atleti per il fair-play

Nella serata di sabato 14 dicembre il GSO San Giorgio ha deciso di riunire i propri atleti, genitori e volontari in un momento di festa, presentando nell'occasione il bilancio sociale della stagione 2018/2019.
Teatro dell'iniziativa è stato il salone dell'oratorio don Bosco di Valaperta, che ha ospitato moltissimi esponenti della società della parrocchia casatese.

Al microfono don Andrea Perego

La serata è iniziata con una cena: gli ospiti infatti, hanno potuto mangiare tutti insieme in compagnia sulle lunghe tavolate allestite dai volontari dell'oratorio. Al termine del primo momento conviviale, il presidente della società, don Andrea Perego, ha invitato tutti i presenti ad avvicinarsi al palco, dando così il via alla manifestazione. E' stato proprio il sacerdote a introdurre l'ospite della serata, la dottoressa Francesca Lanfranconi, accompagnata dai colleghi Roberto Redaelli ed Emanuele Villa.

I nominati per il premio Limonta-Montanelli

A destra Marco Inzillo, mister della prima squadra

La professionista - dopo aver studiato medicina all'università, essersi specializzata in medicina dello sport e aver studiato ancora tre anni per diventare ricercatrice - ha deciso di lanciare un progetto chiamato Sport Therapy. Questa decisione arriva dalla sua grande passione per lo sport legato a coloro che lo praticano nonostante le disabilità fisiche e ha trovato un aiuto nel centro Maria Letizia Verga di Monza, che ospita l'iniziativa. Il progetto, in sostanza, prevede di allenare i bambini con disabilità fisiche, utilizzando lo sport come metodo educativo e di crescita.

Al centro Ennio Airoldi, presidente del CSI Lecco

A destra Abdel, vincitore del riconoscimento sul fair-play

Uno dei due colleghi della dottoressa era Emanuele Villa, scienziato motorio e preparatore atletico dell'Atalanta Under 15, che collabora con Sport Therapy sin dalla sua nascita. "La dottoressa mi ha proposto il progetto prima ancora che nascesse e io ho da subito accettato questa sfida, anche se non sapevo che avrei avuto a che fare con bambini con disabilità" ha spiegato.
L'altro collaboratore di Sport Therapy intervenuto alla serata era invece Roberto Redaelli, originario della frazione casatese di Galgiana. Roberto è un allenatore di Inter Campus, un progetto che mira a far giocare e divertire bambini con difficoltà, provando anche a dargli un'educazione. "Una parte del progetto - ha spiegato - consiste nel formare allenatori nel mondo per far sì che siano capaci non solo di allenare, ma anche di educare".

Il tesoriere Roberto Gaiati e sotto la consegna del contributo economico alla fondazione

I tre hanno ben illustrato cosa si fa in Sport Therapy, anche con l'aiuto di alcune immagini. All'interno della struttura che ospita il progetto, ogni spazio è arredato con tutto il necessario, anche per divertirsi, dato che gli ospiti vivono lì. In tutte le stanze, per esempio, c'è una PlayStation, anche grazie ad alcune generose donazioni. Le attività sportive che si svolgono sono, quelle di calcio, rugby, arrampicata sportiva e golf, ogni tanto anche con la compagnia di un ospite; è capitato, infatti, che arrivassero a visitare gli ospiti alcuni deejay di Radio Deejay o alcune rugbisti della Nazionale Italiana. "Nella struttura - ha spiegato la dottoressa Lanfranconi - c'è anche una radio, gestita da alcuni teenager ospiti, che quindi hanno diverse possibilità per non annoiarsi".

La dottoressa Lanfranconi e sotto le istruttrici Barbara Dissimile e Alessia Panzeri

Gli ospiti della serata hanno poi riposto ad alcune domande del pubblico, poste sia da alcuni giovani atleti, sia da qualche dirigente. Una di queste riguardava il progetto e a rispondere è stata direttamente la sua ideatrice. "Il progetto è unico nel suo genere e ha l'obiettivo di dimostrare i benefici della sport therapy. Alla fine del 2021 usciranno i risultati e, se validi, tutti i centri che trattano le leucemie potranno usufruire di questa terapia. Fino ad ora abbiamo allenato 150 bambini e i risultati sono molto positivi".
E' stato poi chiesto agli ospiti quale fosse stata la difficoltà più grande che hanno dovuto affrontare in questo lavoro. Emanuele e Roberto si sono trovati d'accordo nel rispondere che non è per nulla semplice capire il tipo di bambini che si hanno davanti. "Alcuni di loro hanno più difficoltà di altri, perciò per noi è più difficile farli divertire e farli sentire come gli altri" hanno spiegato.

L'intervento riguardante Sport Therapy si è concluso con un augurio da parte di don Andrea per il futuro e con un piccolo omaggio consistente in una donazione economica, donata  dal tesoriere della società, Roberto Gaiati, alla dottoressa Lanfranconi, la quale ha ricevuto anche una polo del GSO come ricordo.

La serata è proseguita con la consegna del premio Limonta-Montanelli, un riconoscimento in denaro assegnato a chi si è particolarmente distinto per comportamenti esemplari e atteggiamenti sportivi corretti. Quest'anno, diversamente dallo scorso, c'è stata più di una persona che ha meritato di essere premiata, ben quattro per l'esattezza. Di queste una non è un atleta, ma un membro dello staff. Quest'ultimo, corrispondente al nome di Niccolò Casati, è stato il primo ad essere chiamato sul palco per ricevere il premio. Visibilmente felice, Casati ha espresso la sua emozione sul palco ringraziando tutti coloro che l'hanno votato, in particolare i ragazzi della prima squadra. Il terzo e il secondo premio sono andati poi a Daniele Mazza e Marcu Leonard, per un comportamento giudicato meritevole, mentre al primo posto si è classificato Ben Salah Abdel, giocatore della categoria Juniores. La società ha infine voluto omaggiare con un piccolo regalo, anche tutti gli altri nominati nelle votazioni.

La serata è poi giunta al momento della presentazione del bilancio sociale che, come ha spiegato don Andrea ''serve per ricordare chi siamo e dove vogliamo andare". Il sacerdote ha spiegato come, con questi dati, si voglia dare ai numeri un volto, perché ogni giorno c'è un lavoro grandissimo nascosto ma fondamentale dietro alle attività praticate.
Secondo il GSO, educare significa costruire insieme: ogni bambino ha un valore unico non solo come atleta, ma anche come uomo; lo sport assume connotati educativi importanti se diventa un percorso dove i ragazzi vivono profili di alta umanità.

Il GSO San Giorgio si compone di 50 volontari e raccoglie più di 200 ore settimanali donate. "Essendo un oratorio - hanno spiegato - la chiave è vivere lo sport come un dono, dando se stessi per fare la differenza"
La collaborazione con "Io Tifo Positivo" conferisce poi un connotato importante alla società. Ad intervenire a questo proposito è stato infatti Tony Supino, rappresentante della comunity presso il GSO, il quale ha lanciato un appello per continuare a portare avanti il lavoro svolto.  "Stasera volevamo far capire la potenza dello sport. Io tifo positivo lavora in circa 40 comuni, però serve collaborazione. La società ha bisogno di tanti genitori che vogliono dare una mano".

A seguire sono intervenute Barbara Dissimile e Alessia Panzeri, allenatrici del gruppo di atletica. "I ragazzi sono divisi in due gruppi: fino alla quinta elementare e dalla quinta in su. È bello allenare, vedere miglioramenti e risultati, però la cosa più soddisfacente è vedere la felicità dei bambini nel venire ad allenarsi, di stare col gruppo e tornare a casa contenti. Quando usciamo dalla palestra, a fine giornata, stiamo bene perché i nostri bambini stanno bene" hanno affermato le istruttrici.
Si è passato poi a parlare dei risultati ottenuti dalla società nella passata stagione e, nel particolare, la promozione della prima squadra in seconda categoria. Marco Inzillo, il mister dei ragazzi della squadra maggiore, ha spiegato ai più piccoli che per ottenere questi risultati serve tanta passione. Inoltre, si è rivolto a loro nella speranza, fra qualche anno, di vedere i piccoli di ora alzare una coppa importante.

A sinistra e nell'immagine sotto Roberto Redaelli ed Emanuele Villa

Come ultimo punto della serata è stata quindi la volta del bilancio economico; anche quest'ultimo aspetto presenta la sua importanza perchè ''può consentirci di fare meglio" ha detto il presidente societario, che ha poi chiesto l'intervento di Gaetano Caldirola, assessore del Comune di Casatenovo ai servizi alla persona e politiche socio assistenziali. Il GSO fa riferimento a lui in Comune e non a chi detiene la delega per lo sport perché la società deve riuscire a d intercettare le situazioni di fragilità all'interno di alcune famiglie. "L'allenatore, il dirigente, la società, vengono a conoscenza di queste situazioni e se ne fanno carico; il nostro lavoro quindi è anche di interesse sociale" ha spiegato don Andrea prima di cedere la parola all'amministratore.
"Speriamo di creare campioni non solo nello sport, ma anche nella vita" le parole di Caldirola, che ha anche portato alla società gli auguri natalizi da parte del sindaco Filippo Galbiati.

In ultimo è intervenuto un altro grande ospite della serata, Ennio Airoldi, presidente della sezione lecchese del CSI (Centro Sportivo Italiano). "Ho visto un'attenzione alla persona particolare. Lo state testimoniando con la vostra attività sportiva ed educativa e lo stiamo vedendo anche grazie all'attenzione dell'amministrazione comunale. Anche noi del CSI cerchiamo di inserirci in questa rete, grazie a Tony e a tutti voi''.
Prima di concludere la serata, è stata fornita qualche anticipazione sulla stagione 2019/2020; la società ha infatti introdotto un progetto di alternanza scuola-lavoro. A questo proposito è intervenuta Gaia Riva, consigliere comunale incaricata delle politiche giovanili e dei percorsi di integrazione, la quale ha spiegato che si stanno unendo al progetto due istituti superiori, Fumagalli e Greppi, facendo entrare il GSO nelle scuole. "Chiediamo ai giovani studenti di collaborare con gli educatori e allenatori per sostenere il progetto" ha spiegato Gaia Riva.

La serata è terminata con l'augurio rivolto a tutti gli ospiti di un felice Natale e la speranza di crescere sempre più in questo progetto educativo targato GSO San Giorgio, che da quest anno include anche la disciplina del karate.
A.V.
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