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Scritto Domenica 29 dicembre 2019 alle 12:08

Salumi: gli allevatori 'festeggiano' l'adozione dell'etichetta d'origine

“Un provvedimento che farà del bene all’arte norcina e agli allevamenti suini del comprensorio lariano”. E’ quanto commenta il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi dopo il via libera all’obbligo dell’etichettatura d’origine su tutti i salumi: un provvedimento atteso dalla stragrande maggioranza (93%) dei cittadini italiani che ritengono importante conoscere l’origine degli alimenti e dire finalmente basta all’inganno di prosciutti e salami fatti con carne straniera ma spacciati per Made in Italy. C’è soddisfazione, quindi, per l’intesa raggiunta in Conferenza Stato Regioni sul decreto che introduce l'indicazione della provenienza per le carni suine trasformate: “Si tratta di un bene per le nostre province, che contano una radicata tradizione norcina: la festa migliore sarà, quindi, sulle tavole di Natale dove trionferanno i salumi e gli immancabili cotechini lombardi, che molto presto saranno quindi riconoscibili con una dettagliata “carta di identità””.
Il provvedimento prevede che i produttori indichino, in maniera leggibile, sulle etichette le informazioni relative a: "Paese di nascita: (nome del paese di nascita degli animali); "Paese di allevamento: (nome del paese di allevamento degli animali); "Paese di macellazione: (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali). Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l'indicazione dell'origine può apparire nella forma: "Origine: (nome del paese)". La dicitura "100% italiano" è utilizzabile solo quando ricorrano le condizioni del presente comma e la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia.  Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell'Unione europea o extra europea, l'indicazione dell'origine può apparire nella forma: "Origine: UE", "Origine: extra UE", "Origine: Ue e extra UE".
“Occorre ora accelerare e compiere tutti i passi necessari per la definitiva entrata in vigore di un provvedimento che farà finalmente chiarezza rispetto ad una situazione che vede oggi tre prosciutti sui quattro venduti in Italia fatti con cosce di maiali provenienti dall’estero, all’insaputa dei consumatori e facendo concorrenza sleale agli allevatori italiani e de territorio” sottolinea Trezzi. “I salumi, ottenuti dalle eccellenti carni suine lariane, potrebbero proprio grazie all’etichettatura d’origine essere ulteriormente valorizzati, rispetto anche ai falsi che vengono spacciati per prodotti del territorio lombardo. L’Italia, che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità, ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie come accaduto con l’approvazione, grazie al nostro pressing, dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine per pelati, polpe, concentrato e degli altri derivati del pomodoro”.
L’etichettatura dei salumi è l’ultimo capitolo della storica battaglia per la trasparenza condotta dalla Coldiretti che, con la raccolta di milioni di firme, ha portato l’Italia all’avanguardia in Europa: l’ultimo passo è stata la presentazione, lo scorso ottobre a Cernobbio, della petizione europea #eatoriginal indirizzata alla Ue. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine per pelati, polpe, concentrato e degli altri derivati del pomodoro era arrivato grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018, del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. Il 13 febbraio 2018 è entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta e del riso, ma prima c’erano stati già diversi traguardi raggiunti: il 19 aprile 2017 è scattato l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre, a partire dal 1° gennaio 2008, vigeva l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro.
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